Alice Baldaccini, studentessa diciottenne del Liceo Linguistico di Sondrio, è appena tornata da Ashland (Wisconsin) dove è rimasta per un anno intero grazie alla Borsa di studio che il Gruppo bancario Credito Valtellinese, in collaborazione con Intercultura, da dieci anni mette in palio tra i titolari del conto Bankaperta Junior. Raggiante, ci ha raccontato la sua esperienza americana.
- Alice, ci fai un bilancio di questo anno (di studio) all'estero?
"Il bilancio è più che positivo. Certo, ci sono stati anche momenti difficili. Dopo i primi periodi e gli entusiasmi iniziali per un ambiente nuovo e stimolante, è subentrata la nostalgia di casa. Un anno è lungo da trascorrere! Fortunatamente le nuove amicizie e la famiglia che mi ospitava mi hanno aiutato a superare queste difficoltà.
- Come era scandita la tua giornata?
La mattina andavo a scuola e ci restavo fino alle 15. A differenza dell'Italia, dove il piano di studi è fisso e uguale per tutti, là si poteva scegliere tra diverse materie. Io seguivo i corsi di francese, tedesco, economia, matematica e letteratura inglese.
Nella scuola, oltre a me c'erano anche altri sette stranieri: una israeliana, un tailandese, gli altri erano tutti europei. Nel pomeriggio mi dedicavo alle attività sportive: calcio, pallavolo, e sci. La sera verso le 18 tornavo in famiglia e cenavo…da sola.
Ad Ashland le abitudini sono molto diverse dalle nostre: ognuno mangia da solo all'ora che vuole…
- Parlaci un po' della famiglia?
C'erano due fratelli gemelli di 18 anni, Laura e Greg, e Mike di 19. I genitori si chiamavano Joyce e Daniel, lei ostetrica e lui avvocato. Erano veramente molto simpatici, con Joyce poi avevo un rapporto ottimo, la sera quando tornavo a casa andavamo in giardino a bere il thè e parlavamo per ore intere.
- La cucina?
Beh…Joyce si impegnava… a colazione mangiavo le cose più buone: pancake, pancetta, patate, latte.
A pranzo, nella mensa scolastica, facevano spesso la pizza e piatti messicani. La sera in famiglia si mangiava un po' di tutto, ma soprattutto pasta… che cucinavo io!
- Cosa hai imparato da questa esperienza?
Vivere a contatto di tradizioni ed abitudini differenti mi ha senz'altro arricchita.
Mi sento cambiata dopo questa esperienza, più matura, più a mio agio con la gente.
Ad Ashland per essere integrata, per non rimanere sola dovevo sforzarmi a parlare con gli altri e questo mi ha fatto crescere enormemente nei rapporti interpersonali.
- Com'è la gente ad Ashland?
Spontanea e molto più informale rispetto a noi…anche nel vestire non prestano molta attenzione, badano più alla comodità che all'estetica.
- Come hai vissuto il rientro in Italia?
Con emozione. Anche se in America stavo bene, rivedere la mia famiglia e i miei amici mi ha dato veramente una grande gioia.
- E l'impatto con i corsi scolastici in Italia?
Ho dovuto recuperare un po' latino, filosofia e storia, ma non è stato un compito gravoso. E poi comunque sono tante le cose che ho imparato in America. Si tenga presente che ad Ashland oltre alla scuola si faceva una intensa attività culturale: si andava a teatro, al cinema, si visitavano i musei delle città vicine… insomma, ci si dava da fare.