SPONSORIZZAZIONI CULTURALI

DAMA CON L'ERMELLINO, APOLLO E DAFNE E PROTAGONISTI DEL PENSIERO ECONOMICO
A cura di
Elisabetta Mossinelli
SOMMARIO

E' un impegno continuo, nella storia del Credito Artigiano, quello di destinare significativi apporti di forze e di mezzi alla valorizzazione e alla conoscenza di espressioni importanti del patrimonio culturale e artistico italiano.

Con un'attenzione che varchi i ristretti confini della città di appartenenza, Milano.

Negli ultimi anni il Credito Artigiano ha partecipato alla realizzazione di significativi progetti editoriali con la Biblioteca Ambrosiana e con il Museo Diocesano, e di importanti mostre con il Museo Archeologico, in Milano. E a Monza, in accordo con l'opera del Duomo, si è provveduto a finanziare il restauro del quattrocentesco polittico di scuola lombarda, Madonna con bambino e santi. Ma non ci si è limitati ad intervenire in ambito locale. Assieme alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma, la banca, nel 1997, ha finanziato il restauro atto a riportare all'originario splendore il gruppo scultoreo di Apollo e Dafne del Bernini e l'intera sala III della Galleria Borghese che lo ospita. Un intervento complessivo che non si è limitato a considerare il capolavoro del Bernini, ma si è rivolto al contesto in cui esso è inserito, con la volontà di ricreare piena consapevolezza nello studioso e nel visitatore, delle vicende legate all'opera, alla sua differente conservazione e collocazione nei secoli. L'osservatore attuale del gruppo di Apollo e Dafne vede una realtà estetica che non ha quasi più connessione con quella creata al tempo del Bernini. Il passaggio di Napoleone, tra i momenti più drammatici, provocò un autentico collasso nelle raccolte creando uno spartiacque che non consente più una retta comprensione del senso complessivo della palazzina per come venne pensata e ripetutamente ristrutturata. La ricerca storica e filologica, dunque, è l'unica vera garanzia dell' operazione promossa. Con il restauro e il volume pubblicato dal Credito a fine lavori, infatti, si è cercato di capire che cosa sia rimasto della verità espressa da Bernini nell'insuperabile capolavoro e cosa sia irrimediabilmente perduto. Dove Bernini è veramente presente e dove, invece, emerge la mano di quel Finelli, che dovette essere uno dei più brillanti maestri della tecnica scultorea. Più che in altri casi, infatti, la scomparsa di troppi elementi collaterali rende difficilissimo il contatto diretto con la realtà dell'opera, pur celeberrima e amatissima. Sempre nel quadro di questo orientamento istituzionale, l'anno successivo il Credito Artigiano ha contribuito a svolgere, grazie al sostegno del Presidente della Repubblica, del Ministero per i Beni Culturali, del Ministero degli Affari esteri e della Amministrazione Comunale di Roma, un'incisiva azione per permettere al più vasto pubblico possibile di ammirare un altro capolavoro: il ritratto leonardesco di Cecilia Gallerani, noto come Dama con l'ermellino, conservato al Museo Czartoryski di Cracovia. Sono passati circa duecento anni da quando Adam Jerzy Czartoryski acquistò in Italia il quadro della giovane donna che tiene in braccio il piccolo animale, per regalarlo alla madre, impegnata nell'allestimento del primo Museo nazionale in Polonia. Da allora, questa è stata la prima occasione di una pubblica e diretta fruizione dello straordinario capolavoro in Italia, con tre esposizioni a Roma, Milano e Firenze.

Dopo duecento anni, la Dama è tornata per tre mesi nel nostro Paese, e soprattutto nella città che l'ha vista nascere, Milano.

Evento eccezionale, per l'unicità dell'occasione e per l'importanza artistica dell'opera, sintesi altissima delle esperienze artistiche dell'intero Quattrocento, nella quale convergono l'intera cultura del rinascimento fiorentino, le influenze fiamminghe, la pienezza formale di Antonello da Messina e i ricordi del naturalismo tardogotico. Il ritratto di Cecilia Gallerani è stato definito dalla critica il primo ritratto moderno della storia, e segna una piccola rivoluzione nell'iconografia che avrà molte conseguenze.

La Dama non guarda lo spettatore: il suo sguardo, orientato altrove, cattura un moto dell'animo e dissimula nella sua freschezza quella "fatica di mente" che Leonardo considerava propria della più nobile delle arti: la pittura. Rappresenta uno dei manifesti del maestro del Rinascimento. Anticipa l'enigma della Gioconda. Non solo, dopo due secoli è stato possibile ammirare il quadro a Milano, alla pinacoteca di Brera, accanto a opere che illustrano il contesto in cui nacque. Anche in questa occasione il Credito Artigiano ha voluto pubblicare un catalogo con il contributo di alcuni tra i massimi specialisti della materia, che ripercorresse esaurientemente le vicende storiche e quelle critiche, stabilisse punti fermi inerenti alla stesura e alla conservazione della pellicola e del supporto, consentendo a tutti di farsi un'idea precisa dello stato degli studi e dei complessi problemi che ne sono scaturiti.

Uguale impegno nell'attività di promozione di eventi e iniziative in campo editoriale dedica il Credito Valtellinese, che accanto all'interesse per l'arte, mantiene quello per settori più tecnici, o suoi specifici, come quello dell'economia.

Nel campo delle sponsorizzazioni culturali l'istituto vanta, infatti, come prestigioso fiore all'occhiello, l'opera Protagonisti del pensiero economico 1817-1936, curata da Alberto Quadrio Curzio e Roberto Scazzieri, edita da Il Mulino e realizzata nel 1983, in occasione del 75° anniversario della fondazione della banca. Un lavoro ponderoso che ha riscosso unanimi apprezzamenti negli ambienti economici e universitari, e che ha portato all'assegnazione del prestigioso Premio St. Vincent per l'economia nel 1984.