FOCUS ARTE
Intervista a Daniel Abadie, direttore della Galerie Nationale du Jeu de Paume di Parigi Mathieu, questo genio ancora incompreso
Daniel Abadie dal '93 è direttore della prestigiosa Galerie Nationale du Jeu de Paume di Parigi, sita a Place de la Concorde, la piu famosa piazza della città. Questo spazio, una volta dedicato agli impressionisti, è ormai consacrato all'arte contemporanea. Ci si svolgono unicamente mostre dedicate ad artisti viventi, tranne alcune eccezioni, come recentemente la mostra di Magritte che ha raggiunto un numero di visitatori eccezionale. L'abbiamo incontrato durante l'inaugurazione della Mostra Georges Mathieu, retrospettiva che si è tenuta alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese dal 12 settembre al 15 novembre 2003.
- Perché ha voluto fare, insieme al Gruppo Credito Valtellinese, una Mostra su Mathieu?
La Galerie Nationale du Jeu de Paume collabora con la Galleria del Credito Valtellinese già da diversi anni. Abbiamo interessi comuni, una comune attenzione verso l'arte del nostro secolo e ci è parso necessario dedicare una mostra a Georges Mathieu, per l'importanza stessa del personaggio e la rappresentatività della sua opera. Inoltre, al momento del passaggio di secolo ci è sembrato importante guardare indietro e analizzare una delle maggiori figure tra gli artisti del recente passato. E' ora che scriviamo la storia del '900 e Mathieu, malgrado tutto, è una delle figure determinanti della seconda metà del secolo scorso e bisognava spiegarne il perchè. Bisognava sottolineare il suo ruolo di precursore in Europa, ricordare che negli anni '50 e '60 ha saputo imporre l'astrazione in Giappone e negli Stati Uniti dove era riconosciuto come il maggiore artista europeo.
Poco dopo gli Stati Uniti l'hanno rinnegato, preferendo sostenere un'arte vicina all'ispirazione di Mathieu, ma di produzione americana, opponendo un protezionismo feroce di fronte ad un talento che turbava l'"establishment" per il suo carattere eccessivo e provocatorio.
Senza dubbio Mathieu ha dovuto pagare questo scontro con gli statunitensi e, di conseguenza, non ha avuto i riconoscimenti che gli spettavano se lo confrontiamo agli artisti americani e agli esponenti dell'arte informale in Europa. Era dunque necessario e doveroso dedicare una Mostra a questo grandissimo artista.
- ... però Mathieu è anche un artista del 21° secolo ...
E' l'unico artista del 20° secolo che ha continuato nella ricerca sino ad oggi.
E' pienamente un artista del 21° secolo. La sua opera nel tempo è molto cambiata, destando un grande stupore nel pubblico… sarebbe interessante chiedersi quale sarebbe stata la produzione di Jackson Pollock, il suo concorrente americano, se fosse ancora vivo… curiosamente le opere di Mathieu non sono opere storiche ma sono un "dialogo" con quelle dei giovani artisti. In effetti c'è un'evoluzione nel suo lavoro. Dall'astrazione lirica degli anni '50, alla produzione pittorica di adesso c'è un passaggio da una ricerca pittorica-materica, legata al gesto ed al segno, verso una ricerca spaziale. Ormai l'artista introduce il concetto di spazio all'interno del quadro e anche se la pittura rimane astratta, l'immagine pittorica impone una lettura che nei primi quadri non esisteva.
La tecnica pittorica è cambiata, Mathieu non adopera più l'olio per dipingere i suoi quadri, ma pittura
acrilica, che lo avvicina ai giovani, in una tecnica molto "flash", quasi da graffitista.
- Com'è nata la collaborazione tra il "Jeu de Paume" e la Galleria del Gruppo Credito Valtellinese?
La Galleria del Credito Valtellinese è un luogo straordinario, mitico, è insieme un luogo storico e uno spazio espositivo moderno per le mostre.
E questo mi è sempre piaciuto.
Inoltre ci sono molte affinità nella programmazione culturale tra la Galerie du Jeu de Paume e la Galleria del Credito Valtellinese…basti pensare che negli anni scorsi entrambe hanno organizzato delle mostre di Martial Raysse e Daniel Spoerri (dicembre 2000). Abbiamo collaborato per la mostra di Olivier Debré (maggio 1996) e recentemente per la mostra di Alberto Magnelli (dicembre 2001).
Col tempo è nata una proficua collaborazione che ci consente di ritrovarci periodicamente attorno ad un artista.
- Cosa ne pensa del sostegno all'arte e alla cultura da parte dei privati?
L'importante è che questo sostegno non sia sporadico.
Trovo infatti straordinario che una banca, il Credito Valtellinese, svolga un'azione nella promozione dell'arte da così lungo tempo.
L'idea originale del Jeu de Paume (la Galleria è statale, ndr) è sempre stata quella di cercare sinergie tra pubblico e privato….in passato abbiamo avuto uno sponsor importante a sostegno delle nostre attività, ma poi la collaborazione non ha assunto il carattere della continuità. L'importanza dell'azione del mecenate è consentire il lavoro nel tempo. E' l'unica condizione per riuscire ad imporre un'immagine culturale di alto livello a chi intende sostenere l'arte. Il Credito Valtellinese, che conduce la sua azione di mecenate dal 1987, attraverso la Galleria è riuscito a conquistarsi una notevole notorietà europea. Per i musei francesi e le istituzioni museali del nostro paese, la Galleria del Credito Valtellinese è uno tra i maggiori "partner" in Italia per l'organizzazione delle mostre.
DOMINIQUE STELLA
Curatrice della Mostra
GEORGES MATHIEU
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