pleiadi
 

L'AZIENDA DEL MESE
Bellavista, Contadi Castaldi, Petra
I pregiatissimi vini di Vittorio Moretti.

Vittorio Moretti Brescia. Tra i grandi vigneron italiani un posto di primo piano spetta a Vittorio Moretti, imprenditore poliedrico a capo di un Gruppo attivo non solo nel campo dell'enologia - in Toscana e in Franciacorta - ma anche nelle costruzioni e nel turismo. E' dei suoi prestigiosissimi vini che in questo numero di Pleiadi vogliamo parlare.
Il Gruppo Moretti è stimato cliente della Banca dell'Artigianato e dell'Industria.


- Sig. Moretti, ci può illustrare la nascita e lo sviluppo dell'azienda nel settore vitivinicolo?
L'ingresso del Gruppo Moretti nel settore vitivinicolo avviene negli anni settanta. Sono sempre stato molto legato "alla terra e al vino", nonostante i primi venti anni vissuti in città, tra Firenze e Milano. Amo ricordare gli insegnamenti del nonno che aiutavo durante l'estate nel vecchio podere di famiglia: saggi consigli pratici, ma anche una visione lungimirante dei benefici privati e collettivi provenienti dalla tutela e dalla valorizzazione della terra. Per questo, quando la mia prima attività industriale, nel settore delle costruzioni, si afferma sul mercato, investo i primi utili nel settore vitivinicolo. In quegli anni, la mia scelta era vista come una "pazzia", quasi un lusso. I settori di diversificazione erano altri e davano utili immediati. Con la terra non era così, con la terra l'unica cosa certa era l'investimento, alto e rischioso. Ma la sfida si è rivelata vincente; la mia caparbietà nel ripercorrere il modello francese della Champagne, nel sostenere l'esigenza di fondare il Consorzio Vini Franciacorta, nell'affermare un modello di eccellenza vitivinicola si è rivelata mossa di ampio respiro che ancora oggi paga sui mercati.

- Ci parli dei suoi vini…
Veduta della Val Cornia In Franciacorta, territorio di rara bellezza situato tra il lago d'Iseo e le propaggini della pianura padana, produciamo Bellavista e Contadi Castaldi. Siamo presenti anche in Val Cornia, incontaminata zona maremmana dove il Gruppo ha inaugurato, due anni fa, una cantina avveniristica, Petra, destinata alla produzione dei vini rossi. Il desiderio di un nuovo progetto, di una nuova realtà vitivinicola da valorizzare mi ha spinto a non cedere alle lusinghe provenienti dai territori toscani più alla moda, quali Montalcino e Bolgheri, per accettare la sfida proveniente da una zona integra sotto il profilo naturale e sotto il profilo delle politiche di consorzio. Le soddisfazioni non si sono fatte aspettare: con il professor Scienza, mia guida per tante scelte agronomiche, abbiamo condotto uno studio di zonazione che ha svelato tutta la forza e l'energia raccolta da secoli in quelle terre. Ho voluto affidare il progetto a mia figlia Francesca e ad un giovane team perché credo nelle giovani forze così come, in Franciacorta, ho creduto nell'enologo Mattia Vezzola, prima, per la creazione di Bellavista e in Mario Falcetti, poi, per la creazione di Contati Castaldi.

le cantine castaldi - Numero dipendenti e fatturato?
Fra avventizi, nella stagione della vendemmia e delle potature, e personale fisso, contiamo per le 3 aziende vitivinicole circa 90 dipendenti. Il fatturato complessivo delle tre aziende vitivinicole, rapportato alle vendite, è stato per il 2004 di 14.700.000 euro. Nel complesso, abbiamo registrato un incremento delle vendite pari al 9% rispetto all'anno precedente.

- Quanto vino producete?
Bellavista produce annualmente 1 milione di bottiglie, Contadi Castaldi 400.000 e Petra 200.000.

- Dove lo commercializzate?
Per i Franciacorta l'85% delle vendite avviene sul mercato Italiano, mentre i primi tre mercati di riferimento per l'estero sono la Svizzera, gli USA e il Giappone. Per i vini toscani, la percentuale di vendite all'estero aumenta sino ad arrivare al 15%.

- Ci puo fare una breve analisi del mercato vitivinicolo, italiano ed estero?
Siamo in un periodo di grandi cambiamenti. Per l'Italia è il profilo del consumatore che sta cambiando: più attento al rapporto qualità-prezzo, più informato, ma soprattutto più fedele al marchio che non al territorio. Per l'estero, è lo scenario globale che sta cambiando: l'America cede il posto al Giappone, alla Cina, alla Russia. Da qualche anno abbiamo visite di giornalisti giapponesi informati sul prodotto, competenti sino alla pignoleria. E se pensiamo che saranno poi loro i nostri opinion leader per il mercato di riferimento, le prospettive sono ottime, soprattutto per chi crede nella qualità.

- Chi è il consumatore "tipo" dei suoi vini?
Distinguo: il consumatore del Franciacorta, ovvero delle bollicine legate ad un territorio di pregio, è in genere una persona che ama trattarsi bene, che frequenta i luoghi, anche alla moda, dell'aperitivo serale, che sceglie i locali raffinati per festeggiare momenti speciali. È anche il collezionista che acquista per aggiungere un capitolo di conoscenza alla propria esperienza sensoriale. Il consumatore dei vini toscani, e in particolare dei vini di Petra, è un consumatore giovane, frequentatore dei wine-bar, o viaggiatore del gusto, come ce ne sono tanti ogni anno a Petra per visitare un luogo produttivo ideato da un grande architetto, Mario Botta, e posto in un ambiente di grande fascino naturalistico.

- Il profano come riesce a distinguere un buon vino da un vino mediocre?
È una domanda difficile anche se credo che tutti siano dotati di un'istintiva capacità di riconoscere un prodotto naturale da uno artificiale. La naturalità è uno dei principi basilari a supporto del gusto dei nostri vini. Quando un vino è naturale è digeribile, è leggero, non fa venire il mal di testa. Di questo, credo, si possono accorgere sia i profani che gli esperti conoscitori.

- Quali le caratteristiche del suo vino?
Fatta salva per tutti i vini la naturalità e l'eccellenza qualitativa, cambia il profilo del gusto, ovviamente. Noi abbiamo lavorato tanto e tuttora ci sforziamo di differenziare i nostri marchi attraverso una definizione precisa della loro personalità. Che nel vino, coincide con il gusto e la tipicità. Le bollicine di Bellavista, per esempio, sono eleganti, raffinate, ma anche leggere ed equilibrate. Le bollicine di Contadi Castaldi sono piacevolmente immediate, sono "giovani", sono una diversa interpretazione dello stesso territorio. Quanto ai vini toscani, cerchiamo una naturalità semplice, come immediata espressione delle radici storiche e culturali di un territorio splendido.

- Il consumatore è disposto oggi a spendere un po' di più per un vino di qualità?
Credo di sì, proprio perché oggi è più attento alla sua salute e perché considera l'informazione sul territorio, sul prodotto e sul produttore, un valore aggiunto, che giustifica e argomenta il prezzo.





bankadati