COLLANA SOCIO-ECONOMICA
A cura di
Alberto Quadrio Curzio
SOMMARIO

Gli studi socio-economici del Credito Valtellinese hanno ormai una storia consolidata e coerente. La stessa si può dire nasca nel 1958 con il volume "Banca Piccolo Credito Valtellinese 1908-1958" in occasione del 50° anniversario della Banca Piccolo Credito Valtellinese ma il suo vero sviluppo avviene dal 1983 in due distinte serie di volumi che rispondono anche a due distinti momenti nella crescita della Banca e del Gruppo ma che si collocano in un disegno unitario.

La prima serie edita da Giuffrè si compone di sette volumi ed inizia nel 1978 con il volume di Gianfranco Miglio (Ricominciare dalla Montagna) e si conclude nel 1989 con il saggio di Alberto Quadrio Curzio (Valtellina: ricostruzione e nuovo sviluppo).

La seconda serie, edita quasi completamente da Franco Angeli, inizia nel 1993 con il volume a cura di Alberto Quadrio Curzio (Valtellina: profili di sviluppo), si compone di cinque volumi e prosegue.

I temi affrontati dalle due serie sono quattro e risultano tra loro complementari in un disegno unitario che è andato via via chiarendosi e perfezionandosi.

Il primo tema è la Provincia di Sondrio, ovvero la storia Valtellina che ricomprende anche le Contee di Chiavenna e di Bormio.

Il secondo è quello della banca cooperativa. Il terzo è quello quello del finanziamento delle piccole-medie imprese (PMI). Il quarto è quello dei distretti economico-produttivi.

Un elemento unificante degli studi è il rapporto tra la banca popolare cooperativa e il territorio inteso come sistema socio-economico in cui i fattori culturali, civili e storici svolgono un cruciale ruolo di coesione. In tal senso le collane socio-economiche del Credito Valtellinese sono molto ben complementate da quelle sui temi storici ed artistici che valorizzano altri aspetti della convivenza civile che vive in un percorso storico.

L'intonazione degli studi socio-economici è sensibile alle grandi innovazioni che nel corso degli anni '80 e '90 si sono susseguite aprendo le aree territoriali "locali" alle innovazioni finanziarie ed info-telematiche, europee ed internazionali. Le analisi socio-economiche hanno avuto perciò le loro radici in Valtellina ma il loro sguardo sulla Lombardia, sull'Italia, sull'Europa ed infine sul sistema internazionale.

La prima tematica riguarda la Provincia di Sondrio o Valtellina e comprende sei volumi. Due volumi riguardano innanzitutto questioni di identità civile-economica per le analisi di Gianfranco Miglio (1978 n.1) e di Alberto Quadrio Curzio (1989 n.7) che tracciano le profonde venature di identità della Valtellina con particolare accentuazione nel saggio di Quadrio Curzio sulle esigenze di sviluppo qualitativo conseguenti alla grande alluvione del 1987. Rientrano in questa tematica anche analisi più settoriali espresse dal volume curato dal Centro Crea della Università Bocconi (1979 n.2) con la partecipazione di prestigiosi accademici tra cui F. Targetti, F. Lechi, S. Pivato e G. Forestieri e relativo ad una analisi sul sistema economico provinciale; un altro volume è curato da Ariter (1983 n. 5), di acuti osservatori provinciali quali G. Viganò, P. Bono, M. Cotelli, P. Nana e G. Scaramellini e riguarda il turismo della Valmalenco.

Con il 1993 viene avviato un nuovo disegno di indagine con il volume curato da Alberto Quadrio Curzio "Valtellina: profili di sviluppo" nel quale si analizzano tutte le caratteristiche socio-economiche provinciali nelle loro valenze qualitative-quantitative e nelle loro trasformazioni. L'iniziativa, dopo l'uscita dei volumi del 1993 e del 1998, costituisce il principale riferimento per Operatori e Autorità sulla Provincia, ed avrà cadenza quinquennale. Molti gli aspetti interessanti di questi studi periodici. Ne citiamo due: la collaborazione agli stessi di accademici e di esperti locali; la combinazione di analisi statistiche con valutazione qualitative che servono per la progettazione. Senza presunzione reputiamo che la serie "Valtellina: profili di sviluppo" rappresenti un contributo importante non solo per la Provincia di Sondrio ma anche, sotto il profilo del metodo, per tutte le aree di non grandi provincie italiane.

In questa continuità uscirà nel 2003 il nuovo volume "Valtellina: profili di sviluppo" La seconda tematica è quella della Banca popolare cooperativa e comprende due volumi il primo dei quali è opera di G. Brioschi e G. Cerea (1982 n.4) e riguarda il risparmio e gli impieghi creditizi in provincia evidenziando già le peculiarità della

Valtellina per la forte interconnessione tra depositante-cliente-socio delle banche locali. Il secondo volume, curato da Alberto Quadrio Curzio (1984 n.6), riguarda il nesso tra banca cooperativa, sistema produttivo e sviluppo economico. Lo stesso esce in occasione del 75° anno dalla fondazione e rappresenta ad un tempo una valutazione efficacissima dei problemi e delle prospettive della banca cooperativa come profondamente immersa nel territorio di riferimento ma non come soggetto localistico. I contributi di personalità come N. Andreatta, A. Bertoni, S. Lombardini, F. Parrillo, A. Quadrio Curzio, H. Rose conferiscono a questo volume la natura di testo di riferimento per tutto il sistema delle banche popolari nel profondo cambiamento del sistema bancario italiano avvenuto negli anni '80.

La terza tematica è quella dei rapporti con la utenza della banca ed in particolare quella del finanziamento delle piccole e medie imprese. L'importanza della tematica per una banca popolare cooperativa da un lato e per lo sviluppo economico delle aree di insediamento territoriale delle stesse dall'altro è evidente.

Il primo saggio (1981 n.3) è quello del Centro Crea della Università Bocconi, con i contributi di G. Pivato, G. Mussati, P. Marchetti e P. Jovenitti sul capitale di rischio delle piccole e medie imprese di nuova costituzione. Tematica che assumerà una rilevanza cruciale nello sviluppo delle aree più dinamiche dell'economia italiana ed in particolare in Lombardia e nel nord-est. Il secondo saggio (2000 n.5) è a cura di M. Fortis e G. Bassetti ai quali si affiancano autori ed esperti italiani e stranieri di alto profilo. Il volume si ricollega idealmente al primo proiettando però la tematica nel contesto della innovazione tecnologica, della europeizzazione e della globalizzazione.

Nello stesso si evidenzia come le Piccole Medie Imprese siano un elemento fondamentale di tutte le economie europee sicché la loro struttura patrimoniale e il loro accesso alle risorse finanziarie, la loro gestione finanziaria, il rapporto tra banca e impresa, hanno un ruolo centrale per la loro nascita e per la loro crescita.

La quarta tematica riguarda i distretti economici cioè quella specifica tipologia di sistemi economico-sociali-civili integrati che caratterizzano soprattutto le aree del nord e del nord-est dell'Italia ma che si sono diffuse un po' su tutto il territorio nazionale rendendo l'Italia un paese competitivo nell'economia internazionale. Questa tematica si è sviluppata già su due volumi il primo dei quali a cura di A. Quadrio Curzio, M. Fortis, M. Maggioni (1996 n.2) riguarda i distretti economici delle Prealpi e delle Alpi centrali, Lecco, Laghi, Brianza e Sondrio; il secondo, (1999 n.4) a cura di M. Fortis riguarda sempre le aree territoriali prealpine con riferimento ai settori della meccanica, tessile, gomma e plastica.

Questi studi, svolti con la collaborazione di alcuni dei maggiori esperti di distretti italiani, offrono sia alle PMI sia al territorio sia agli operatori preposti al coordinamento delle attività politico-economiche, strumenti importantissimi per crescere nella innovazione economico-tecnologica e nei mercati internazionali. L'attenzione degli studi della serie del Credito Valtellinese è andata principalmente ai territori di insediamento della Banca ma non solo a questi perché anche gli aspetti più generali della dinamica distrettuale sono stati considerati. In questa tematica sono ora in preparazione due nuovi volumi: il primo sui distretti economici della Sicilia orientale, nuova area di insediamento del Gruppo Credito Valtellinese; l'altro sul ruolo della formazione nei distretti tradizionali e innovativi.

Il disegno di analisi socio-economiche del Credito Valtellinese proseguirà lungo le linee tracciate da più di un ventennio: la Provincia di Sondrio; la Banca Popolare cooperativa come banca del territorio; i rapporti tra la Banca Cooperativa e l'utenza; la dinamica dei distretti economici come sintesi di civiltà-produzione-socialità. E' in fase avanzata di progettazione una quinta linea, che sarà presto inaugurata con un volume sul non-profit, relativa al terzo settore ovvero al settore del privato-sociale che rappresenta una irrinunciabile componente della cultura civile italiana alla ricerca della combinazione tra l'efficienza del privato e le finalità del sociale. In definitiva, il Credito Valtellinese in quanto Azienda Bancaria con degli azionisti che via hanno investito capitale di rischio ha il dovere di fare utili ma in quanto Banca Cooperativa deve anche avere la sensibilità di rispondere alle esigenze del territorio di insediamento facendo crescere la consapevolezza sui problemi dello stesso e sulle possibili soluzioni da considerare in una logica di assoluta neutralità politica ma nel rispetto di quei valori della sussidiarietà che attribuiscono ad ogni Operatore economico delle specifiche responsabilità in ordine allo sviluppo delle aree territoriali di riferimento. Nella sua storia la Banca nata nel 1908 come Piccolo Credito Valtellinese e diventata nel 1992 Gruppo Bancario Credito Valtellinese reputa di aver svolto la sua missione.