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L'AZIENDA DEL MESE
E' un'azienda di successo del settore arredamento. E' cliente del Credito Artigiano
Flexform: l'intramontabile bellezza del design.

Il Tube Chair di Joe Colombo esposto all’Art Museum di New York Meda. "La ditta Fratelli Galimberti, così si chiamava la Flexform negli anni '20, data di fondazione, era una piccola bottega artigiana aperta con 15.000 lire e aveva come marchio un pulcino… per questo ancora oggi ci chiamano <<puresin>>" ci dice Antonio Galimberti mentre ci fa visitare il suo stabilimento di Meda, quasi una grande vetrina con divani, poltrone, tavoli e sedie in fase di realizzazione. "Osservate questa rifinitura interna del divano, che capolavoro! Non si vedrà più a lavoro finito, ma non importa. I prodotti di classe si basano sui particolari, tanti piccoli particolari: sono questi che fanno la differenza!" ci fa notare. "Guardate gli incastri dei telai dei divani, non c'è una vite, il legno è pregiatissimo, sono indistruttibili e ai nostri clienti dopo vent'anni cambiamo solo le fodere..".

..."si può innovare
anche seguendo la tradizione"...

Groundpiece, prodotto di punta Flexform Galimberti ci mostra le sue realizzazioni con la passione di un vero artigiano, anche se oggi, i puresin, sono diventati grandi imprenditori a giudicare dai numeri: 100 dipendenti, 3 unità produttive (tutte a Meda), e un fatturato di 30 milioni di euro. La Flexform è un po' il simbolo della realtà produttiva italiana, quella virtuosa, fatta da piccole e medie aziende che si fanno apprezzare in tutto il mondo grazie ad un mix di genialità, di stile e di efficienza. "I nostri clienti sono più stranieri che italiani", continua Galimberti, "e il motivo è subito detto: in Italia vanno molto le copie, e noi siamo molto copiati. All'estero vogliono solo l'originale, compresi i cinesi..."

Il mercato asiatico?
"E' in espansione. In Cina, ma non solo, anche in Russia, i nuovi ricchi sono già decine di milioni, con sbocchi davvero interessanti per i nostri prodotti. Per questo stiamo progettando nuovi insediamenti produttivi all'estero". Va detto che Flexform si rivolge ad un target di clientela molto esigente, amante della bellezza e della comodità. I divani, ad esempio, hanno una profondità maggiore dello standard usuale, proprio perché pensati per ampi spazi ed alti livelli di comfort.

Ma quali sono gli ingredienti del successo di Flexform?
"La nostra forza è avere mantenuto la qualità dei prodotti artigianali insieme ad una costante innovazione per quanto riguarda la ricerca dei materiali e il processo produttivo" ci dice soddisfatto Galimberti. "Abbiamo infatti un centro studi interno all'azienda, con personale che si dedica esclusivamente alla ricerca dei materiali più adatti per le nuove realizzazioni: il legno più pregiato, i tessuti più naturali. E poi il metodo di fabbricazione: facciamo i divani sia con il fusto in ferro e lo schiumato, sia con il fusto in legno e la cinghia, come si usava una volta. Si può innovare anche seguendo la tradizione".

L'innovazione riguarda anche l'utilizzo delle più moderne tecnologie.
Galimberti ci porta a vedere le sue macchine elettroniche e ci illustra il processo di taglio dei tessuti, tutto computerizzato.

..."il designer
trasforma il convenzionale
in straordinario"...

moderne tecnologie alla Flexform "Vedete, noi inseriamo una scheda nel computer e fa tutto la macchina…la precisione è assicurata. Di manuale facciamo soltanto poche ma importantissime cose". L'uomo e la macchina: ognuno qui ha un suo ruolo insostituibile. Il computer non ha certo potuto sostituire i grandi designer che hanno fatto e fanno la fortuna di questa azienda. Come Antonio Citterio, l'architetto che ha disegnato il divano Groundpiece, l'attuale prodotto di punta Flexform, o Paolo Nava, Cino Boeri, Sergio Asti e Rodolfo Sonetto, che hanno davvero segnato un'epoca. "Ma non dimentichiamo Joe Colombo, che ha disegnato negli anni '70 il famosissimo Tube Chair oggi esposto nell'Art Museum di New York… La ricerca dell'estetica è di alto livello e non si è mai disgiunta da quella del maggior comfort possibile. Il designer trasforma il convenzionale in straordinario, che deve essere tale anche per comodità e piacere".

..."dal mio lavoro ho imparato una cosa: il bello non tramonta mai"...

Ci fa vedere un catalogo: "guardate, ci sono prodotti disegnati negli anni '80 da grandi architetti e sono ancora tutti attualissimi, resistono nel tempo. Dal mio lavoro ho imparato una cosa: il bello non tramonta mai".





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