| Numero: | 9/12 |
| Autori: | Marcello Abbiati, Valerio Dehò, Deborah Grosso, Leo Guerra, Astrid Ivone |
| Curatore: | Leo Guerra e Marcello Abbiati |
| Anno di pubblicazione: | 2012 (maggio) |
Proseguendo nell’indagine avviata con “i temi 8/10” sulla percezione e comunicazione dell’arte contemporanea nella cultura d’impresa, pubblicato nel 2010, questo numero si propone di indagare il fenomeno del collezionismo privato in Italia attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti. Direttori di museo e di istituzioni culturali che si servono correntemente delle raccolte private per la costituzione di archivi di utilità pubblica presso le loro sedi, mercanti all’apice del successo che decidono di donare parte, o l’intero, della propria raccolta per innescare fenomeni di arte pubblica quando non addirittura la fondazione di parchi tematici a scala urbana e territoriale, collezionisti imprigionati loro malgrado nella definizione generica di connoisseur.
Lo studio inizia col tentativo di chiarire le motivazioni psicologiche - e gli alibi sotterranei - del collezionista dimostrando come la coazione a ripetere, tipica dell’acquisto compulsivo delle opere di un dato artista, si possa sintetizzare in un desiderio di ri-creazione dell’attività dell’autore: sorta di avatar creativo le cui azioni sono concrete, tangibili e soprattutto disponibili sul mercato. Segue un’attenta lettura sulla collezione d’arte moderna e contemporanea del Credito Valtellinese, dalla quale emerge un profilo storico e patrimoniale in sostanziale continuità con quelli degli altri Istituti di credito italiani, con la vistosa anomalia circa i modi e criteri di acquisizione, conseguenti dall’attività di produzione artistica che si svolge negli spazi espositivi di proprietà.
La parte introduttiva della monografia si conclude con una sintetica indagine sul collezionismo privato in Italia che detiene il primato mondiale per diffusione, distribuzione territoriale, qualità ed omogeneità delle collezioni, vivacità del mercato indotto e degli scambi fra collezionisti: un grande patrimonio culturale “sommerso”, raramente accessibile al pubblico ma indispensabile per la ricerca e la produzione di mostre ed esposizioni.
Il cuore tematico del numero è poi affidato a dodici interviste rivolte a collezionisti “domestici” - a responsabili delle collezioni bancarie e aziendali, a direttori di musei e Fondazioni che conservano, studiano e proteggono le raccolte private convertendole in bene pubblico - per affidare la sua conclusione al dibattito virtuale di tre direttori di musei italiani di recente costituzione alimentati dal collezionismo privato.