FOCUS ARTE
In mostra alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline 26 codici antichi con miniature di inestimabile valore "Opere e lettori di Agostino. Manoscritti in mostra"
Milano. Dall' 8 dicembre 2003 è aperta al pubblico presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline "Opere e Lettori di Agostino. Manoscritti in mostra", una straordinaria esposizione realizzata in concomitanza temporale e come ideale prosecuzione e completamento della grande mostra "387 d.c. Ambrogio e Agostino, le sorgenti dell'Europa" che si svolge nello stesso periodo al Museo Diocesano di Milano. L'esposizione costituisce un'accurata selezione di codici, libri e manoscritti rarissimi e preziosi - per un totale di 26 oggetti in mostra - che compongono un quadro vasto e articolato della produzione letteraria di S. Agostino, in un momento temporale collocato tra il Tardo Medioevo e l'inizio dell'Umanesimo di straordinaria importanza per la formazione dell'Europa moderna. E' in mostra una combinazione di manoscritti che, pur limitata numericamente, risulta essere rappresentativa dei codici più significativi sia dal punto di vista iconografico che da quello delle opere contenute, della qualità delle postille di commento registrate sui margini e dell'importanza dei possessori, tutte figure di grande spicco fra gli umanisti toscani.
Di particolare rilevanza e interesse, tra i codici esposti, quelli che accostano opere di S. Ambrogio e S. Agostino e i manoscritti realizzati a Milano o attestanti un rapporto privilegiato con la cultura milanese. Inoltre sono in mostra i capolavori filosofici di
S. Agostino ovvero Confessiones, De Civitate Dei, Enarrationes in Psalmos, Sermones, opere che più di altre hanno inciso sulla formazione di una coscienza, di uno stile letterario, di quella particolare temperie spirituale che si definisce agostinismo.
La radicata persistenza di S. Agostino nella cultura europea è attestata in primo luogo dalla diffusione della sua opera, il cui fondamento è inesorabilmente legato a quelli che sono gli strumenti principali di tale diffusione: i libri. Teologo, filosofo, predicatore, sperimentatore di generi letterari e chiave d'accesso alla sfera mistica e spirituale, S. Agostino, o meglio tutto il complicato universo di testi che venivano manifestati sotto quel nome, esercita un'influenza permanente attraverso i secoli della storia d'Europa, costantemente presente come alimento di nuove opere e di nuove riflessioni culturali e teologiche.
E' soprattutto nell'Umanesimo che la presenza di S. Agostino diventa dominante e caratterizzante. Egli è il grande teologo della Libertà e della Grazia, il teologo-filosofo della storia, il difensore del dogma contro le eresie, ma è specialmente - attraverso la vicenda della sua travagliata ricerca della verità, tra desideri, speranze e delusioni così magistralmente descritta ne Le Confessioni - colui che ha saputo ispirare un nuovo sentimento religioso: un sentimento di carattere individuale e interiore, al di fuori di ogni rigido schema magisteriale, un rapporto di reale intimità col Divino.
Protagonista primo del recupero della centralità di S. Agostino è il Petrarca che trovò nei Padri della Chiesa ed in particolare nel Vescovo di Ippona da una parte la percezione di una religiosità non razionalistica ma attenta all'interiorità umana e dall'altra il recupero della eloquentia classica, ovvero la capacità di trarre dalla frequentazione dei pensatori antichi un tesoro di sapientia, cioè uno strumento linguistico idoneo a comunicare la fede.
Fra i manoscritti più famosi presenti in mostra appaiono i codici provenienti dalla biblioteca di Coluccio Salutati, fedele discepolo del Petrarca e Cancelliere della Repubblica Fiorentina, e fra di essi, testimonianza indimenticabile, il "Pluteo", del secolo XIV, contenente il Soliloquiorum anime ad Deum e il Manuale sive speculum, unico esemplare nella biblioteca del Salutati che contenesse le Confessiones e due opere pseudo-agostiniane di spiritualità ascetica, oltre ad una peculiare raccolta di excerpta di impostazione ancora medievale, con numerose citazioni ed estratti da Petrarca, Origene, San Girolamo, Seneca, San Bernardo. Sono anche presenti codici tipicamente umanistici, di piccolo formato, vergati nella elegante littera antiqua elaborata da Niccolò Niccoli e Poggio Bracciolini, due dei più importanti esponenti del rinnovamento culturale e grafico umanistico, che spesso lavorarono insieme sui codici.
Da segnalare inoltre le caratteristiche estetiche dei vari codici selezionati, molti dei quali presentano miniature ed ornamenti di inimitabile raffinatezza a sottolineare un armonioso dialogo fra arte e cultura. Bordi in oro, fregi, capitoli rubricati su sfondo filigranato, lettere capitali gotiche inserite all'interno di sfondi dorati e riempiti da disegni floreali. Queste sono solo alcune tra le preziose decorazioni che caratterizzano le opere in esposizione e che immergono il visitatore in un'epoca pre-Gutemberg colma di riferimenti classici e di un mondo di simbolismi tipicamente medievale.
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