I dati macroeconomici evidenziano un progressivo rallentamento della crescita mondiale vista in calo al 4,2 rispetto al 4,6 dell'anno precedente che, pur mostrandosi ancora robusta, sembra destinata a subire l'effetto combinato di diversi fattori. L'inevitabile crescita dei tassi d'interesse, per quanto lenta e moderata, l'elevato prezzo del petrolio e la debolezza strutturale del dollaro, orientano le previsioni degli istituti specializzati verso una revisione al ribasso delle prospettive per l'anno in corso in un quadro generale in cui ancora una volta le economie trainanti saranno quella cinese, l'indiana e quella americana.
Le attese di crescita economica per gli Stati Uniti rimangono ancora su livelli elevati, benché parzialmente ridimensionate, ma permangono gli squilibri strutturali inerenti i deficit gemelli; l'indebolimento del biglietto verde non sembra al momento riuscire ad avere un impatto decisivo sul deficit commerciale e le necessità di finanziamento della crescita impongono un costante incremento nei flussi finanziari provenienti dall'estero.
Nell'ipotesi di un generalizzato rallentamento, in cui gli eccessi nei prezzi delle commodities e l'estrema volatilità del mercato del greggio non si traducono ancora in evidenti spinte inflazionistiche, appare coerente attendersi una continuità nella politica monetaria restrittiva della Federal Reserve, fatta di successivi e limitati incrementi nei tassi d'interesse, che possa portare il tasso dei Fed Funds al 3.50% entro la fine dell'anno. La Banca Centrale europea, di contro, alla luce delle continue revisioni al ribasso della prospettive di crescita del Pil dell'eurozona e dell'evidente calo negli indicatori sulla fiducia economica, non appare in condizione di procedere ad alcuna manovra sui tassi di interesse almeno fino alla fine dell'estate. Malgrado i rischi indotti sulla stabilità dei prezzi dall'elevata liquidità presente nel sistema, più volte sottolineati dalle autorità monetarie europee, un eventuale ritocco al rialzo dei tassi potrebbe risultare prematuro e soffocare del tutto una ripresa tuttora poco convincente.
Andamento del PIL
Fonte: Bloomberg, rilevazioni trimestrali 2004 su base annua
Cambi
La debolezza del dollaro continua ad essere l'elemento di rilievo sul mercato dei cambi ed alimenta improvvisi picchi nella volatilità. Malgrado l'esigenza di un dollaro cedente rispetto all'euro ed allo yen, al fine di tentare almeno di stabilizzare il deficit commerciale, il progressivo e lento incremento nei tassi Usa opera a favore di un limitato rafforzamento della valuta americana rispetto all'euro che dovrebbe garantire il mercato da improvvisi crolli. Appare plausibile l'identificazione di un'ampia banda di oscillazione fra 1.27 ed 1.37, nell'ambito della quale si eviterebbero i rischi di grandi squilibri fra le diverse aree economiche e i cui estremi potrebbero fungere da significativi punti di svolta nel lungo periodo.
Andamento Cross Euro-Dollaro
Fonte REUTERS
Materie prime
Le quotazioni del petrolio, dopo aver raggiunto un nuovo record storico a causa dei problemi inerenti le capacità di raffinazione e le scorte di benzine negli Stati Uniti, tendono a stabilizzarsi su livelli, comunque, particolarmente elevati che alimentano i rischi di rallentamento dell'economia mondiale.
Malgrado gli incrementi nelle quote produttive dei paesi OPEC, il mercato, in buona misura nella mani della speculazione, stima insufficiente l'offerta rispetto alla domanda mondiale, che appare ancora crescente.
Obbligazioni
I rendimenti obbligazionari , pur con periodi di elevata volatilità, mostrano una lenta crescita in sintonia con le attese relative alla politica monetaria americana.
Dopo aver raggiunto il rendimento del 4,60%. il decennale americano ha mostrato una flessione che potrebbe estendersi fino all'area 4,30%, ma che sembra comunque destinata ad essere il limite minimo del movimento correttivo. Le prospettive dell'evoluzione dei tassi di mercato indicano rendimenti vicini al 4,80% per il Tbond ed al 4.30% per il Bund tedesco per la fine dell'anno in corso.
Confronto Indici Azionari e Valutazione del Mercato Azionario
Fonte REUTERS
Borse
Dopo un avvio brillante le borse internazionali hanno avviato una correzione che appare coerente con le attese di rallentamento della crescita mondiale e che ha coinvolto i settori più sensibili all'evoluzione della dinamica dei tassi. I profitti delle aziende sembrano destinati ad un ridimensionamento ma le previsioni appaiono comunque positive pur confrontate con un anno eccezionale come il 2004. I dividendi azionari garantiranno rendimenti migliori rispetto all'investimento obbligazionario, e le possibili ristrutturazioni nel settore bancario italiano potrebbero far preferire Piazza Affari rispetto alle altre piazze europee, benché le borse d'oltreoceano appaiano favorite per la seconda parte dell'anno*.
Rendimento delle Gestioni Patrimoniali Personal Fund Plus**
** Tali rendimenti hanno finalità indicative e non sono a garanzia di future performances.
* Nota redatta sulla base delle informazioni disponibili al 15-04-2005