Tra le ormai numerose pubblicazioni promosse dal Credito Valtellinese al fine di illustrare il cospicuo patrimonio storico e artistico della nostra Provincia, occupa un posto di rilievo la "Collana storica" oggi giunta al suo 11° volume. Essa prese avvio esattamente vent'anni fa'
con l'edizione del "Diario" che ci hanno lasciato i delegati valtellinesi inviati dal Dipartimento dell'Adda nel 1814 a perorare la causa della loro Provincia durante il Congresso di Vienna. Era quella una missione assai delicata e molto ardua, perché quasi tutti i rappresentanti della Grande Coalizione convenuti nella capitale austriaca dopo la sconfitta di Napoleone, sembravano decisi a voler nuovamente staccare la Valtellina dalla Lombardia per inserirla nella ricostituita Confederazione Elvetica. Com'è noto quel progetto fallì e ciò fu dovuto, oltre che all'opposizione austriaca, anche all'impegno e alla fermezza della delegazione valtellinese guidata dal personaggio più abile ed esperto di maneggi politici che la nostra provincia abbia mai avuto: Diego Guicciardi, che seppe tener testa con molto coraggio e grande dignità ai più famosi diplomatici di quel tempo. Il "Diario" anzidetto costituisce un documento eccezionale perché, oltre a testimoniare l'esemplare condotta dei nostri rappresentanti e l'estrema accortezza della loro azione nel trattare con gente di quel livello, ci mette concretamente sotto gli occhi la complessità dei problemi politici, emersi dal contrasto di tanti interessi, durante quel famoso Congresso che segnò una svolta importante nella storia europea dell'Ottocento.
A quel primo volume della raccolta due altri ne seguirono, aventi per argomento ancora episodi decisivi per la sorte politica della nostra provincia: dapprima la rocambolesca fine,
nel 1797, del plurisecolare dominio grigione sulle valli dell'Adda e della Mera, e infine
le vicende non sempre liete che queste vissero durante il periodo napoleonico (1797-1814) al tempo della Repubblica Cisalpina e del Regno Italico. La caratteristica comune di tutte e tre le anzidette opere consiste nel fatto che l'autore, dopo aver esposto la serie degli avvenimenti nella forma narrativa tradizionale, fa seguire un'ampia appendice documentaria per dare al lettore, e specialmente ai giovani delle nostre scuole superiori (oggi che i nuovi programmi di storia sembrano dare a questa materia l'importanza che merita) la possibilità di fare qualche utile riflessione personale sulle testimonianze dirette che ci hanno lasciato gli uomini che vissero quelle esperienze.
La "Collana", di cui parliamo, si è poi via via arricchita di altri preziosi contributi, volti ad illustrare i molti aspetti, da quello artistico, sociale, economico ecc., che sempre caratterizzano la complessa struttura e la vita quotidiana di ogni comunità umana, anche di quella più semplice e povera. Per quanto riguarda la religione, questa costituì sempre la base essenziale di riferimento per le comunità contadine della Provincia, specialmente quando, tra Cinque e Seicento, essa venne a trovarsi sulla frontiera più avanzata del Cattolicesimo italiano proprio nel periodo più acuto del contrasto
che oppose tra loro le due maggiori Confessioni nate dalla grande scissione della Cristianità.
La biografia dell'arciprete di Sondrio Nicolò Rusca, tracciata da don Abramo Levi, oltre a presentarci l'eroica figura di un personaggio straordinario di quel tempo, ci descrive efficacemente anche la drammatica situazione della pieve di Sondrio alla vigilia di quella funesta guerra continentale, detta dei Trent'anni, in cui per quasi un ventennio furono dolorosamente coinvolti la Valtellina e i due Contadi.
La stessa "Collana" ci presenta poi due volumi di particolare importanza, relativi agli Statuti di Valchiavenna e di Bormio: son dovuti alla competenza di Diego Zoia e dei coautori Lyde Martinelli e Sandro Rovaris che ci permettono di conoscere a fondo le norme giuridiche, civili e penali che, a partire dal tardo Medioevo sino alla fine del Settecento, regolarono la vita quotidiana della nostra gente. Concludono poi degnamente questa preziosa raccolta le seguenti opere dovute ad autori specialisti delle singole materie:
R. Sertoli Salis, Antonio Caimi pittore valtellinese e lombardo. F.Palazzi Trivelli - M.Praolini Corazza - N.Orsini De Marzo, Stemmi della Rezia Minore. G.Muffatti Musselli, Rinvenimenti archeologici nelle valli dell'Adda e della Mera. La Provincia di Sondrio, in passato, non ha mancato di rendere il dovuto onore al suo illustre cittadino Giuseppe Piazzi, astronomo, che la rese famosa in tutto il mondo. A lui intitolò vie e piazze, gli eresse un bel monumento a Ponte, suo paese natale, e gli dedicò la scuola più prestigiosa del capoluogo, il Liceo Ginnasio, il più bell'edificio scolastico che la Valle avesse mai avuto fino ai primi anni del secolo XX. Oggi, all'aprirsi del nuovo millennio, nella ricorrenza del duecentesimo anniversario della scoperta dell'asteroide Cerere Ferdinandea, vanto dell'astronomo pontasco, la Fondazione Credito Valtellinese ha riservato un posto distinto nella sua Collana Storica ad un prezioso volume, l'11° della serie, dal titolo appunto: "L'astronomo valtellinese Giuseppe Piazzi e la scoperta di Cerere". L'opera è frutto della collaborazione di tre insigni studiosi: Luca Invernizzi, Alessandro Manara e Piero Sicoli, la cui specifica competenza professionale è indicata nel primo risvolto di copertina. Si tratta di un volume molto bello, non solo per la decorosa veste tipografica e per le numerose e pregevoli illustrazioni di cui è corredato, ma soprattutto per lo stile del discorso, semplice e chiaro, con cui gli autori hanno saputo presentare la biografica del personaggio, che fu il tenace promotore delle importanti specole reali di Palermo e di Napoli al tempo di Ferdinando III di Borbone re delle Due Sicilie.
Non meno encomiabile appare il rigore scientifico con cui sono narrate le faticose tappe attraverso cui il moderno Galileo valtellinese giunse alla sua singolare scoperta. In tal modo anche i lettori non esperti d'astronomia sono messi in grado di capire l'importanza di quell'evento e il valore del personaggio che si meritò giustamente la rinomanza di cui gode nel campo delle scienze.
Certamente i giovani studenti delle nostre scuole superiori troveranno in questo libro uno stimolo efficace a coltivare con impegno gli studi seri ed anche ad approfondire la conoscenza della storia locale e dei personaggi che hanno tenuto alto il prestigio dei nostri paesi.