Ignora comandi barra multifunzione
Torna a contenuto principale
Homepage > Eventi ed iniziative > The Last Supper Recall

EventiCommerciale

Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, giovedì 22 ottobre 2020 - lunedì 7 dicembre 2020

The Last Supper Recall

L'Ultima Cena di Cristo da Leonardo a Warhol

Nel 2019 ricorrevano i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e molteplici ed eterogenee furono le celebrazioni, i festeggiamenti, le giornate di studio e le occasioni di approfondimento attorno alla figura e all’opera del genio toscano.

​Milano, capitale del ducato che dal 1482 lo vide protagonista di molte invenzioni e scoperte fra ingegneria idraulica, architettura e scultura, è anche la città che ospita il famoso affresco del “Cenacolo vinciano”, mirabilmente conservato all’interno del refettorio dei frati domenicani, in Santa Maria delle Grazie.

L’artista americano Andy Warhol – protagonista assoluto della Pop-Art – fece nel medesimo tempo una dichiarazione d’amore e uno ‘sfregio’ verso l’affresco leonardesco, inventando nel 1987 una mostra site-specific dove l’immagine iconica dell’Ultima cena veniva moltiplicata e trasfigurata in cromatismi industriali, camouflage e passaggi serigrafici dal marcato tono industriale.

Il luogo nel quale si tenne la mostra “Andy Warhol. The Last Supper” era il Refettorio delle Stelline del Credito Valtellinese; la stessa Galleria dove ora stiamo organizzando una nuova avventura espositiva.

La mostra è incentrata sul dipinto omonimo di un metro per un metro, oggi in collezione Creval, caratterizzato dalla ripetizione bipartita dell’Ultima Cena in magenta e nero, donata alla Banca dall’artista di Pittsburg alla fine dell’evento dell’87, pochi mesi prima della scomparsa. Il piano espositivo trae però forza anche dal progetto di Philippe Daverio del 2007, per la stessa Galleria, che fece per la prima volta il punto sul tema iconografico proposto, con un interessante innesto dedicato alla figura del mercante e gallerista greco Alexandre Iolas, che fu anche il primo direttore artistico dello spazio milanese.

Fu in quell’occasione che il pubblico poté scoprire il lavoro di alcuni autori – anche questi annoverabili in collezione – quali Novello Finotti, Velasco Vitali, Hermann Nitsch e Filippo Avalle, presenti con opere specifiche e, in alcuni casi, inedite. 

Questa nuova mostra intende invece concentrarsi, oltre che sulla presenza di opere ormai divenute iconiche, anche sull’itinerario creativo e sul repertorio documentale che ne presiedono la genealogia.

Un esempio illuminante è, attorno al tema, il lavoro di Daniel Spoerri rappresentato in mostra attraverso una biforcazione creativa che vede, da un lato, la rappresentazione proiettiva delle 12 “Tavole” in marmo statuario con le Ultime cene di personaggi illustri (da Cristo a Oetzi a Goethe, a Freud) esposte in permanenza a Sondrio presso il Grand Hotel della Posta e dall’altro, la prova d’autore per un’opera a carattere istallativo mai realizzata, consistente nella ricostruzione plastica, sul piano ortogonale, delle suppellettili e delle vivande dell’Ultima cena leonardesca.

Sempre di Spoerri è l’olio su tavola “La Céne” del 1988: un piccolo oggetto dipinto su legno convesso simile a un coppo, con raffigurazioni naif e applicazioni a collage -pentole, piatti, bicchieri- prese in prestito dai giochi delle bambole.

Ritorna poi Filippo Avalle con “Ultima cena” (2007), una struttura stratigrafica in metacrilato di sorprendente magnetismo prospettico, accompagnata dal disegno preparatorio, su carta, dal titolo “Ultima Cena: inizio di un viaggio infinito nel cervello-mente” dello stesso anno.

Ad Elia Festa, fotografo milanese cui la Galleria dedicò una personale nel 2017, si deve invece l’opera in grande formato caratterizzata da uno sfondo nero assoluto dal quale emergono, sottoforma di una moltitudine di filamenti brulicanti e sovrapposti, il contorno e i tratti riconoscibili dell’affresco leonardesco.

Dell’artista comasco Bruno Bordoli è infine il grande telero a olio (“Cenacolo”, 2007) in grado di dialogare con l’intera installazione ambientale (teca compresa) posta a protezione del dipinto di Warhol, che domina la scena.

La mostra è arricchita da una rassegna cinematografica in pellicola 16mm dei film di Andy Warhol, con titoli come “Haircut”, “Soapopera”, “Kiss”, “Eat”, “Salvador Dalì”, in prestito dal dipartimento di audiovisivi del MoMA, curato dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano.


I contenuti pubblicati in questa pagina web intendono illustrare un progetto espositivo attualmente in fase di organizzazione e in divenire, in cui titoli, testi, immagini e riferimenti temporali sono provvisori e in fase di definizione.

---------------------------------------------------------------------------------
Disclaimer gallery
Le immagini presenti vengono fornite allo scopo di illustrare alla stampa i contenuti delle mostre; sono dunque destinate a critici e giornalisti per le segnalazioni degli eventi sulle testate e non possono essere utilizzate per altri usi.


  • Image 1
  • Image 1
  • Image 1
  • Image 1
  • Image 1