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FOCUS ARTE
I VOLUMI E LE MOSTRE DEL GRUPPO.
Carlo e Federico. La luce dei Borromeo nella Milano spagnola.

il volume Milano.Il 4 Novembre scorso, in presenza del Cardinale Dionigi Tettamanzi, del Direttore Generale del Credito Valtellinese Miro Fiordi e del Presidente della Fondazione S.Ambrogio Mons. Luigi Crivelli, è stata inaugurata al Museo Diocesano di Milano la Mostra "Carlo e Federico. La luce dei Borromeo nella Milano spagnola", che sarà visitabile fino al 7 maggio 2006. Nell'occasione è stato realizzato un volume, L'arcivescovo di Milano Cardinale Tettamanzi con il D.G. del CV Miro Fiordi e Mons.Luigi Crivelli la cui veste grafica e impaginazione è stata studiata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, che segue il percorso della mostra: dall'evoluzione del dipinto religioso e devozionale, considerato nel contesto artistico e storico milanese a partire dalle opere precedenti il Concilio di Trento, fino agli esiti più intensi e spettacolari del primo Seicento, quando viene definita la sintassi del Barocco lombardo. Carlo e Federico emergono quali figure chiave della storia religiosa e civile di Milano, difensori e coraggiosi promotori dello sviluppo dell'identità religiosa e civile ambrosiana in tempi di opprimente sudditanza al dominio spagnolo. Il volume è stato curato dal Prof. Paolo Biscottini.

Informazioni sulla mostra.

La Sicilia del vino Giuseppe Maimone Editore per il Credito Siciliano
La Sicilia del vino.

Il campo di ricerca che questa pubblicazione prende in considerazione è quasi del tutto inesplorato: la produzione vinicola siciliana a partire dalle sue lontane origini. Il volume analizza l'attuale situazione di forte sviluppo della viticoltura in Sicilia e offre un quadro storico che parte dall'antichità per arrivare ai giorni nostri, esplorando aspetti legati all'archeologia, all'architettura e all'enologia. Il tutto corredato da un apparato iconografico di foto d'epoca, documenti e stampe antiche. Più di un centinaio di foto inedite di Giò Martorana illustrano il profondo rapporto esistente tra gli uomini, il vino e il territorio.

Cime di Lombardia Lyasis edizioni per il Credito Valtellinese
Cime di Lombardia.

La Lombardia si presenta montuosa per i due terzi del suo territorio, ove svetta il Pizzo Bernina, unico "quattromila" delle Alpi centrali e orientali. Molte altre sono però le cime che rappresentano un simbolo per una valle o una città. Questo libro seleziona una quarantina tra le vette più importanti della regione, descrivendole da vicino in un viaggio emozionante. Luca Merisio, attraverso l'obiettivo fotografico, esalta il fascino e le atmosfere delle imponenti pareti di roccia o di ghiaccio; Mario Vannuccini, guida alpina, ne traccia un sintetico profilo storico e un'attuale descrizione degli itinerari.

Gio Ponti e l'architettura sacra Silvana Editoriale per il Credito Artigiano
Gio Ponti e l'architettura sacra.

Un volume dedicato alla poliedrica figura dell'architetto milanese Gio Ponti che con la sua originale attività ha lasciato traccia indelebile nella storia dell'architettura e nella formazione di tante generazioni di architetti, non solo italiani. Il volume privilegia e indaga principalmente quella che fu la sua produzione di architettura sacra con le chiese di Milano, Sanremo e Taranto, realizzate nel periodo successivo al secondo dopoguerra. L'architetto contemporaneo deve, a parere di Ponti, progettare in modo da far emergere la cura della Chiesa per l'uomo moderno, solo e smarrito.

Intervista a Dominique Stella
GLI AFFICHISTES TRA MILANO E BRETAGNA.

Milano. Dal 18 novembre 2005 al 21 gennaio 2006 la Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Corso Magenta 59, Milano - ospita l'importante mostra sugli Affichistes. A Dominique Stella, curatrice della mostra, abbiamo chiesto di illustrarci questo importante movimento d'arte contemporanea.

- Chi sono gli Affichistes?
Sono un sotto-gruppo del Nouveau Réalisme, movimento fondato nel 1960 da Pierre Restany. Sono chiamati Affichistes in ragione del fatto che Dufrêne, Hains, Rotella, Villeglé, per un periodo della loro carriera, secondo pratiche formali e concettuali che differiscono l'una dall'altra, hanno creato le loro opere partendo da un prelievo sull'affissione pubblica.

Mimmo Rotella.Circus, 1963.Décollage su tela cm 136x95 - Usare materiali di riciclaggio non è una novità nella storia dell'arte?
Certo, il collage esisteva prima degli Affichistes, le ricerche cubiste, dadaiste, surrealiste avevano già introdotto elementi sparsi, estranei alla tela, prelevati nel loro ambiente immediato: lembi di manifesti o pezzi di giornali… ma questi diventavano nuovamente frammenti di un insieme pittorico che li inghiottiva e li assorbiva, perdendo così la loro identità propria per divenire identità pittorica.

- Cosa c'è di nuovo nell'arte degli Affichistes?
Per gli Affichistes l'invenzione della palizzata ha sostituito la pittura; la sociologia industriale e pubblicitaria che ha rivoluzionato il paesaggio urbano diventa realtà artistica esente da ogni interpretazione estetica. Il décollage, ormai, doveva dunque designare l'atto di strappare al suo contesto un oggetto incollato o fissato. L'arte del décollage determina questo gesto approssimativo e selettivo, che senza altra manipolazione (additiva o sottrattiva), fa scivolare l'oggetto prelevato dal mondo reale nel mondo fittizio dell'arte. Il termine décollage fu utilizzato intenzionalmente dall'insieme dei "rapitori" di manifesti lacerati, per indicare la rottura con le arti di trasposizione, l'arte degli assemblages, di cui il collage è una varietà. È stato quindi utilizzato metaforicamente nell'accezione moderna dell'aeronautica, poi in quella più recente dell'economia politica.

- Come quest'atto di strappare può essere Arte?
Perchè l'arte degli Affichistes rappresenta un'archeologia del nostro tempo. Frammento di vita urbana, il manifesto scollato dal muro testimonia la vita quotidiana, lo spettacolo della strada di cui esso rappresenta un elemento determinante. Il manifesto appartiene al nostro ambiente, attiva il nostro inconscio, e illustra il panorama sociologico moderno. Autentici pezzi archeologici di un passato recente, i décollages conservano un legame con lo spazio urbano che li ha visti nascere, consentendo una differenziazione quasi ideologica tra le opere degli artisti.

- C'è una differenza tra i francesi e Rotella, l'italiano del Gruppo?
Perchè l'arte degli Affichistes rappresenta un'archeologia del nostro tempo. Frammento di vita urbana, il manifesto scollato dal muro testimonia la vita quotidiana, lo spettacolo della strada di cui esso rappresenta un elemento determinante. Il manifesto appartiene al nostro ambiente, attiva il nostro inconscio, e illustra il panorama sociologico moderno. Autentici pezzi archeologici di un passato recente, i décollages conservano un legame con lo spazio urbano che li ha visti nascere, consentendo una differenziazione quasi ideologica tra le opere degli artisti.

Informazioni sulla mostra.





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