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FLASH ECONOMIA
Analisi economica quadrimestrale a cura di Bancaperta
EUROPA: CRESCE IL PIL. USA: CRESCITA SOSTENUTA.

Economia
Oxford Street a Londra I dati economici americani continuano ad evidenziare una crescita sostenuta in presenza di un rischio di pressione sui prezzi ancora sotto controllo; gli indici di fiducia sono abbastanza positivi, la produzione industriale risulta in crescita così come le vendite e non si avvertono particolari pressioni né sul mercato del lavoro né su quello immobiliare. Gli eventi meteorologici che hanno devastato aree di assoluto rilievo sia nella produzione e raffinazione petrolifera sia nel sistema distributivo delle merci, hanno evidenziato una capacità di reazione del sistema economico che suona ad ulteriore conferma della solidità della crescita e che potrebbe trovare ulteriore supporto nel piano di ricostruzione che l'amministrazione americana ha già avviato. Gli interventi programmati andranno ulteriormente ad aggravare il deficit di bilancio, ma i recenti dati sugli afflussi di capitali, che hanno raggiunto un nuovo record, garantiscono nel breve termine una certa tranquillità sulle fonti di finanziamento del debito a meno di improvvisi shock politici o produttivi. La politica monetaria della Federal Reserve rimane orientata a successivi aggiustamenti al rialzo con probabile obiettivo al 4,75% sui Fed Funds e la scelta di Bernanke alla guida della Banca Centrale, in sostituzione di Greenspan in scadenza di mandato, garantisce una continuità nella metodologia che potrà trarre ulteriori benefici da una maggiore trasparenza indotta dal progetto di dichiarare numericamente gli obiettivi inflazionistici, sullo stile della Bce, che possa mitigare eventuali distorsioni nelle attese del mercato. Anche in Europa i segnali di crescita acquisiscono vigore alla luce dei buoni risultati sulla crescita del Pil dell'eurozona e, pur in presenza di una domanda ancora stagnante, si avvertono i primi sintomi di incremento dell'inflazione, alimentata dalla forte crescita dei prezzi petroliferi inasprita dalla perdita di valore dell'euro rispetto al dollaro. La Banca Centrale Europea, che da tempo mostrava particolare attenzione al problema, è intervenuta al rialzo sui tassi d'interesse al fine di garantire la stabilità dei prezzi, pur evidenziando che non si tratta dell'avvio di una fase restrittiva della politica monetaria e che questa continua a mantenere un outlook espansivo. Il provvedimento suscita notevoli perplessità nel mercato sia perché la pressione dei prezzi trae origine soprattutto dal rincaro energetico, una variabile poco sensibile alla variazione di tasso, sia a causa di una crescita economica che trova fondamento sull'export e beneficia del deprezzamento dell'euro rispetto al dollaro -come mostra lo scorporo delle componenti del Pil- e soffre ancora particolarmente della scarsa domanda interna. Il timore è che i maggiori oneri per le famiglie e le aziende possano soffocare sul nascere un cambiamento nel ritmo di crescita, e che si possa incrementare lo squilibrio dei conti pubblici dei paesi maggiormente indebitati, in un contesto che per il 2006 prevede una riduzione dell'effetto di traino dell'economia statunitense.

Prodotto interno lordo 2004 - 3° Trimestre 2005

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Andamento cross euro - dollaro

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Cambi
La prospettiva di un ulteriore ampliamento dello spread sui tassi d'interesse fra Europa e Stati Uniti, unita ai forti flussi di rientro degli utili esteri delle società americane, che fino alla fine dell'anno beneficiano di una fiscalità agevolata, nonché i timori di turbolenza politica generati dall'esito delle elezioni tedesche e dalla rivolta delle periferie francesi, hanno continuato a dare vigore alla moneta Usa malgrado il rialzo dei tassi nell'area euro. Il dollaro, dopo avere infranto il range in cui si muoveva da tempo orientandosi decisamente al rialzo e spingendo l'euro sui livelli del 2003 in area 1.16, ha continuato a mantenere la propria forza limitando i tentativi di recupero dell'euro; l'opinione degli analisti è che sia ancora possibile un' ulteriore spinta verso l'area 1.15 - e addirittura 1.10 - con una successiva forte probabilità di recupero da parte dell'euro fino all'area 1.25, che dovrebbe coincidere con l'avvio di interventi più decisi sui tassi in Europa ed il contestuale diffondersi della sensazione che i movimenti al rialzo della Fed possano essere vicini al capolinea.

Confronto indici azionari dal 2000

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Materie Prime
Dopo i picchi in area 70$ al barile successivi agli uragani ed alla chiusura di molti impianti di raffinazione, il prezzo del greggio ha avviato una fase di ribasso che, superata l'area 63 che costituiva un elemento chiave nella visione rialzista, ha portato i prezzi vicino ai 57$/b con grande beneficio nel contenimento delle pressioni inflazionistiche. L'entrata nel vivo della stagione invernale potrebbe innescare una crescita di volatilità che dovrebbe rimanere contenuta fra 56 e 60 in quanto il mercato in questa fase si orienta sul greggio più pesante e quindi il collo di bottiglia della raffinazione, soprattutto per le benzine, dovrebbe assumere un minore rilievo: l'ipotesi prevalente è comunque che gli elevati livelli di prezzo siano destinati a permanere, perché al di sotto di certi livelli i paesi produttori ridurrebbero l'output. L'indice generale Crb mostra ancora spazi di crescita, sostenuto dal forte rialzo dei metalli preziosi e dell'oro in particolare che mantiene la sua impostazione positiva dopo aver toccato nuovi massimi oltre i 500$/oz grazie al deficit produttivo mondiale, mentre il rame segna nuovi record malgrado i timori originati sul mercato dall'avvicinarsi della scadenza di forti posizioni di vendita, in particolare dalla Cina, a fronte di prezzi che hanno invece continuato la loro corsa al rialzo.

Obbligazioni
Il mercato obbligazionario ha vissuto una correzione abbastanza decisa su entrambe le sponde dell'oceano portando al rialzo i rendimenti: la curva mostra un appiattimento sulle scadenze più lunghe evidenziando scarse attese di una crescita duratura dell'inflazione e scontando, di conseguenza, un rallentamento di medio periodo nella crescita mondiale. Il titolo decennale americano, dopo aver raggiunto un rendimento del 4,67%, ha nuovamente corretto in area 4,47%, mentre i Bund solo per pochi giorni hanno superato il 3,50% per poi correggere nuovamente.

Borse
I principali indici, pur sostenuti da buoni risultati aziendali, hanno vissuto un periodo di debolezza manifestatosi con maggiore incisività sulle piazze che avevano mostrato precedentemente i risultati migliori, dal quale si sono ripresi con un veloce e deciso movimento di rialzo che ha riportato gli utili degli investitori su valori significativi. A Piazza Affari il calo del prezzo del greggio ha penalizzato le principali compagnie del settore, mentre l'ipotesi di rialzi dei tassi in Europa mette sotto pressione le utilities, ma, anche alla luce delle vicende relative all'opa Antonveneta ed alle conseguenze giudiziarie della stessa che coinvolgono indirettamente l'organo di vigilanza, la capacità di reazione mostrata fa sperare in un ulteriore recupero nella parte finale dell'anno.*

Valutazione del mercato azionario

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Rendimenti delle gestioni patrimoniali personal fund plus

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* Nota redatta sulla base delle informazioni disponibili al 5 dicembre 2005.





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