Economia
Pur in un quadro di moderato rallentamento complessivo dell'economia mondiale, i dati economici confermano una fase di crescita ancora robusta i cui principali artefici continuano ad essere la Cina e gli Stati Uniti. L'esplosione dei prezzi petroliferi, il permanere delle tensioni politiche internazionali e il progressivo incremento dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, sembrano aver frenato solo parzialmente il ritmo dell'espansione economica. I problemi strutturali che possono creare seri incidenti di percorso allo sviluppo rimangono tutti irrisolti e a questi si aggiungono i timori di una crescita dei prezzi negli Stati Uniti, alimentata soprattutto dall'incremento dei costi del carburante e dei trasporti, che possa determinare da una parte una contrazione nei consumi e dall'altra il prolungarsi della politica di restrizione monetaria posta in essere dalla Fed. Il mercato ritiene ormai che il livello obiettivo dei tassi d'interesse americani per la fine dell'anno possa essere il 4,25% e comincia a diffondersi l'ipotesi di un'estensione alla prima parte del prossimo anno che potrebbe portare al 5% i tassi ufficiali Usa entro giugno. La stagione delle trimestrali si conclude con buoni profitti per le aziende americane ed anche le principali compagnie europee mostrano evidenti segni di miglioramento, pur in una fase economica di crescita molto lenta, in cui continua a mancare l'elemento trainante dei consumi, che vede ancora una volta l'Italia come fanalino di coda dello sviluppo europeo nonostante i recenti miglioramenti del Pil abbiano consentito di uscire dalla fase tecnica di recessione.
PRODOTTO INTERNO LORDO 2004 - 2° TRIMESTRE 2005
Fonte: Bloomberg, rilevazioni trimestrali 2004/2005 su base annua

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L'evento di grande rilievo rimane la decisione della Banca Centrale cinese di rivalutare la propria moneta, lo Yuan, di circa il 2% rispetto al dollaro e di sganciarsi dalla parità fissa con la valuta statunitense, ancorandosi ad un paniere di valute pesato sulla rilevanza dell'interscambio commerciale. La decisione tende a scongiurare l'imposizione di dazi doganali da parte dei partners internazionali ed appare al momento di scarso rilievo ai fini del riequilibrio dei flussi commerciali - giacché non intacca assolutamente il vantaggio competitivo delle merci di produzione cinese - né si può ritenere credibile nell'immediato una forte riduzione degli acquisti di asset finanziari USA da parte della Cina, un processo che ha finora garantito un finanziamento a basso costo del deficit americano. La reale entità del cambiamento assume più che altro una valenza prospettica, con effetti reali allorché si saranno avviati in maniera compiuta i processi di diversificazione delle riserve e si sarà manifestato l'auspicato rallentamento dell'economia che le autorità finora non sono riuscite ad ottenere attraverso misure interne, ma soprattutto quando si saranno verificate nuove rivalutazioni di entità più corposa così come il mercato si attende già entro la fine dell'anno.
Cambi
La rinnovata forza della ripresa economica negli Stati Uniti e la continuità nella politica monetaria impostata verso l'eliminazione di condizioni particolarmente espansive, con il conseguente ampliamento dello spread rispetto ai tassi europei, sostengono ancora il recupero del dollaro contro l'euro. Malgrado la correzione che ha portato la moneta statunitense dai massimi in area 1.1750 verso l'area 1.2500, l'impostazione di fondo rimane favorevole al dollaro. Eventuali ulteriori incrementi del deficit commerciale USA potranno riportare l'attenzione del mercato sulla sostenibilità della crescita e sui bisogni di finanziamento, in un nuovo quadro valutario in cui la Cina non è più costretta a fare incetta esclusivamente di bond americani per difendere il proprio cambio.
ANDAMENTO CROSS EURO-DOLLARO
Fonte: REUTERS.

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Materie prime
I prezzi delle materie prime hanno vissuto una nuova fase di rialzi sostenuti da una buona domanda internazionale e da alcuni momenti di rallentamento della produzione. Il rame ha più volte aggiornato il record storico mentre il prezzo del petrolio sembra aver intrapreso una scalata quasi inarrestabile con un primo obiettivo in area 70-72 dollari al barile. Nella fattispecie, le previsioni sul fabbisogno mondiale appaiono spesso contraddittorie ed il mercato, ampiamente condizionato dalla speculazione, ritiene possibili forti incrementi di volatilità con l'approssimarsi della stagione invernale in concomitanza con le ridotte possibilità di nuovi incrementi della produzione già vicina ai massimi.
CONFRONTO INDICI AZIONARI DAL 2000
Fonte: REUTERS.

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Obbligazioni
I rendimenti obbligazionari continuano a rimanere su livelli piuttosto bassi e non adeguati al ritmo di crescita dell'economia americana né alle attese di inflazione oltreoceano; il mercato sconta un'inflazione comunque sotto controllo e su livelli che non costituiscono un freno reale all'espansione. Di diversa natura deve essere ritenuta la crescita dei prezzi obbligazionari europei che scontano un quadro di sviluppo economico molto lento in cui la BCE, pur in presenza di un incremento a ritmi sostenuti sia della moneta che del credito, non appare in condizione di intervenire ancora per qualche tempo sui tassi ufficiali se non al prezzo di rischiare di soffocare le attese di una timida ripresa dell'Eurozona nel secondo semestre. Pertanto si mantiene in Europa una situazione di tassi reali negativi.
Borse
Sostenute dai buoni risultati aziendali e dalla forte liquidità presente sul mercato, le borse continuano a mostrarsi toniche pur in presenza di correzioni a volte anche incisive. Sostenuti dal settore energetico e dai tecnologici gli investimenti azionari si mostrano ancora i più redditizi e sembrano gli unici in grado di produrre buone soddisfazioni per la fine dell'anno. Piazza Affari, quest'anno, pur realizzando un buon incremento non riesce a performare quanto le altre borse europee. Pesano le tensioni politiche interne e il giudizio negativo della comunità finanziaria internazionale sul debito pubblico. *
VALUTAZIONE DEL MERCATO AZIONARIO Fonte: Reuters
e RENDIMENTI DELLE GESTIONI PATRIMONIALI PERSONAL FUND PLUS**

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*Nota redatta sulla base delle informazioni disponibili al 12 settembre 2005.
** I rendimenti 2005 sono riferiti ai risultati al 31 agosto rapportati su base annua. Tali rendimenti hanno finalità indicative e non sono a garanzia di future performances.