La Galleria del Gruppo Credito Valtellinese è collocatanelsettecentesco Refettorio delle Stelline, restaurato e rinnovato negli anni Ottanta nel quadro di un ampio programma di recupero realizzato dal Credito Valtellinese d'intesa con l'Amministrazione Comunale, in uno dei palazzi più legati alla tradizione civile della città di Milano. L'attività è iniziata nel 1987, quando vi fu realizzata un'importante mostra di Andy Warhol dedicata all' "Ultima Cena" di Leonardo da Vinci. Una mostra costruita appositamente per questo spazio espositivo prospiciente a quella che fu la vigna donata da Ludovico il Moro a Leonardo, in pagamento dei servigi resi alla corte ducale di Milano. Tra questi l'affresco della "Cena", situato nella Basilica di Santa Maria delle Grazie a poche decine di metri dal complesso delle Stelline, sede di prestigiose istituzioni italiane e internazionali (Rappresentanza a Milano della Commissione europea, ICE, Centro Culturale Francese, Fondazione Mattei) oltre alla sede milanese della banca e la sua Galleria. Oggi quella vigna è un ameno giardino conosciuto come "Gli Orti di Leonardo" in cui è allestita un'esposizione permanente di scultura contemporanea.
Il refettorio, che per secoli ha ospitato una delle più famose istituzioni benefiche della città, è divenuto un'efficiente Galleria d'arte. La mostra di Andy Warhol ha costituito il momento di lancio per la Galleria, rimanendo tra l'altro l'ultimo gesto creativo dell'artista (scomparso pochi mesi dopo). L'intensa programmazione successiva ha offerto alla città di Milano importanti occasioni d'incontro con personalità di rilievo della vicenda artistica del novecento, ricco il programma di mostre degli anni successivi, di cui ricordiamo qui di seguito le tappe più importanti.
Nel 1991 la più completa rassegna di Georg Baselitz realizzata in Italia (successivamente al Museo Wesemburg di Brema), nel 1992 una mostra su "Rodcenko - grafico - design - fotografo", nel 1993 "Polentransport 1981" di Joseph Beuys con il Museo Sztuki di Lodz (già presentata a Tokio e successivamente a Lione), nel 1995 l'ampia retrospettiva dedicata a Victor Brauner con importanti prestiti dai maggiori musei francesi. Nel 1996 la Galleria rinnova l'incontro con altri due maestri del Surrealismo, Max Ernst con una mostra di opere provenienti da collezioni francesi e italiane e Sebastian Matta. Il 1997 si presenta come un anno di particolare significato, vi convergono, infatti, aspetti diversi: si celebrano i primi dieci anni della galleria; s'inaugura un nuovo spazio per l'arte collegato alla Galleria, ovvero il Giardino della Scultura situato negli Orti di Leonardo, che raccoglie opere di maestri italiani e stranieri. Un anno importante dunque, che si chiude con una mostra/installazione di grande interesse allestita da Jannis Kounellis. La mostra dedicata nel 1998 a Meret Oppenheim s'inserisce ancora una volta in quel filone di ricerca che la Galleria ha da qualche tempo avviato sulle maggiori figure del Surrealismo, dedicando all'artista tedesca scomparsa nel 1995 la più ampia retrospettiva mai presentata in Italia.
Per celebrare l'avvento dell'Anno Giubilarela Galleria ha voluto aprire i propri spazi all'arte antica con la mostra: "Fondi oro: una collezione per Milano".
La scelta si è rivolta ad una raccolta privata che si è andata formando in alcuni decenni presso un collezionista milanese. Le opere, una cinquantina, sono state eseguite in Italia nei secoli XIV e XV e sono andate successivamente ad arricchire il Museo Diocesano di imminente apertura a Milano.
In occasione dell'avvento del terzo millennio la Galleria del Gruppo Credito Valtellinese ha proposto per l'anno 2000 una serie di sei mostre, presentate in tre tappe successive, in collaborazione con l'AICEM, l'organismo che riunisce i sei centri culturali europei attivi a Milano (Centre Culturel Français, Istituto Austriaco di Cultura a Milano, The British Council, Goethe Institut, Instituto Cervantes e Centro Culturale Svizzero). Le esposizioni si sono rifatte direttamente al concetto di cenacolo inteso nel senso di luogo fisico e spirituale d'incontro e osmosi tra artisti.
A inaugurare il ciclo dunque, la coppia Martial Raysse, artista francese firmatario negli
anni sessanta del manifesto del Noveau Réalisme e Hermann Nitsch, artista austriaco tra i più celebrati e trasgressivi dell'arte contemporanea, noto per le sue performance drammatiche che fondono in un'unica disciplina pittura e teatro.
Si è proseguito con un'importante esposizione dedicata all'arte spagnola dagli anni cinquanta ai primi anni settanta, con opere provenienti dalla Collezione d'Arte Contemporanea della Fondazione
"La Caixa" di Barcellona. In contemporanea, presso la Sala mostre del Centre Culturel Français si è tenuta la mostra "The Last Supper" del giovane artista inglese Damien Hirst, uno dei maggiori rappresentanti della Young British Art.
Daniel Spoerri, famoso artista svizzero che per quest'occasione ha progettato nei locali
della Galleria un'originale installazione sul tema della "cena" intitolandola "La Catena Genetica del Mercato delle Pulci: una retrospettiva" ha chiuso, insieme a Hanne Darboven l'importante rassegna.
La Galleria si è sempre caratterizzata per la varietà dei campi investigati presentando mostre di design, d'architettura, di grafica.
Un posto particolare ha occupato la fotografia, con esposizioni di grandi maestri come
Henri Cartier-Bresson, che ha personalmente allestito un'importante esposizione di tema americano nel 1992, il latino-americano Martìn Chambi, Silvio Wolf nel 1995,
con una suggestiva installazione video dedicata alle orfanelle ospiti dell'ex refettorio,
Robert Doisneau nel 1996, Robert Capa nel 1997, e altri importanti fotografi italiani: Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Aurelio Amendola, solo per citarne alcuni.
Il 2001 si è aperto con un'importante mostra su Minor White "Life is Like a Cinema of Stills", realizzata in collaborazione con la Galleria Civica di Modena e il Museo Rupertinum di Salisburgo.
La Galleria non ha finalità commerciali e l'ingresso è gratuito. L'intensa collaborazione con gli Enti Locali e con le Istituzioni Culturali straniere operanti a Milano, unitamente all'originalità delle proposte e alla varietà dei temi toccati, fanno di ogni mostra alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese un evento che investe tutta la città e la cui eco di stampa si proietta su scala nazionale e
spesso internazionale.
Caso unico a Milano, e forse in Italia, di una galleria promossa da un istituto di credito con standard di livello museale e con una gestione professionale specifica con obiettivi di promozione culturale,
quello che fu il Refettorio delle Stelline è oggi diventato un punto di riferimento imprescindibile sia per la critica, che per il pubblico interessato alla documentazione della manifestazione artistica del nostro secolo.