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APPROFONDIMENTI
Intervista ad Aldo Bonomi
Il Nord est, tra capitalismo "molecolare" e delocalizzazione.

Milano. Già nello scorso numero di Pleiadi avevamo ospitato un articolo del sociologo Aldo Bonomi, Consulente del Cnel e direttore dell'Istituto di ricerca Aaster. In questo numero Bonomi ci rilascia un'intervista sulla complessa realtà del Nord est italiano.

- Il Gruppo bancario Credito Valtellinese sta estendendo la propria operatività nelle aree "virtuose" del Nord est italiano, in particolare in Veneto. Quale contesto e modello socio economico troverà di fronte?
Prima di tutto mi sia permesso di fare una valutazione di metodo. Sul metodo che ispira l'operare del Gruppo Credito Valtellinese. Quando vi accingete a fare un balzo di discontinuità rispetto alla vostra identità, alla vostra storia aziendale, riuscite sempre a coniugare in maniera intelligente innovazione e prudenza. L'ingresso in nuovi mercati, verso la competizione, ogni qualvolta uscivate dalla "tana del lupo", la Valtellina - sia detto senza connotazioni negative - è sempre stato da voi intrapreso con la garanzia che avevate innanzi delle "porte" attraverso cui accedere. Questa logica ispira oggi anche la politica degli insediamenti che state attuando nei territori del Nord est, non a caso condotti attraverso la vostra "banca bresciana", la B.A.I. Brescia è infatti la "porta" naturale che dalla Lombardia conduce verso il Nord est. Nel sistema territoriale ed economico lombardo, che è un sistema a geometria variabile, dove ci sono "più Lombardie", sono presenti infatti due grosse direttrici: uno è l'asse Milano -Torino; l'altro è l'asse che da Milano va verso Bergamo, Brescia, e prosegue verso Verona, entrando nel Nord est. Anche questa volta dunque, il Gruppo Credito Valtellinese sta facendo il salto verso un mercato aperto partendo dalla prudenza, dalla "porta" bresciana. Che realtà vi troverete di fronte? Senz'altro una realtà molto diversa rispetto a quella del mitico Nord est di 10 anni fa. Entrerete in un mercato caratterizzato da una grande turbolenza dovuta al fatto che è in atto un processo di selezione all'interno del sistema produttivo ed economico. Il Nord est, tradizionalmente caratterizzato dalla proliferazione delle imprese artigiane, dal capitalismo "molecolare" delle piccole e medie imprese, si connota oggi per una netta divisione tra due modi di fare impresa. ThieneHo coniato all'uopo due termini, quello di imprese molla e quello di imprese trivella. Le imprese molla sono quelle cresciute innovando i prodotti, puntando sull' innovazione e dotandosi di reti lunghe, soprattutto attraverso la delocalizzazione produttiva, a medio raggio, nei paesi dell'est europeo. E' sostanzialmente avvenuto un processo di ristrutturazione intorno a medie imprese leader che controllano le filiere produttive composte dalle piccole imprese e dagli artigiani. Le imprese trivella, piccoli artigiani e micro imprese, hanno invece come unico raggio di azione la subfornitura, l'economia locale e non hanno spazi commerciali aperti. Questi imprenditori, ancorati al vecchio modello (che ha pur fatto la fortuna del Nord est) "capannone- villetta coi nanetti -lavoro-sacrifici- risparmi", stanno scontando oggi notevoli difficoltà a stare sul mercato. Questa tipologia di impresa e cultura economica, da sola, non basta più.

- Che ruolo potrà giocare una banca popolare con i valori del Credito Valtellinese nelle dinamiche di sviluppo economico e sociale di quei territori?
Entrate in un mercato molto diversificato, nel mezzo di una situazione dinamica. Una banca come il Credito Valtellinese, forte di una cultura bancaria acquisita negli anni nei territori della Valtellina e della pedemontana lombarda, non avrà sicuramente problemi ad "accompagnare" nei loro percorsi di crescita economica i micro imprenditori, gli artigiani, le imprese trivella del Nord est oggi in difficoltà. Bisogna che voi, entrando in questo mercato, esprimiate il meglio della vostra cultura di accompagnamento…ma non credo che il vostro destino sia di accompagnare solo i "micro". Thiene, lanificio Ferrarin Anche qui la vostra cultura bancaria acquisita operando con le eccellenti medie imprese della pedemontana lombarda, leader nei settori del mobile e della meccanica, vi sarà sicuramente di aiuto nel relazionarvi con le elitè imprenditoriali del Nord est. La seconda grande problematica che dovrete affrontare riguarda la competizione del sistema bancario. Anche nel Nord est i grandi Gruppi hanno aggregato le banche locali: molte piccole casse di risparmio, molte piccole popolari sono state assorbite e stanno ridefinendo il loro rapporto con il territorio. Quale sarà la vostra strategia? Vi porrete come "i più piccoli dei grandi" o come "i più grandi dei piccoli"? Io consiglio la seconda strada... non potete fare la competizione con i grandi Gruppi, che hanno reti più lunghe delle vostre, con interlocutori in grado di "arrivare lontano" nei processi di delocalizzazione. La Geox, ad esempio, ha aperto a Timisoara uno stabilimento con duemila dipendenti: necessita dunque di avere al suo fianco chi dispone di interlocutori in Romania... essere "i più grandi dei piccoli" significa mantenere la vocazione di banca legata al territorio dotandosi di reti medie di buone dimensioni.

- Quali peculiarità e specificità contraddistinguono l'elite imprenditoriale del Nord est?
Se dovessi dare una definizione sintetica del Nord est direi che è la Pedemontana lombarda senza Milano. La Pedemontana lombarda è un insieme di localismi dove Milano svolge un grande ruolo ordinatore di città regione. Il Nord est ha lo stesso modello produttivo (pmi, capitalismo familiare, ecc) ma è privo di una città regione. La conurbazione che va da Verona, Padova, Vicenza e Treviso potrebbe essere una grande città regione se non fosse contrastata dai localismi. Da qui discende che la formazione dell'elite, nei servizi terziari, nella finanza e nell'impresa, ha meccanismi più complessi. Nel "fare banca" a Vicenza, a Treviso, a Cividale, il peso del "locale" è più forte che a Varese, Como o Lecco. Le specificità locali, le frammentazioni, i localismi del Nord-est impongono ad un operatore bancario il compito di fare l'accompagnatore del "locale" e di svolgere contemporaneamente le funzioni alte di formazione dell'elitè. Consapevoli che l'operatore bancario è lui stesso una elitè.

- Massimo Cacciari, nel recente libro sulla borghesia di cui lei è coautore, afferma che la neoborghesia imprenditoriale deve avvertire la dimensione politica e sociale come essenziale della propria responsabilità…
Nel volume partiamo dall'analisi delle classi dirigenti, del capitalismo e della borghesia, che non sono la stessa cosa: solo quando il capitalismo si struttura in elite e classe dirigente può diventare borghesia. Altro concetto su cui abbiamo ragionato, è quello che ruota intorno alla massima weberiana "la proprietà obbliga". I processi economici impongono oggi una concreta responsabilità sociale. L'attore economico si percepisce anche come un attore che ha delle responsabilità verso il territorio. Partendo dal dato di fatto che nell'epoca della globalizzazione la territorializzazione è meno forte di prima, si pone il problema se nei processi di delocalizzazione, che coinvolgono il Nord-est e non solo, il capitalismo a reti lunghe riesca a mantenere il radicamento al territorio vivendolo con senso di appartenenza e di responsabilità. Non è chiaro ancora, dunque, se le nuove elitè imprenditoriali del Nord est, nel processo di delocalizzazione, partano dal territorio per poi ritornarvi, oppure partano semplicemente





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