sabato 6 maggio 2006 - ore 17,00
Piazza Augusto Imperatore
Roma
Le statue in marmo raffiguranti S. Ambrogio e S. Carlo Borromeo sono state collocate negli anni '40 nell'area absidale della omonima basilica durante i lavori di sistemazione di piazza Augusto Imperatore. Nel 2005 è stato effettuato il restauro delle due sculture diretto dalla Sovraintendenza Comunale ai Beni Culturali, promosso e sponsorizzato dall'Arciconfraternita dei SS. Ambrogio e Carlo con il contributo del Credito Artigiano S.p.a., società del Gruppo bancario Credito Valtellinese di Roma.
Le due statue, collocate su alti basamenti in travertino, sono opera rispettivamente degli scultori Arturo Dazzi (Carrara 1881 - 1966) e Attilio Selva (Trieste 1888 - Roma 1970).
Ambrogio, dottore della Chiesa, nacque a Treviri, nella Gallia nel 337-339; la sua formazione retorica e giuridica gli permise di assumere il prestigioso incarico di Governatore (Legatus Consolaris) dell'Italia Settentrionale, con sede a Milano, città di cui fu acclamato vescovo nel 374 e dove morì nel 397. Autore di numerose opere morali, dogmatiche e di scritti esegetici, rinnovò e organizzò la liturgia della chiesa milanese (rito ambrosiano) con riforme ancora in uso.
Carlo Borromeo nato ad Arona nel 1538, all'età di ventidue anni fu nominato cardinale dallo zio, il papa Pio IV Medici, e più tardi arcivescovo della città di Milano dove morì nel 1584 a soli quarantasei anni. Sostenitore del Concilio di Trento, nel 1610 venne canonizzato da papa Paolo V Borghese.
Arturo Dazzi, originario di Carrara fu autore di diverse opere scultoree contraddistinte dalla forma solida ed equilibrata tra cui, oltre il Sant'Ambrogio, si ricordano il don Bosco nell'omonima chiesa romana e il monumentale obelisco dedicato a Guglielmo Marconi nel piazzale delle Scienze all'EUR.
Attilio Selva realizzò a Roma insieme con il San Carlo anche il monumento a Guido Baccelli in piazza Salerno e la Fontana dei Quiriti nell'omonima piazza, appartenenti alla sua produzione matura ispirata alla tradizione plastica classicista e particolarmente evidente nelle opere monumentali realizzate su commissione pubblica.
il restauro, promosso dall’Arciconfraternita dei Santi Ambrogio e Carlo, è stato realizzato con i contributi di: