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FLASH ECONOMIA
Analisi economica trimestrale a cura di Bancaperta
Mercati in attesa delle elezioni americane.

ECONOMIA: lieve rallentamento della crescita mondiale

flash economia I dati congiunturali degli ultimi mesi smorzano l'ottimismo del primo trimestre senza però compromettere il trend di crescita su cui sono avviate le economie mondiali. In America la contrazione del Leading Indicator, rilevazione che misura prospetticamente la capacità economica per il semestre successivo, evidenzia la prima pausa dal marzo 2003 nel ritmo della ripresa USA. Altri momentanei segnali di rallentamento giungono dalla produzione industriale, dalle vendite al dettaglio e dal mercato del lavoro che fornisce indicazioni di volta in volta contrastanti, sia nel numero degli occupati sia nella qualità della creazione di nuovi posti di lavoro. Il Presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, durante la conferenza successiva al secondo rialzo di 0,25% dei tassi sui Fed Funds di agosto e dopo l'analogo intervento di giugno, pur evidenziando i problemi relativi al deficit pubblico ed al deficit commerciale, ha tranquillizzato i mercati in merito alla moderata crescita dell'inflazione e al buon andamento dell'economia USA malgrado le possibili turbative indotte dal prezzo del petrolio. La Banca Centrale americana rimane, quindi, attenta a qualsiasi impennata dei prezzi ed è pronta a rispondere con una politica monetaria più restrittiva, che però non deve pregiudicare l'espansione economica. Il quadro congiunturale americano rimane nel complesso positivo, come dichiarato dal Presidente Greenspan e ribadito nelle pagine del Beige Book da cui si evince che l'economia dovrebbe continuare ad espandersi nei prossimi mesi, anche se a ritmi inferiori rispetto a quelli registrati tra la fine del 2003 e il primo trimestre del 2004. Dati economici parzialmente contrastanti provengono anche dal Giappone, dove viene rivisto al rialzo il PIL e migliora il mercato del lavoro, ma la deflazione non sembra sconfitta anche a causa della domanda interna che permane debole. Sulla ripresa nipponica pesano, inoltre, le incognite relative al possibile rallentamento dell'economia cinese, visto il legame a doppio filo esistente tra le due economie. Indicazioni leggermente più positive provengono dall'Eurozona che sembra in grado di agganciare - sia pur con ritardo - la ripresa internazionale; l'Italia appare, tuttavia, ancora in affanno rispetto alle economie delle altre nazioni europee.

CAMBI: in attesa delle elezioni U.S.A.

flash economia Dopo un primo semestre molto volatile con il cambio euro/dollaro passato da 1,2842, registrato a febbraio, a 1,1822 di maggio, attualmente la valuta americana sembra entrata in una nuova fase di consolidamento. Il rialzo dei tassi d'interesse in USA, in particolare, ha contribuito a mantenere il cambio euro/dollaro nell'ambito di un intervallo di volatilità particolarmente ampio. Da una parte il forte disavanzo commerciale americano ha imposto, infatti, una politica del dollaro debole tesa a ridurre lo squilibrio; dall'altra l'avvio di una politica monetaria restrittiva, per quanto moderata, ha sostenuto la valuta americana contro l'euro. Tuttavia il mercato sconta già ulteriori interventi sui tassi da parte della Banca Centrale Usa e, a meno di dati economici particolarmente favorevoli, il dollaro sembra destinato a mantenersi intorno a quota 1,19-1,24 almeno fino alle elezioni americane di novembre.


MATERIE PRIME: incognita petrolio.

Malgrado una lieve correzione, le quotazioni delle materie prime rimangono a livelli sostenuti coerentemente con una ripresa economica mondiale ancora robusta. L'incognita su questo mercato rimane l'elevato prezzo del greggio che ha raggiunto livelli record in area 50 dollari al barile e, per il momento, non sembra destinato a sensibili correzioni al ribasso. L'incremento della produzione dei paesi OPEC non riesce, infatti, ad eludere i timori di un mercato molto sensibile alle tensioni politiche che coinvolgono i paesi produttori. Il prezzo dell'oro rimane in prossimità dei 400 dollari l'oncia, di volta in volta rafforzato o indebolito in controtendenza con l'andamento della valuta USA.

OBBLIGAZIONI: il lento ma progressivo rialzo dei rendimenti erode i prezzi

Dopo i due incrementi nei tassi ufficiali americani fra giugno e agosto, che hanno portato il tasso sui Fed Funds all'1.50%, i mercati obbligazionari scontano l'aspettativa di un ulteriore progressivo e moderato incremento, pur condizionato nei tempi dai dati macroeconomici.
Dopo aver toccato un massimo al 4,87% in giugno, il rendimento del titolo decennale americano si è riportato in area 4,20% sulle incertezze relative alla forza del trend di crescita economica. Al maturare di nuove aspettative di rialzo è possibile uno spostamento ulteriore verso l'alto dei rendimenti americani, con conseguente sensibile contrazione dei prezzi dei titoli. Per contro, i titoli obbligazionari europei - pur avendo in parte scontato i movimenti registrati in America - rimangono al momento più stabili, non essendovi attese di rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea.

BORSE: in attesa

Nonostante il permanere di un'intonazione di fondo positiva dello scenario congiunturale internazionale, le borse mondiali non hanno manifestato spunti di rilievo e si sono mosse lateralmente, senza trasferire nei prezzi la positività della ripresa economica, anche a causa del permanere di turbolenze politiche internazionali. Benché la stagione della pubblicazione dei risultati trimestrali delle società americane si sia conclusa con risultati in buona parte soddisfacenti, il mercato sembra abbia già iniziato a scontare una previsione dei risultati aziendali meno brillanti nel 2005. E' opinione condivisa dagli analisti che gli elementi che apporteranno maggior chiarezza sui mercati finanziari sono da ricercare nelle prossime rilevazioni macroeconomiche, ma soprattutto nell'evoluzione della situazione geopolitica. Inoltre gli operatori attendono di vedere i contenuti del programma di governo del futuro Presidente USA, che potrebbe cambiare sensibilmente il quadro di riferimento U.S.A.*

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*Nota redatta sulla base delle informazioni disponibili al 31-08-2004





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