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RELAZIONI E BILANCIO 1998 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE
Signori Soci,
quest'anno ricorre il 90° della fondazione della Banca Piccolo Credito Valtellinese.
L'importante anniversario ci porta a richiamare i valori che hanno animato i fondatori della Vostra Banca, che trassero ispirazione in quel movimento cattolico che, rifacendosi all'enciclica "Rerum Novarum", era permeato da finalità di solidarietà rivolte a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. Il nostro statuto riflette ancora pienamente questo atteggiamento solidaristico, che é costantemente presente nell'orientamento dell'attività a favore dei Soci e dell'economia locale.
I convalligiani che, in una società profondamente diversa da quella attuale, sostanzialmente statica e con grandi difficoltà per le categorie degli artigiani e degli agricoltori di procurarsi il credito necessario, ebbero la lungimiranza di dare vita alla Banca Piccolo Credito Valtellinese, ci ispirano sincera ammirazione; nei loro confronti non solo i Soci ma tutti i valtellinesi devono provare un sentimento di gratitudine, dal momento che la Vostra Banca ha costantemente attuato un'azione di promozione e di sostegno dell'economia della Valle, contribuendo in modo determinante ad innescare quel processo virtuoso che ne ha determinato lo sviluppo economico.
Vogliamo qui ricordare in particolare il fondatore e primo Presidente della Vostra Banca, l'Ing. Enrico Vitali, figura di grande statura morale che resse l'Istituto per 41 anni consentendogli di superare i difficili periodi dei due conflitti mondiali e la crisi degli anni Trenta.
A questi valori, consacrati nello statuto, il Vostro Istituto si é costantemente ispirato, nella consapevolezza che essi sono alla base del suo sviluppo, ne guidano il funzionamento e ne assicurano l'esistenza.
La prosperità di una comunità, e quindi anche di un'impresa bancaria, non é determinata solo dal possesso di beni ma anche e soprattutto dai suoi valori, dalla sua cultura, dalla solidarietà che sa esprimere, dalla capacità che possiede di produrre risparmio contemperando così i valori del profitto con quelli del perseguimento del bene comune.
Nell'importante ricorrenza del 90° dalla nascita della Vostra Banca il Consiglio di Amministrazione, per individuare una sede istituzionale rivolta al perseguimento ed al sostegno delle iniziative finalizzate al progresso sociale, morale e culturale del territorio in cui opera l'Istituto, ha creato la Fondazione Credito Valtellinese come momento di coagulo di questi valori e mezzo fondamentale per evitare una caduta di tensione nel loro concreto perseguimento. L'attività della Fondazione stessa è analizzata con puntualità nel Bilancio Sociale riferito all'insieme degli istituti di credito e delle società operative, che presentiamo per il quarto anno consecutivo in questa sede.
I novant'anni dalla fondazione del Vostro Istituto vengono a coincidere con il conseguimento di un salto di qualità da parte dell'intero Gruppo bancario Credito Valtellinese che, con l'ingresso nel suo ambito della Banca Popolare Santa Venera - con sede ad Acireale ed operatività in tutta la Sicilia - viene ad assumere una effettiva importanza a livello nazionale, constando di 174 agenzie a fine anno, con quasi 2.000 dipendenti e oltre 20.000 miliardi di intermediazione finanziaria diretta ed indiretta.
E' raggiunto così un traguardo dimensionale di particolare importanza, proprio nel momento in cui con l'effettiva entrata in vigore dal 1° gennaio 1999 dell'euro si sta affrontando un passaggio epocale per l'intera Europa con una serie di nuove prospettive, ma anche di sfide ancora non definibili nella loro portata ed intensità per il sistema finanziario europeo.
Nel valutare l'adeguatezza delle strutture del Gruppo ad affrontare la grande sfida che sta di fronte a tutti noi possiamo trarre seri e fondati motivi di fiducia da dati reali ed obiettivi quali sono i risultati di bilancio delle varie componenti - a livello di singole aziende e di consolidato - nell'anno che si é concluso; da essi si ricava con chiarezza la grande flessibilità che ci caratterizza e che ci consente di adattarci con prontezza alle sfide che provengono dalla realtà esterna.
Ciò che conta non è solo una determinata struttura; la stessa attuale configurazione della nostra organizzazione interna rappresenta solo un momento del suo divenire. Infatti avanti a tutto devono porsi gli obiettivi da individuare come prioritari e da conseguire nel continuo e rapido mutare della realtà economico-finanziaria ed istituzionale.
Ciò comporta un ripensamento delle strategie tradizionali, dell'impiego delle tecnologie e delle risorse umane per affrontare le nuove realtà ancora imprevedibili, dando prova di quella costante flessibilità che rappresenta uno dei punti di forza per posizionarci al meglio sul mercato, che fino a ieri era prevalentemente locale, oggi é nazionale e domani sarà internazionale.
In questa direzione ha sempre operato la Vostra Banca, ponendo particolare attenzione a che l'articolazione dell'assetto organizzativo complessivo fosse funzionale al perseguimento degli obiettivi strategici individuati e dando costante attuazione alle direttive della Banca d'Italia sui Gruppi creditizi per quanto concerne la razionalizzazione ed il coordinamento delle strutture nell'ambito di un unico processo decisionale, che per le decisioni strategiche fa capo al Credito Valtellinese. Sono così individuati per tutte le componenti i comuni scopi concernenti le economie di scala, le modalità per evitare i rischi operativi ed i criteri per il controllo del rischio di credito, le innovazioni tecnologiche da introdurre, gli obiettivi di marketing. Tutto ciò é avvenuto facendo convergere le singole società - di mercato ed operative - verso gli obiettivi strategicamente rilevanti e nella salvaguardia della loro necessaria autonomia, che ne giustifica l'esistenza.
In questa direzione tutte le cinque banche e le tre società operative hanno dimostrato la capacità di perseguire gli obiettivi loro assegnati in modo funzionale ed integrato, in piena adesione con il disegno strategico approvato dal Consiglio della Capogruppo.
Questi risultati confortanti sono stati anche la conseguenza di un costante impegno rivolto alla adeguata formazione di tutto il personale, che rappresenta la risorsa più preziosa e delicata a cui intendiamo rivolgere anche nel futuro una particolare attenzione e cura in piena coincidenza con la nostra peculiare cultura aziendale, che consiste in particolare nella capacità di dialogo e di confronto fra tutti i dipendenti, nella coesione interna tra i diversi soggetti aziendali, nella determinazione e tenacia nel portare avanti le proprie azioni e nella capacità di gestire con successo processi aziendali di sempre maggiore complessità, grazie anche all'impiego delle più avanzate tecnologie. Questi elementi caratterizzanti la cultura aziendale del Gruppo Credito Valtellinese, collegandosi con la definizione di strutture organizzative innovative che coniugano gli aspetti migliori dei modelli "gerarchici" con i vantaggi derivanti dalle strutture "orizzontali", hanno favorito la crescita formativa dei collaboratori e la loro identificazione con l'azienda in cui operano.
Un sistema con le caratteristiche di interdipendenza e di flessibilità quale è quello del Vostro Gruppo funziona adeguatamente se gli obiettivi da conseguire sono chiari e condivisi da tutte le sue componenti: é questa la premessa e nel contempo la garanzia del suo successo. In questo senso rivestono significativa importanza gli incontri che si tengono periodicamente tra i manager e che vedono annualmente un importante momento di verifica e di confronto nella Convention del personale direttivo, che si è svolta negli ultimi anni in una capitale europea nell'intento di prendere contatti operativi con le Banche Popolari operanti nelle diverse realtà dell'Unione Monetaria. Parimenti importante, anche per la comprensione da parte di tutti coloro che operano nelle diverse collocazioni e funzioni del contenuto e degli obiettivi del Piano Strategico, è la Convention triennale estesa a tutte le società e che si é svolta l'ultima volta ad Assago il 3 ottobre 1998. Essa, dal titolo "Il Gruppo, l'euro, l'anno 2000", si é articolata in relazioni delle singole società ed in alcuni interventi dedicati ai nostri caratteri distintivi ed al Piano Strategico FA 2000 ed ha visto come momento centrale di una testimonianza sul tema "Essere determinati, forti, vincenti" la presenza di Deborah Compagnoni.
Il Gruppo Credito Valtellinese poggia sulla base solida di una banca cooperativa che ne ha permeato in tutto la natura fin dalla sua costituzione, evidenziando un approccio alla società e al mercato tipico e distintivo, rivolto al Socio-cliente e teso all'integrazione con le realtà operative al fine di promuoverne lo sviluppo economico. Esso, nelle sue varie componenti, é proteso all'integrazione costante con le varie attività economiche del territorio ed intende proporsi come consulente costante ed affidabile e non limitarsi a rendere isolati servizi finanziari. La Vostra realtà operativa sul territorio, nelle sue diverse articolazioni, si presenta di volta in volta come banca Valtellinese, Comasca, Lecchese, Varesina, Milanese, Fiorentina, Pratese, Romana o Siciliana.
Il valore aggiunto arrecato dalle banche alle comunità nelle quali operano trova espressione nel Bilancio Sociale, che rende esplicito il risultato di crescita che la nostra azione quotidiana esplica nelle realtà territoriali in cui le singole società operano. Riteniamo che esso rappresenti un momento di trasparenza, in riferimento alla natura solidaristico-cooperativa del Gruppo, nonchè una chiara evidenziazione dell'apporto al miglioramento del benessere economico, culturale e sociale del territorio nel quale esso é presente ed alla cui evoluzione concorre con quei valori ai quali abbiamo fatto riferimento e che sono connaturati alla nascita del Vostro Istituto. In questo modo è rappresentato con efficacia il ruolo di promotore dello sviluppo armonico e equilibrato del tessuto imprenditoriale e culturale di riferimento all'interno di un'ottica di "cooperazione sostanziale".
Come preannunciato in occasione della precedente Assemblea, la Vostra Banca ha proceduto nel corso del corrente anno alla costituzione della Fondazione Credito Valtellinese quale struttura permanente deputata a perseguire in ambito regionale finalità di solidarietà sociale, oltre che di sviluppo morale, culturale e scientifico. La Fondazione è stata riconosciuta dalla Regione Lombardia nei primi giorni di novembre ed ha iniziato ad operare con significativi interventi a sostegno di concreti progetti a favore di categorie disagiate, oltre che di recupero di edifici religiosi.
Attese le sue finalità, rientranti nell'ambito degli scopi della Fondazione Credito Valtellinese, anche l'attribuzione del Premio Schena è stata ricondotta tra le attività della Fondazione stessa.
Attività del Credito Valtellinese Il bilancio del Credito Valtellinese nell'anno 1998 presenta risultati molto soddisfacenti, che indicano una capacità reale di mantenere e rafforzare le proprie quote di mercato e di incrementare significativamente la propria redditività, in parte ancora influenzata dagli effetti economici derivanti dal processo di razionalizzazione della rete di vendita effettuato nel secondo semestre del 1997.
Raccolta diretta In un contesto di mercato caratterizzato da un incremento percentuale dei depositi (+3%) modesto, l'importo complessivo della provvista diretta da clientela del Credito Valtellinese - rappresentata da conti correnti, depositi a risparmio, certificati di deposito, prestiti obbligazionari e pronti contro termine - ha evidenziato una progressione significativa, risultando pari a 3.678 miliardi con una crescita del 6% rispetto al dato omogeneo della fine dell'anno precedente. Le diverse forme tecniche che compongono l'aggregato in oggetto hanno registrato una dinamica differenziata nel corso dell'anno, rispecchiando di fatto quanto riscontrato a livello di sistema: in particolare, significativa risulta essere la dinamica della componente obbligazionaria, che ha evidenziato un aumento del 16,9%. Raccolta indiretta La globalizzazione e l'accentuata dinamica e volatilità dei mercati finanziari, una conseguente maggior complessità nella gestione dei portafogli titoli delle banche e l'esigenza di misurare in maniera più adeguata e precisa la performance e i rischi della gestione complessiva del comparto "finanza", hanno portato alla scelta di cambiamento del criterio di valutazione dei titoli quotati oggetto di negoziazione che da questo esercizio diventa quello del valore di mercato rispetto a quello del minore fra il costo d'acquisto e il prezzo di mercato. La dinamica del risparmio finanziario - costituito dalle gestioni patrimoniali personalizzate, dai fondi di investimento, dalla raccolta assicurativa e dai titoli della clientela in deposito ed amministrazione presso l'Istituto - è apparsa maggiormente vivace rispetto alla corrispondente performance della raccolta diretta, rispecchiando lo scenario di crescita in forte accelerazione visibile a livello dell'intero sistema. La raccolta indiretta del Credito Valtellinese, infatti, si è attestata a 5.254 miliardi, in aumento del 38,3% rispetto all'anno precedente. All'interno dell'aggregato, poco meno della metà è composto da gestioni patrimoniali personalizzate (2.466 miliardi, +29,1%, pari al 46% del totale) - settore nel quale il Gruppo bancario Credito Valtellinese vanta ormai professionalità e competenze consolidate nel tempo.
Attività creditizia Gli impieghi economici del Credito Valtellinese - a testimonianza dell'aderenza vocazionale dell'azienda alle esigenze delle famiglie e dell'imprenditoria dei territori di insediamento - si sono attestati a fine esercizio a 2.616 miliardi, con un progresso su base annua del 13,1%; osservando la composizione dell'aggregato e in linea con quanto precedentemente evidenziato a livello di sistema, si nota una ridefinizione degli impieghi in favore della componente a medio-lungo termine, sintomo evidente dello sforzo sempre più consapevole effettuato dall'azienda di indirizzare la clientela verso strumenti tecnici più coerenti con le proprie reali esigenze finanziarie. La già citata capacità di interagire con il tessuto economico della propria sfera di insediamento ha trovato espressione in scelte di affidamento rivolte in via prioritaria al segmento delle famiglie produttrici e consumatrici, dei professionisti, degli artigiani e della piccola e media impresa, consentendo di frazionare in maniera significativa gli affidamenti e l'alea di rischio complessiva: a fine anno la Banca non presentava alcuna posizione classificabile secondo la normativa di Vigilanza tra i "grandi rischi". Qualità degli impieghi La negativa congiuntura in materia di qualità del credito, ulteriormente amplificatasi nel corso dell'anno alla luce della nuova modalità di ponderazione delle sofferenze nel coefficiente di solvibilità (peso ridotto da due a uno) nonché rafforzatasi in conseguenza delle tante crisi d'impresa succedutesi, evidenzia con sempre maggior chiarezza come la corretta e prudente gestione del rischio di credito costituisca il presidio fondamentale per il conseguimento degli obiettivi dei singoli istituti di credito e del sistema bancario in generale. La qualità dei crediti erogati dal Credito Valtellinese - sintetizzata dall'indicatore "sofferenze nette/impieghi" - si mantiene su livelli significativamente inferiori alla media rilevata dalle istituzioni bancarie nazionali. Infatti, a fronte di un dato di sistema del 7,2%, la Vostra Banca evidenzia un rapporto sofferenze nette/impieghi del 2,46%, a riprova dell'intensità del legame con il territorio di riferimento, della capacità manageriale e relazionale della propria struttura e della puntualità nell'attività di monitoraggio e controllo delle procedure di supporto all'istruzione, erogazione e controllo del credito.
Il patrimonio del Credito Valtellinese si è ulteriormente e significativamente accresciuto in corso d'anno del 16,7%, passando da 632 a 740 miliardi. Nei primi mesi del 1998 si è conclusa con pieno successo l'operazione di aumento di capitale connessa al prestito obbligazionario convertibile cum warrant "Credito Valtellinese 7% 1995-1998", scaduto il 1° febbraio scorso. Anche l'esercizio dei warrant - nella misura del 99,8% - ha confermato la validità strategica della scelta (risalente all'inizio degli anni ottanta) tesa a perseguire livelli crescenti di patrimonializzazione per mezzo di emissioni di prestiti obbligazionari convertibili subordinati. L'intensità della dotazione di capitale della Vostra azienda risulta adeguata con riferimento ai principali aggregati sia dell'attivo che del passivo. Dal lato del passivo, infatti, l'incidenza del patrimonio sulla raccolta diretta della clientela è risultata pari al 20,9%, mentre ove si consideri anche il risparmio finanziario il rapporto si attesta sull'8,4%. Anche rispetto alle principali poste dell'attivo i mezzi di diretta competenza della Banca risultano del tutto adeguati: il patrimonio, infatti, risulta pari al 28,2% degli impieghi, al 58,2% dei titoli di proprietà ed al 10,5% del totale delle attività. In conformità alla disciplina dettata in tema di controlli prudenziali volta al rispetto ed al mantenimento delle condizione di equilibrio economico-finanziario della gestione, il Vostro Istituto evidenzia un indice di solvibilità individuale nettamente superiore alle soglie minime fissate dall'Autorità di Vigilanza nella misura del 7%. Il titolo sociale del Credito Valtellinese è quotato da ormai cinque anni sul circuito telematico delle Borse Valori italiane. Nell'esercizio appena trascorso, il numero dei Soci della Vostra Banca ha mantenuto il sostenuto ritmo di crescita evidenziato negli anni precedenti, passando da 49.980 a 54.312 (+8,7%) unità. L'incremento della rappresentanza societaria è altresì continuata nell'anno attualmente in corso: a metà marzo la compagine societaria annovera infatti oltre 55.000 Soci. In virtù della delega conferitaci dall'Assemblea dei Soci del 18 aprile 1998, comunichiamo che nell'esercizio 1998 abbiamo effettuato le seguenti operazioni sulle azioni sociali:
Aumento di capitale della Capogruppo Nel corso dell'Assemblea Straordinaria dei Soci della Banca del 18 aprile 1998 è stata approvata un'operazione di aumento del capitale tramite l'emissione di un prestito obbligazionario convertibile subordinato con warrant denominato in euro. Accanto alla modifica del valore nominale dell'azione sociale da 5.000 lire a 3 euro - con conseguente modifica dell'art. 7 dello Statuto Sociale - i Soci hanno potuto sottoscrivere tale prestito, comportante l'emissione di 1 obbligazione del valore nominale di 1.000 euro ogni 300 azioni in circolazione, per un importo complessivo massimo di 143.418.000 euro. Il prestito - di durata pari a cinque anni e rimborsato in tre rate scadenti rispettivamente dopo 3, 4 e 5 anni dall'emissione - presenta una remunerazione posticipata annuale a tasso indicizzato legata all'andamento di parametri finanziari (index linked), mentre a ciascuna obbligazione sono abbinati 80 warrants esercitabili - nel rapporto di 1 warrant per una nuova azione a 6 euro - per la prima metà dal 1° febbraio al 1° maggio 2000 e per l'altra metà dal 1° febbraio al 1° maggio 2001. In corrispondenza delle singole scadenze (1a e 2a rata di 300 euro l'una; 3a rata di 400 euro) ogni obbligazionista può richiedere la conversione della metà della rata in scadenza in 24, 23 e 29 nuove azioni rispettivamente e il rimborso dell'altra metà incrementato dell'eventuale premio connesso all'andamento dei parametri finanziari di riferimento, oppure il rimborso totale della rata in scadenza al nominale. La sottoscrizione dell'operazione si è conclusa con pieno successo. Il prestito è stato infatti sottoscritto in misura integrale.
L'esercizio 1998 ha evidenziato un positivo sviluppo della redditività della Vostra Banca, condizione necessaria per la formulazione di nuovi investimenti e di precise strategie operative e di crescita. Il risultato è ancora più significativo alla luce del processo di razionalizzazione della rete di vendita portato a compimento il 30 giugno 1997 e che ha comportato ceteris paribus una temporanea influenza riduttiva delle poste di conto economico. Margine d'interesse L'esercizio 1998 ha evidenziato un positivo sviluppo della redditività della Vostra Banca, condizione necessaria per la formulazione di nuovi investimenti e di precise strategie operative e di crescita. Il risultato è ancora più significativo alla luce del processo di razionalizzazione della rete di vendita portato a compimento il 30 giugno 1997 e che ha comportato ceteris paribus una temporanea influenza riduttiva delle poste di conto economico. Ricavi netti da servizi Anche nel 1998 la Vostra Banca ha confermato la sua capacità di generare ricavi attraverso l'offerta variegata di servizi, slegati dall'intermediazione classica. Il forte incremento del risparmio gestito e l'ulteriore ampliamento della gamma delle proposte rivolte indifferenziatamente a tutta la clientela - testimonianza di una dinamicità commerciale sempre più spiccata - rappresentano la componente chiave della crescita dell'aggregato in oggetto, sempre più importante per le imprese creditizie quale strumento "riequilibratore" delle fonti di reddito: i ricavi da servizi si sono attestati a 58,6 miliardi, in crescita del 7,7%. Margine di intermediazione In conseguenza delle positive risultanze summenzionate e tra loro concorrenti, il margine di intermediazione - indicatore di sintesi dei ricavi della Banca comprensivo dei profitti da operazioni finanziarie (+65,2%) e degli altri proventi da gestione (+18,2%) - evidenzia una brillante performance, passando da 256,8 a 276,7 miliardi (+7,7%). Costi di gestione Coerentemente all'obiettivo primario del sistema bancario nazionale di conseguire significativi miglioramenti del grado di efficienza tecnico-operativa nella gestione bancaria mediante intensi ed efficaci processi di razionalizzazione della struttura dei costi di esercizio, i costi di produzione sostenuti nell'anno dal Credito Valtellinese hanno evidenziato una positiva evoluzione: mantenendo una focalizzata attenzione alle interdipendenze organizzative e strategiche esistenti, l'aggregato in oggetto è cresciuto in misura inferiore al tasso di inflazione - da 159,3 a 160,3 miliardi (+0,6%). La relativa dinamica è risultata peraltro influenzata dall'introduzione dell'Imposta Regionale sulle Attività Produttive, che ha tra l'altro sostituito il contributo al Servizio Sanitario Nazionale (la voce relativa alle spese per il personale e alle altre spese amministrative risulta in questo modo ridotta per via esogena). Risultato lordo della gestione e utile delle attività ordinarie Il risultato lordo della gestione - determinato dopo avere detratto dal margine di intermediazione le citate spese e le rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali ed immateriali - è risultato pari a 105,2 miliardi (+22,6%). L'utile delle attività ordinarie si è attestato a 85,5 miliardi (+36,9%). Utile lordo, imposte, utile netto L'utile lordo - calcolato dopo la contabilizzazione di un saldo della gestione straordinaria positivo per 10,6 miliardi (derivanti dalla differenza tra proventi straordinari per 18,3 miliardi dovuti in particolare dalla cessione del ramo d'azienda "finanza" e oneri di pari natura per 7,7 miliardi) - ammonta a lire 96,1 miliardi, in calo del 31,4% rispetto al dato dell'anno precedente (che presentava un saldo positivo delle poste straordinarie pari a 63,8 miliardi risultante in modo rilevante dalla cessione del ramo d'azienda "sportelli" alla controllata Credito Artigiano a seguito del processo di razionalizzazione della rete di vendita). Detraendo poi le imposte calcolate nella misura di 53,2 miliardi e l'appostazione al fondo rischi bancari generali per 11,5 miliardi, il bilancio 1998 evidenzia un positivo risultato d'esercizio di 31,5 miliardi (+20,8%).
Evoluzione quantitativa A fine anno 675 dipendenti erano iscritti a libro-matricola presso la Vostra banca (+38 unità), di cui 111 in comando presso altre società del Gruppo. L'organico era così composto:
Gestione delle risorse umane La gestione delle risorse umane si è orientata, a livello della Vostra Banca come di tutti gli altri istituti di credito e le società operative del Gruppo, verso la ricerca di miglioramenti significativi - e da attuare in tempi brevi - in direzione di una qualificazione progressivamente più elevata, legata a capacità decisionali, relazionali e di ascolto, spirito di collaborazione, disponibilità all'aggiornamento tecnico e alla mobilità. Formazione L'addestramento e la formazione, lo sfruttamento delle sinergie e delle competenze possedute e la corretta assegnazione delle responsabilità - ovvero l'attribuzione di obiettivi congruenti con le logiche del miglioramento della qualità - hanno assunto un ruolo particolarmente importante, sottolineando la focalizzazione sulla dimensione orizzontale di processo. Nel corso del 1998 sono cresciute di numero ed intensità le iniziative che hanno visto il coinvolgimento effettivo del personale ai fini di sviluppare con continuità il proprio patrimonio professionale; di pari passo, è emersa una tendenza sempre più marcata alla formazione continua e diretta sul posto di lavoro.
Nel corso dell'anno sono state aperte le dipendenze di Varese Agenzia 1, Tradate (Va), Albizzate (Va) e Castione Andevenno (per quest'ultima si è provveduto ad una trasformazione da sportello di tesoreria) e l'Ufficio di rappresentanza di Lugano. Le quattro nuove agenzie, che portano a 59 unità il totale dell'istituto, contribuiscono ad accrescere il presidio del mercato dell'intermediazione creditizia e si configurano come unità di vendita snelle e flessibili - in questo modo, i maggiori centri urbani della Lombardia e una zona ad alto tasso di produttività ed innovazione come la Brianza si giovano ulteriormente di un servizio al cliente attento e professionale, come è nella tradizione della Vostra Banca; l'apertura di un presidio operativo in Svizzera consente di usufruire di un punto di riferimento e di osservazione in uno dei principali centri economici e finanziari della Confederazione elvetica. Le dipendenze di Sondrio Sede, Bormio, Chiavenna, agenzia 1 di Lecco, Livigno, Morbegno e Tirano sono rimaste aperte anche nel giorno di sabato. La prima di queste, in particolare, è inoltre aperta da tempo ininterrottamente dalle 8 alle 18 nei primi cinque giorni della settimana. In questo modo, è proseguito lo sforzo - che trova limiti nell'attuale normativa di legge - volto a rendere maggiormente flessibile nel tempo, e quindi mirato alle esigenze del mercato servito, l'accesso alle agenzie della Vostra Banca.
Rating, ispezione UIC, euro e anno 2000 Rating Le agenzie di rating Italrating S.p.A. (mercato domestico) e Duff & Phelps Rating (rating internazionale) hanno confermato nel corso dell'anno la valutazione complessiva del Credito Valtellinese già precisata nel 1997. Per quanto concerne il mercato interno, A-1 (A uno) è il rating relativo ai depositi e titoli a breve termine, A+ (A più) per i prestiti obbligazionari non garantiti e altri titoli oltre i 12 mesi, A+ (A più) per il prestito obbligazionario subordinato 1994-1999; con riferimento al mercato internazionale, le obbligazioni a breve termine hanno ottenuto il rating D1- (D uno meno), quelle a medio-lungo termine A- (A meno). I richiamati giudizi - formulati tenendo conto del buon posizionamento competitivo nell'area di tradizionale insediamento, della crescita degli impieghi fruttiferi, della buona qualità dei crediti, del costante incremento dei ricavi da servizi e della forte capitalizzazione - riconoscono alla Vostra Banca un livello di alta solvibilità. Ispezione UIC Nel corso dell'anno si è svolta l'ispezione ordinaria dell'Ufficio Italiano Cambi, diretta a controllare l'osservanza della normativa antiriciclaggio, oltre che la gestione valutaria e le operazioni con l'estero. Essa ha costituito un importante momento di verifica che ha fornito preziose indicazioni e si è conclusa con una positiva valutazione sulla strumentazione operativa a presidio dei settori in esame. Euro e anno 2000 Con riferimento alla transizione verso la moneta unica e all'anno 2000, è stato costituito un Gruppo di progetto interfunzionale che ha messo a punto e implementato un piano generale degli interventi riguardante in particolare l'adattamento dei sistemi informativi, il nuovo posizionamento strategico dell'intero Gruppo e la revisione dei prodotti. Dal punto di vista dell'appostazione a bilancio dei costi connessi con la transizione alla moneta unica europea e con l'anno 2000, i relativi oneri sono sostenuti dalla società Bankadati, che gestisce tutta la problematica a livello dell'intero Gruppo. In questo quadro, gli oneri legati alla transizione all'euro appostati a conto economico della Vostra Banca sono ammontati a circa 1,8 miliardi. L'adattamento dei sistemi informativi all'anno 2000 ha comportato costi pari a circa 70 milioni fino al 1997 e a circa 205 milioni nel 1998, mentre le previsioni per i prossimi anni indicano in 140 milioni circa nel 1999 e circa 105 milioni nel periodo 2000-2002 gli oneri connessi con la transizione al nuovo millennio. Grazie al presidio attento e tempestivo del sistema informativo/produttivo di Gruppo, concentrato in Bankadati, non si intravedono problemi di particolare rilevanza connessi con l'anno 2000.
Attività del Gruppo bancario Credito Valtellinese
Nel corso del 1998 il Vostro Gruppo, in ossequio ad un preciso richiamo del Piano Strategico vigente, ha accresciuto notevolmente le proprie dimensioni attraverso l'acquisizione di tre istituti di credito (Banca Popolare Santa Venera, Banca Popolare di Rho e Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio) situati in aree non ancora presidiate da reti di vendita e ad alto potenziale di sviluppo. La logica ispiratrice della crescita del perimetro unitario entro cui si esplica il disegno imprenditoriale dell'intero Gruppo è stata salvaguardata ed anzi confermata e rafforzata: ciascun istituto di credito (anche in virtù del processo di razionalizzazione della rete di vendita effettuato a valere dal secondo semestre 1997) mantiene un presidio del territorio puntuale ed enfatizza la propria natura di banca locale al servizio del mercato servito, rendendo distintive le capacità dei dipendenti di personalizzare ed interpretare in senso flessibile le esigenze della clientela.
All'inizio di febbraio dello scorso anno la Banca Popolare di Rho é diventata il quarto Istituto di credito del Gruppo, consentendo un ampliamento del territorio di insediamento in una zona della Lombardia sino ad allora non presidiata e molto dinamica dal punto di vista delle capacità imprenditoriali ivi presenti e di un tessuto economico-sociale dinamico ed articolato. Nel corso dell'anno l'istituto rhodense ha accresciuto la propria rete di vendita portandola a 4 sportelli.
Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio Con decorrenza 1° ottobre u.s. la Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio è stata incorporata nella Banca Popolare di Rho, di cui è divenuta una divisione - con conseguente ingresso nel Gruppo bancario Credito Valtellinese. Sotto il profilo commerciale la banca incorporata opera con la denominazione "Banca di Busto Arsizio - Divisione della Banca Popolare di Rho".
La Banca Popolare Santa Venera è entrata nel Gruppo bancario Credito Valtellinese il 2 luglio 1998. Nel corso dell'assemblea ordinaria e straordinaria dell'istituto di credito siciliano dello scorso 29 maggio i Soci hanno deliberato la trasformazione della forma societaria da cooperativa in società per azioni e l'adozione delle modifiche statutarie conseguenti. L'Offerta Pubblica di Acquisto lanciata sul 51% del capitale della banca di Acireale da parte della Vostra Banca si è infatti conclusa positivamente, consentendo di aprire un nuovo mercato con un alto potenziale di crescita e confermando la vocazione primaria dell'istituto siciliano, che consiste nel sostegno all'imprenditoria locale. In questo modo la rete commerciale del Gruppo conosce un significativo ampliamento, inserendosi con un marchio ed una presenza riconosciuti in una regione ad alto potenziale di sviluppo - la Banca Popolare Santa Venera è presente infatti sul territorio con 49 sportelli, 417 dipendenti, oltre 1.800 miliardi di massa amministrata e 690 miliardi di impieghi. In questo modo il Gruppo perviene inoltre ad un assetto dimensionale più adeguato e competitivo, anche nel quadro dell'introduzione della moneta unica e della crescente globalizzazione dei mercati. Tramite l'inserimento nel Gruppo, l'istituto si pone obiettivi ambiziosi sia dal punto di vista commerciale - arricchendo in particolare l'offerta globale alla clientela con nuove linee di prodotto nell'ambito del risparmio gestito e della banca-assicurazione - che da quello operativo - è stato approvato e messo in atto un Piano industriale articolato nei diversi aspetti legali, di mercato e di produzione. La Banca Popolare Santa Venera ha poi in particolare approvato il Piano Strategico di Gruppo, le linee generali che regolano il processo decisionale e la nuova struttura organizzativa.
Nel corso del 1998 ha preso corpo uno dei pilastri che stavano alla base dell'originario progetto di trasformazione della Società in Banca: l'accentramento - a livello di Gruppo - della Direzione Finanza in Bancaperta. La costituzione di un'unica struttura finanziaria al servizio di tutte le componenti bancarie del Gruppo risponde a motivazioni di maggior efficienza operativa e di ottimizzazione dei processi e delle attività del settore. In tale quadro è stato attuato il trasferimento a Bancaperta del ramo d'azienda relativo all'area finanza. Gli azionisti di Bancaperta, alla data del 31 dicembre 1998, sono i seguenti:
Con riguardo alle competenze attribuite a Bancaperta quale struttura di riferimento del Gruppo Credito Valtellinese relativamente alla problematica di banca virtuale, il 1998 ha rappresentato l'anno di definitivo decollo del servizio "Banca in Linea" che è stato implementato con importanti modalità operative aggiuntive .
Il programma di aperture di nuove unità di vendita ha perseguito l'obiettivo fondamentale di consolidare il presidio sul territorio delle banche del Gruppo all'interno delle rispettive aree di riferimento. La rete di vendita complessiva del Gruppo è composta a fine anno da 174 dipendenze armonicamente distribuite in alta Lombardia e in Sicilia, con significative presenze in Toscana ed a Roma: la banca Capogruppo è ubicata nelle province di Sondrio (33), Como (11), Lecco (9) e Varese (6), il Credito Artigiano è presente nelle province di Milano (44), Bergamo (1), Firenze (2), Prato (1) e Roma (10), la Banca Popolare di Rho nella parte nord-occidentale della provincia di Milano (4) mentre la Banca Popolare Santa Venera detiene 32 filiali in provincia di Catania, 10 in provincia di Messina, 3 di Siracusa, 2 di Palermo e 2 di Trapani e Bancaperta - istituto di credito di nuova generazione - opera con 4 sportelli presenti sul territorio (Milano, Sondrio, Lecco e Roma). Ai canali distributivi classici si accompagnano 191 sportelli automatici, 2.097 utenti di remote banking, 3.670 contratti di "Banca in linea" (operatività bancaria via Internet) ed un gruppo proprio di promotori finanziari.
Le società del Gruppo - Credito Valtellinese, Credito Artigiano, Bancaperta, Banca Popolare di Rho, Banca Popolare Santa Venera, Bankadati S.I., Stelline S.I. e Deltas - hanno registrato un numero totale di dipendenti al 31 dicembre 1998 pari a 1.963 unità contro 1.453 al 31.12.1997, con 95 assunzioni e 53 cessazioni. Il numero dei dipendenti è cresciuto del 35,2% in virtù in particolare dell'ingresso nel Gruppo della Banca Popolare di Rho e della Banca Popolare Santa Venera.
E' da rilevare quale considerazione introduttiva che l'evoluzione nella composizione del Gruppo, ovvero il suo allargamento per effetto dell'inserimento di nuove banche nel periodo 1 gennaio - 31 dicembre 1998, e più precisamente della Banca Popolare di Rho e della Banca Popolare Santa Venera, non consentono un confronto omogeneo nell'ambito dei dati di stato patrimoniale e conto economico riguardanti rispettivamente l'esercizio 1997 e 1998. L'importo complessivo della provvista diretta da clientela - rappresentata da conti correnti, depositi a risparmio, certificati di deposito, prestiti obbligazionari e pronti contro termine - è risultato pari a 8.500 miliardi, con un incremento del 25,1% rispetto al dato di fine 1997. La raccolta indiretta del Gruppo - costituita dalle gestioni patrimoniali personalizzate, dai titoli della clientela in deposito ed amministrazione, dai fondi di investimento e dal risparmio assicurativo - si è attestata a 11.547 miliardi, in crescita del 41,1% rispetto all'anno precedente. Nel complesso, oltre un terzo dell'aggregato è composto da gestioni patrimoniali personalizzate (35.000 contratti per un importo globale gestito di 4.500 miliardi) - settore nel quale il Gruppo bancario Credito Valtellinese vanta ormai una notevole professionalità e competenza. Gli impieghi del Gruppo si sono attestati a fine esercizio a 6.153 miliardi (+28,5%), evidenziando una dinamica positiva migliore rispetto al dato medio di sistema. La qualità dei crediti erogati - sintetizzata dall'indicatore "sofferenze nette/impieghi" - si mantiene su livelli significativamente inferiori (3,37%) alla media rilevata dal sistema. In aggiunta all'andamento degli aggregati richiamati, si evidenziano le seguenti grandezze del bilancio consolidato:
Il buon andamento di tutte le società del Gruppo ha consentito di determine un utile delle attività ordinarie a livello consolidato di 126,3 miliardi (+87,1%) ed un utile netto di esercizio pari a 28,4 miliardi (+25,1%).
Quotazione in Borsa del Credito Artigiano In data 23 giugno 1998 è stata deliberata l'operazione di aumento del capitale del Credito Artigiano fino all'importo di L. 62.500 milioni mediante esercizio dei warrant connessi al prestito obbligazionario "Credito Artigiano 1996-2001 subordinato cum warrant". In particolare, la Vostra Banca ha sottoscritto n. 41.806.000 nuove azioni al prezzo di 1.000 lire cadauna con un esborso complessivo di 41,8 miliardi e detiene a fine anno n. 52.975.251 azioni del Credito Artigiano pari all'84,76% del capitale dello stesso (prima dell'esercizio dei warrant l'interessenza era dell'80,42%). Nel corso del 1998 sono state poste le basi di un progetto strategico volto all'allargamento ed alla diversificazione della compagine sociale del Credito Artigiano mediante la sua quotazione presso la Borsa Valori di Milano. Tale progetto trova ragione nel fatto che le dimensioni dell'attività di intermediazione della controllata hanno presentato un incremento consistente, tale da rendere opportuno un suo rafforzamento patrimoniale - anche a seguito dell'operazione di razionalizzazione della rete di vendita del Vostro Gruppo attuata nel luglio 1997 e che ha portato in particolare all'acquisizione da parte dell'istituto milanese di 10 sportelli della Capogruppo situati nelle province di Milano e Roma. Il Consiglio di Amministrazione del Credito Valtellinese nella seduta del 19 gennaio 1999 ha definito il progetto complessivo di sviluppo patrimoniale, di allargamento della compagine sociale e di quotazione in Borsa della controllata Credito Artigiano S.p.A., già oggetto di comunicato al mercato reso in data 13 maggio 1998, anche alla luce degli approfondimenti condotti in relazione all'evoluzione dei mercati finanziari e al passaggio alla moneta unica europea. Le operazioni relative al progetto di rafforzamento sono state così delineate:
L'operazione di allargamento della compagine sociale avrà luogo attraverso la cessione da parte del Credito Valtellinese della quota di partecipazione da esso detenuta nel Credito Artigiano per la parte che eccede il pacchetto di controllo (rappresentato da circa 21 milioni di azioni). Dette operazioni formeranno oggetto di offerta pubblica di vendita unitamente ad un'offerta pubblica di sottoscrizione e dovranno essere previamente sottoposte all'esame di Banca d'Italia, Consob e Borsa Italiana S.p.A., unitamente al prospetto informativo; la loro attuazione è prevista entro il mese di giugno.
Modifica della struttura del Gruppo
La grande trasformazione in atto nel sistema bancario richiede l'adozione di strutture organizzative volte a migliorare la qualità dei servizi erogati e a contenere gli oneri finanziari ed i relativi costi di gestione. Entro questo quadro cresce il ricorso a soluzioni di outsourcing, che si configura non più solo come funzione ausiliaria o limitata al solo sistema informativo aziendale (facility management) ma concerne attività sempre più rilevanti dal punto di vista strategico, divenendo per questa via uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell'impresa medesima.
Già a seguito dell'ingresso del Credito Artigiano nel Gruppo (1995) l'ordinamento organizzativo complessivo aveva vissuto una rivisitazione: l'organizzazione delle società di mercato era stata incentrata sul proprio core business (rete di vendita, area del credito), mentre le strutture centrali venivano alleggerite - tutte le funzioni di supporto erano infatti collocate presso le società strumentali. Il riassetto organizzativo effettuato nell'ultimo scorcio del 1998, confermando queste linee-guida, si è informato ai seguenti criteri:
Qualità
Le "Verifiche Ispettive di sorveglianza CISQ-CERT" svoltesi presso il Credito Valtellinese e il Credito Artigiano hanno confermato la conformità dei Sistemi qualità delle due banche alle norme di riferimento. In particolare, è stata confermata sia per il Credito Valtellinese che per il Credito Artigiano - primi istituti bancari in Italia - la certificazione della qualità UNI EN ISO 9002 per il "Processo di Istruzione, Erogazione e Gestione del Credito" e per il "Processo dei Trasferimenti nell'area dei sistemi di pagamento".
Nel corso del 1998 Bankadati ha a sua volta ottenuto la certificazione del proprio Sistema Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001:1994 per lo "sviluppo di applicazioni software e gestione del sistema informativo del Gruppo bancario Credito Valtellinese".
L'offerta al mercato di un servizio bancario di qualità - un valore che coinvolge tutta l'organizzazione e permea l'intero processo organizzativo/produttivo del Gruppo - costituisce per tutti gli istituti di credito e le società operative del Gruppo stesso un impegno continuo e fondamentale che trova nella soddisfazione dei clienti il momento di sintesi e di successo commerciale.
I cinque istituti di credito del Gruppo sono chiamati a presidiare l'area del mercato mediante un radicamento reale nel territorio ("cooperazione sostanziale"), attenzione continuamente rinnovata al mercato, rapporto personalizzato e flessibile con la clientela e concentrazione sul proprio core business.
Nell'ambito delle alleanze l'accordo strategico con il Gruppo svizzero Julius Bär ha conosciuto un significativo sviluppo mediante l'acquisizione di una quota di partecipazione pari al 10% di Bancaperta da parte dello stesso; allo scopo di assicurare una proficua, ulteriore evoluzione della collaborazione tra i due Gruppi è stato istituito un Comitato di Coordinamento, che ha assunto funzioni di indirizzo, iniziativa, controllo e reporting sull'avanzamento dei progetti comuni tra i due Gruppi; il proficuo rapporto di collaborazione, inizialmente riferito al settore dei fondi di investimento, si è esteso anche ad altri ambiti operativi quali la gestione patrimoniale per i clienti privati e istituzionali, la consulenza finanziaria e le attività di negoziazione.
In campo assicurativo, attesa la crescente importanza dell'attività in questo ambito e l'evoluzione del settore con specifico riferimento alla nascita dei fondi pensione, sono stati sviluppati i rapporti di partnership già avviati con Società Cattolica di Assicurazione e con altri soggetti altamente qualificati appartenenti alla medesima area culturale. Nel corso dell'anno la Società ha affiancato alla partecipazione del 5% nel Credito Artigiano una partecipazione del 10% in Bancaperta.
Nel corso del 1998 è stata istituzionalizzata a livello di marketing una procedura di costante aggiornamento sulle fasi di ricerca, analisi e fattibilità in materia di innovazione di prodotto. Le motivazioni alla base dell'iniziativa si riconducono anche ad alcuni specifici aspetti dell'evoluzione del business bancario così sintetizzabili:
Due fondi comuni di investimento - denominati Italy Bond (obbligazioni Italia) e Italy Stock (azioni Italia), frutto della collaborazione con il Gruppo Julius Bär e appartenenti alla "J.B. Multicooperation Sicav" - sono stati avviati e gestiti dal Vostro Gruppo, consentendo di allargare il ventaglio dei prodotti di investimento a disposizione della clientela mediante la predisposizione di due nuove linee di gestione patrimoniale.
In collaborazione con Risparmio & Previdenza (Gruppo Cattolica Assicurazione) sono stati realizzati i prodotti - "index linked" - Global Index Serie III, Serie IV e Serie V, che si configura come un'operazione di banca-assicurazione consistente nell'emissione di un insieme di contratti a premio unico con rendimento minimo garantito ed un rendimento massimo commisurato all'andamento degli indici di riferimento, di cui l'obbligazione costituisce la "base finanziaria".
Il nuovo prodotto Specialsocio Europa Prima Casa, che si affianca alla preesistente proposta commerciale MutuoCasa Specialsocio presentando modalità e condizioni di particolare vantaggiosità per i Soci-clienti, intende venire incontro alle esigenze di acquisto, costruzione e ristrutturazione della prima casa di abitazione da parte dei Soci della Vostra banca. Al fine di facilitare l'adeguamento dei sistemi contabili e informativi connessi all'introduzione della moneta unica europea e all'anno 2000, sono stati proposti inoltre due prodotti specifici dedicati agli operatori dell'economia (fidocontinuo imprese euro 2000 e multifido imprese euro 2000).
Nell'ambito delle iniziative volte all'ampliamento dell'offerta di prodotti di banca-assicurazione l'intero Gruppo ha realizzato, in collaborazione con la partecipata Risparmio & Previdenza, una nuova linea di prodotti denominata "Linea Salute", il cui scopo principale è quello di contribuire alla tutela del patrimonio ed al mantenimento del tenore di vita raggiunto dal nucleo familiare anche in caso di infortunio o ricovero ospedaliero dell'assicurato. Due distinte polizze - "Infortuni" e "Diaria" - sono sottoscrivibili presso tutte le filiali delle banche del Gruppo.
L'attività di Bankadati S.I. è stata fortemente caratterizzata dalla necessità di consentire al sistema informativo dell'intero Gruppo una transizione efficace alla moneta unica europea, rendendo disponibile a tutta la clientela - imprese, enti e privati - non solo le nuove funzionalità proprie dell'operatività in titoli ma anche la completa operatività in euro dei diversi servizi sui "trasferimenti" e sui "finanziamenti". L'obiettivo è stato pienamente raggiunto sviluppando un progetto che ha interessato pressochè integralmente il sistema informativo e che, in relazione alle diverse condizioni ed opportunità, ha comportato l'adeguamento ovvero la completa sostituzione dei singoli sottosistemi. Un secondo basilare riferimento per la Società è stato costituito dalla gestione delle tematiche connesse con l'anno 2000; il progetto è tuttora in fase di sviluppo e si prevede possa essere concluso entro la metà dell'anno in corso. Con riferimento al sistema produttivo, particolare attenzione è stata posta sull'operatività della banca virtuale: al proposito, Bankadati S.I. ha anche concluso accordi di partnership con qualificate realtà esterne specializzate nelle tematiche architetturali e funzionali che caratterizzano il commercio elettronico. Per quanto concerne le Società del Gruppo, significativi interventi sono stati rivolti alla crescita ed alla revisione delle strutture di produzione con riguardo in particolare alla Banca Popolare di Rho e alla Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio, alla Banca Popolare Santa Venera, a Bancaperta e ai nuovi sportelli del Gruppo. L'intervento sulle architetture si è concentrato sul servizio di Facility Management, sulla rete di telecomunicazioni che consentono di supportare i servizi innovativi dell'intero Gruppo, sull'allineamento globale delle dotazioni periferiche e sulle strutture di supporto alle soluzioni di "Banca in linea". Rilevante è risultata l'attività orientata all'erogazione dei servizi elaborativi agli utenti interni, sia della rete di vendita che delle strutture centralizzate, assicurando nell'anno circa 7.000 ore di operatività su oltre 3.500 programmi e 5.000 archivi in linea con oltre 1.500 posti di lavoro collegati e circa 18 milioni di pratiche elettroniche.
La banca virtuale non rappresenta unicamente una modalità innovativa di svolgere l'attività di credito ma esprime un concetto radicalmente nuovo di "essere e fare banca", nell'ambito di un unico processo di offerta integrata nei confronti della clientela. Nel corso dell'anno il servizio bancario via Internet ("Banca in linea") proposto dalle banche del Gruppo ha conosciuto progressive, significative implementazioni; in particolare, oltre alla piena operatività nel settore dei trasferimenti, è oggi possibile operare nel campo degli investimenti (ogni cliente che ne faccia richiesta alla propria filiale può interrogare la propria personale posizione del Dossier Titoli), nel settore estero e per quanto riguarda le presentazioni di portafoglio commerciale ed il pagamento di effetti. La buona qualità del servizio e la sua disponibilità 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno senza vincoli di spazio hanno consentito un accrescimento significativo della clientela servita attraverso una rete di telecomunicazione innovativa e sempre più importante in futuro. Alla fine dello scorso anno, infatti, gli utenti del servizio erano 3.670 per un importo di movimentazioni superiore a 100 miliardi. L'attività di Punto Internet, dettagliata nel bilancio sociale, ha fornito il necessario supporto alla diffusione sul territorio di una cultura radicalmente nuova e senza frontiere connessa con la necessità di affiancare ai valori del localismo le sfide della mondializzazione.
Stelline Servizi Immobiliari ha continuato a produrre attività e servizi a favore delle banche del Gruppo: in particolare attraverso attività di studio e ricerca nel settore immobiliare ed urbanistico, lo sviluppo di progetti architettonici, tecnico impiantistici e di arredo, la realizzazione di sedi e filiali di istituti di credito anche mediante la formula "chiavi in mano", la gestione delle manutenzioni degli immobili e del patrimonio immobiliare, cui si sono affiancate nell'anno attività di supporto tecnico all'erogazione dei crediti e assistenza tecnico-immobiliare volta al recupero dei crediti. In alcuni casi - nell'interesse delle banche del Gruppo volto a facilitare lo smobilizzo di immobili della clientela - la Società ha assunto in proprio la realizzazione di taluni investimenti immobiliari. Nel corso dell'esercizio 1998 la Società ha curato l'attività di ricerca, di allestimento e di apertura delle nuove dipendenze delle banche del Gruppo bancario Credito Valtellinese. Per la controllante Credito Valtellinese, Stelline Servizi Immobiliari ha concluso i lavori iniziati nel 1997, con la realizzazione della nuova Agenzia di Varese, l'ampliamento dell'Agenzia di Cantù e l'allestimento degli uffici di Rappresentanza a Lugano. Ha inoltre iniziato e concluso la realizzazione delle nuove Agenzie di Albizzate, Tradate e Rovellasca (sede definitiva), la realizzazione delle Tesorerie di Semogo Valdidentro e di Mantello, l'ampliamento delle Agenzie di Olgiate Molgora e Olgiate Comasco, l'allestimento dei nuovi uffici Area ed Estero in Via Bossi a Como. Ha inoltre curato le attività connesse con la valutazione del patrimonio immobiliare della Banca Popolare Santa Venera e della Cassa San Giacomo in Sicilia. Con riferimento alle attività svolte a favore del Credito Artigiano, la Società ha concluso gli interventi iniziati nel 1997, vale a dire la ristrutturazione della Agenzia di Biassono e l'ampliamento delle Agenzie di Giussano/Birone e Segrate; ha inoltre iniziato e concluso nel 1998 la realizzazione delle nuove Agenzie n. 1 di Prato e n. 2 di Firenze, la ristrutturazione delle Agenzie di Cologno Monzese e Sesto S.Giovanni, l'ampliamento della Ag. 9 di Milano e della sede di Prato. Per la Banca Popolare di Rho sono state realizzate in Rho le nuove Agenzie n. 1 di P.zza Oslavia e quella sita nella frazione Terrazzano ed è stato offerto il supporto tecnico e consulenziale per tutti gli aspetti di carattere immobiliare.
Il Progetto euro, strutturato per aree di competenza e per attività in sintonia con il progetto EMU dell'ABI, ha consentito di monitorare lo sviluppo complessivo della transizione alla moneta unica euro dell'intero Gruppo. Particolare riguardo è stato riservato alla realizzazione delle innovazioni tecniche e procedurali connesse al passaggio epocale che ci sta di fronte ed alla rivisitazione dei meccanismi, servizi e prodotti per il mercato in conseguenza del mutato scenario determinato dal nuovo sistema monetario, che produce un'incidenza reale sulle economie e le culture degli undici Paesi che sono entrati nella terza fase dell'Unione Monetaria Europea. Il Progetto euro delle cinque banche appartenenti al Gruppo si è articolato in fasi tra loro strettamente connesse (informatica/organizzazione, aspetti legali, aspetti di mercato, comunicazione e informazione/formazione del personale). L'obiettivo fondamentale dell'intervento complessivo - realizzato con successo - è consistito nel garantire un servizio completo al cliente sin dall'inizio della terza fase dell'Unione Monetaria Europea, evitando soluzioni intermedie e sfruttando il vantaggio competitivo che sorge dalla scelta di una strategia d'anticipo. A tal fine, decisioni rilevanti sono state già intraprese: a) il 15 febbraio ha preso avvio il già citato prestito obbligazionario della Capogruppo Credito Valtellinese convertibile con warrant denominato nella moneta unica europea dell'importo massimo di 143,285 milioni di euro; b) già dal 30 giugno u.s. gli estratti conto inviati alla clientela contengono un'apposita colonna di riferimento denominata in euro; c) l'operatività di "Banca in linea" (tramite Internet) è stata aggiornata in modo da consentire la gestione di operazioni in lire ed in euro. Con l'euro cambia il posizionamento di mercato del Gruppo bancario Credito Valtellinese, che diviene un Gruppo regionale europeo mantenendo una propria identità distintiva basata sulla natura cooperativa della propria attività e su un localismo evoluto in grado di soddisfare le esigenze della clientela sulla base di un legame con il territorio non sterile o declamatorio ma reale. In quest'ottica, ed in sintonia con le sfide del futuro che possono costituire altrettante opportunità, l'ampliamento dei prodotti e servizi offerti avverrà sempre più mediante l'acquisizione "all'esterno" degli stessi, avvalendosi di competenze e professionalità di assoluto prim'ordine (partner strategici come Julius Bär per il settore delle gestioni patrimoniali estere e Società Cattolica di Assicurazioni per il ramo assicurativo già oggi garantiscono qualità ed efficacia del servizio).
Una descrizione accurata dell'andamento delle società controllate e collegate è riportata nella "Relazione degli Amministratori sulla gestione del Gruppo", che segue la parte relativa ai singoli stati patrimoniali e conti economici delle società del Gruppo. Per quanto riguarda i rapporti a carattere finanziario con le società partecipate, la situazione a fine dicembre 1998 era la seguente:
Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio Alla fine dello scorso anno è stato raggiunto a Caltagirone (Ct) un accordo preliminare tra la Vostra banca - in qualità di Capogruppo dell'omonimo Gruppo bancario - ed una qualificata rappresentanza dei Soci della Cassa San Giacomo Srl di Caltagirone; l'intesa è finalizzata all'integrazione della banca siciliana all'interno del Gruppo bancario Credito Valtellinese. Il contratto definitivo di compravendita è subordinato alla cessione di un minimo di quote corrispondenti al 70% del capitale della Cassa San Giacomo, oltre al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte degli Organi di Vigilanza. Nell'ambito delle intese intercorse, il Credito Valtellinese - che si è riservato la facoltà di designare altra banca del Gruppo quale acquirente delle quote - si è impegnato a mantenere il marchio "Cassa San Giacomo". Con questa operazione il Gruppo bancario Credito Valtellinese rafforza la propria presenza sul territorio siciliano, ampliando la propria rete di vendita. La Cassa San Giacomo, istituto caratterizzato da un forte radicamento territoriale e da una profonda affinità culturale con il Gruppo Credito Valtellinese per l'attenzione rivolta all'economia locale e all'occupazione, dispone infatti di 13 sportelli - localizzati nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa - e di 107 dipendenti. L'esercizio chiuso al 31/12/1998 evidenzia una raccolta diretta di circa 350 miliardi ed impieghi per circa 180 miliardi. L'operazione in oggetto si inquadra nel progetto strategico del Gruppo Credito Valtellinese, che si configura quale realtà comprendente più reti di vendita bancarie presenti sull'intero territorio nazionale, assistite da società specializzate nel coordinamento manageriale, nell'information technology, nei servizi immobiliari che agiscono all'interno di un disegno imprenditoriale unitario.
Prevedibile andamento della gestione Il forte radicamento territoriale, la valida posizione competitiva dell'istituto e lo sviluppo ulteriore della rete di vendita costituiscono le basi di una previsione di crescita della raccolta diretta nell'ordine del 12% circa, mentre gli impieghi netti ai clienti dovrebbero aumentare del 7%; il margine di interesse - visto il progressivo completarsi del processo di adeguamento dei tassi italiani a quelli europei - è previsto in sostanziale tenuta a fronte di un aumento della voce relativa ai ricavi da servizi in grado di sostenere un livello più elevato del margine di intermediazione. A fronte di un controllo in termini reali delle spese amministrative e del rischio di credito, la redditività netta dell'istituto è prevista in aumento.
Signori Soci,
In conformità a quanto disposto dalla normativa e dallo Statuto Sociale, il Consiglio di Amministrazione propone ai Soci il riparto dell'utile d'esercizio come segue:
Utile netto L. 31.475.712.158 Residuo da ripartire L. 28.328.140.943
Proponiamo l'assegnazione ai Soci di un dividendo unitario di L. 630 per ciascuna delle azioni in loro possesso (il cui numero è cresciuto nel corso dell'anno da 35 milioni a circa 43 milioni), la destinazione di lire 1.200 milioni al Fondo di Assistenza e Beneficenza a supporto delle iniziative di carattere sociale e culturale poste in essere dalla Fondazione Credito Valtellinese e l'iscrizione dell'importo restante nella voce Utili portati a nuovo.
Il bilancio di esercizio della Banca, alla pari di quello delle Società del Gruppo Bancaperta, Banca Popolare di Rho, Bankadati Servizi Informatici, Stelline Servizi Immobiliari e Deltas, è stato certificato dalla società di revisione Deloitte & Touche. La società Reconta ha certificato il bilancio di esercizio del Credito Artigiano, la società Price Waterhouse il bilancio d'esercizio della Banca Popolare Santa Venera. Le relazioni di certificazione, depositate agli atti, sono riportate in copia all'interno del presente fascicolo.
Prima di dare corso agli altri adempimenti dell'Assemblea ricordiamo che, alla scadenza del loro mandato, cessano dal loro incarico e sono rieleggibili i Signori Consiglieri Franco Bettini, Mario Cotelli, Giovanni De Censi, Vincenzo Merlino e Flavio Pizzini.
In chiusura della relazione ci è gradito manifestare un sincero apprezzamento verso tutti coloro che hanno operato con il Credito Valtellinese nel 1998, condividendo - nei rispettivi compiti e livelli di competenza - impegno, lavoro e risultati. Con espressioni di deferente ossequio manifestiamo anzitutto i nostri sentimenti di apprezzamento e stima al Governatore, ai Componenti il Direttorio della Banca d'Italia e - in particolare - ai Dirigenti e Funzionari dei Servizi Centrali e ai Direttori delle sedi di Sondrio, Como, Lecco e Varese, che hanno seguito l'attività della Banca con attenta e qualificata professionalità. Con riguardo agli organismi centrali della categoria di appartenenza della Banca, esprimiamo la nostra gratitudine ed apprezzamento all'Istituto Centrale delle Banche Popolari, all'Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, a Centrobanca, ad Euros e a Centrosim. Per la cortesia e la disponibilità sempre riservateci ricordiamo la Commissione Nazionale per la Società e la Borsa ed il Consiglio di Borsa, l'Ufficio Italiano Cambi e l'Associazione Bancaria Italiana, che con la loro insostituibile attività assicurano al mercato le condizioni per una ordinata gestione e rendono quindi possibile un'operatività improntata alla trasparenza, all'efficienza e alla soddisfazione della clientela. Il loro impegno e la loro disponibilità rappresentano per il Credito Valtellinese un qualificato supporto ed un prezioso riferimento. Salutiamo i Rappresentanti delle Fondazioni Lambriana e della Società Cattolica di Assicurazione che, con il Credito Valtellinese, detengono il capitale del Credito Artigiano. Allo stesso modo, salutiamo i Rappresentanti del Gruppo svizzero Julius Bär, che unitamente al Credito Valtellinese, al Credito Artigiano e alla Società Cattolica di Assicurazione detengono il capitale di Bancaperta. Vogliamo inoltre esprimere il nostro sincero ringraziamento all'Amministratore Delegato Giovanni De Censi e ai Condirettori Generali Renato Bartesaghi e Gino Del Marco; ai Dirigenti, ai Funzionari ed a tutto il Personale della Banca e delle società del Gruppo bancario Credito Valtellinese inviamo un'espressione di sincera gratitudine: l'impegno da loro profuso e la costante dedizione dimostrata hanno permesso di conseguire gli importanti traguardi gestionali ricordati. Salutiamo i clienti, gli amici e, soprattutto, i Soci della Banca, ai quali rinnoviamo il nostro ringraziamento per la fiducia accordata, assicurando il nostro impegno per lo sviluppo della Banca nel contestuale mantenimento dei requisiti di solidità, efficienza e redditività. Infine, auguriamo a tutti un 1999 sereno e laborioso, all'insegna della salute, della felicità e del successo.
Scenario internazionale e nazionale La crisi finanziaria scoppiata in Asia a metà del 1997 ed estesasi a livello globale ha fatto sentire i propri effetti sull'economia internazionale, europea ed italiana. Negli Stati Uniti la crescita del prodotto e dell'occupazione prosegue in condizioni di stabilità monetaria. E' proceduto in forma sostenuta il fenomeno di aumento degli investimenti, così come si è confermata la sistematica carenza di risparmio - ma il Paese è stato in grado di attrarne dal resto del mondo in misura adeguata a finanziare gli investimenti. In Giappone l'attività produttiva e gli investimenti sono calati, a fronte di una diminuzione del livello dei prezzi e di una bilancia dei pagamenti correnti che registra surplus crescenti; le autorità di quel Paese hanno assunto espliciti impegni in direzione di uno stimolo della domanda interna attraverso misure di espansione fiscale. Il piano teso a garantire la solvibilità del sistema bancario conferisce solidità allo yen, ma solleva preoccupazioni relativamente al raggiungimento dell'obiettivo di risanamento dei conti bancari in assenza di una ripresa dell'attività economica.
Le condizioni economiche dei Paesi dell'Unione Europea si sono rivelate favorevoli per tutto il 1998, con una crescita del PIL reale pari al 2,9% nonostante le turbolenze che hanno caratterizzato i mercati finanziari a causa della crisi dei Paesi emergenti e della situazione economica fortemente recessiva del Giappone. Il tasso di inflazione europeo, grazie anche al processo di convergenza in atto tra i Paesi dell'area-euro, si è fermato nel 1998 all'1,8% - stesso livello dell'anno precedente. Un trend moderatamente positivo ha riguardato l'occupazione, con una lieve diminuzione complessiva del tasso di disoccupazione pari al 10,6% a fine anno (-0,6%). Sotto il profilo della crescita, la stessa si è maggiormente concentrata nella prima metà del 1998, in cui le economie europee sono riuscite a contenere gli effetti negativi delle crisi finanziarie dei mercati asiatici; nella seconda metà dell'anno, invece, a seguito del perseguire degli squilibri esistenti e per l'aggravarsi della situazione russa si sono registrate ripercussioni negative anche nei Paesi europei, causate dall'esistenza di forti esposizioni finanziarie e commerciali. Il cammino verso l'integrazione europea è proseguito senza interruzioni ed è stato possibile rispettare il termine del 1° gennaio 1999 come "data di nascita" dell'euro. Questo evento costituisce il coronamento del processo di costruzione europea, che dura ormai da quasi 50 anni e rappresenta probabilmente la principale innovazione istituzionale del periodo post-bellico. Si riduce così la sovranità degli stati nazionali e cresce quella della Unione Europea nel suo insieme: tutti gli operatori, pubblici e privati, vengono sottoposti a maggiore concorrenza, unita al superamento dei rischi di cambio e ad un mercato dei fattori della produzione che progressivamente si omogeneizza. La transizione verso la terza fase dell'Unione Monetaria Europea e l'introduzione dell'euro agiscono in congiunzione con altri fattori fondamentali quali i cambiamenti tecnologici, il consolidamento del sistema bancario (attraverso una razionalizzazione dei costi e la ricerca di economie di scala e di scopo), la globalizzazione (a livello non solo europeo ma mondiale) e la diversificazione (nel settore ad esempio della banca-assicurazione e delle gestioni patrimoniali). Con la moneta unica europea il processo di integrazione economica del continente compie un salto di qualità. L'euro non si configura solo come un fattore di semplicità e trasparenza, una moneta potenzialmente forte e stabile e un presupposto per una crescita sostenuta dell'economia e della produzione; esso rappresenta una nuova scala di valori e non solo una moneta - costituisce soprattutto un nuovo scenario, un cambio di orizzonte e di prospettiva. In termini semplici, realmente di fondo, la nuova realtà sollecita e sospinge le imprese, bancarie e non, ad interrogarsi sulla propria natura e sul ruolo - valutato in primo luogo dal punto di vista del posizionamento competitivo - che intendono esprimere in un mercato molto più ampio. Nei mercati della clientela, il processo di unificazione monetaria europea non porta ad un mercato uniforme nella zona euro bensì a mercati finanziari regionali che non sono più definiti dai confini nazionali e dalla divisa domestica, bensì dalla prossimità geografica, culturale e linguistica. I mercati finanziari europei hanno intrapreso una fase di forte crescita nel corso del 1998, che si è interrotta soltanto nei primi mesi dell'autunno allorchè il diffondersi di aspettative pessimistiche sulla persistenza della crisi asiatica e sulla capacità delle economie europee di rimanere isolate da tali crisi e dalla recessione in atto in Giappone hanno condotto ad una maggiore avversità al rischio da parte degli investitori e ad una diminuzione della fiducia nei mercati da parte degli operatori. Ne è seguita una breve ma intensa recessione sui principali mercati azionari; vi sono stati tuttavia alcuni segnali di un'inversione di tendenza, in concomitanza con l'avvio di una fase di politica monetaria espansiva nei principali Paesi, resa possibile dall'esistenza di aspettative inflazionistiche piuttosto basse nella maggior parte dei Paesi industrializzati, ed in particolare nei Paesi dell'area-euro, in cui si è avuta una significativa convergenza verso il basso dei tassi di interesse a breve termine. Tuttavia, negli ultimi mesi del 1998 non erano ancora state recuperate le condizioni dei mercati azionari che si erano verificate all'inizio dell'anno. La moneta unica, l'ìntegrazione dei mercati finanziari e reali e il progresso tecnologico stanno trasformando completamente l'ambiente in cui le imprese europee si trovano ogni giorno a competere. Risulta sempre più decisivo e complesso il governo di un flusso di informazioni che necessitano di essere recepite ed interpretate correttamente, ma si presentano ab origine frammentate e spesso tra loro discordanti; la velocità del mutamento si fa frenetica: in un mondo in cui il capitale è disponibile ovunque su scala planetaria con costi contenuti e in cui grazie ai moderni mezzi di trasporto la localizzazione delle materie prime perde di significato, buona parte delle barriere tradizionali all'entrata nei vari settori economici vengono a crollare: si riducono in maniera drastica le fonti che possono dare origine a un vantaggio competitivo durevole e tra di esse primeggia ora sempre più la velocità di esecuzione e di risposta ai mutamenti del mercato. Le sfide del nuovo millennio - concentrazione del mercato, incremento di competitività ed euro - richiedono capacità innovativa e managerialità diffusa, al fine di garantire soluzioni innovative e qualitativamente affidabili che consentano di rafforzare ulteriormente la partnership con la clientela. In questo quadro, la maggior parte dei cambiamenti del sistema bancario italiano deriva dalla convinzione che la redditività decrescente dei prodotti tradizionali non è il risultato di mutamenti ciclici, ma di una tendenza secolare. Gli ultimi anni hanno evidenziato con chiarezza la difficile, ulteriore sostenibilità di un sistema in cui il capitale esercita un predominio su tutti gli altri fattori - di fatto, oggi la riduzione dei deficit pubblici e la globalizzazione dei mercati finanzari hanno reso il denaro disponibile ovunque in qualunque quantità e a costi mai così bassi. Il nuovo paradigma sembra favorire il nuovo fattore di produzione prezioso per eccellenza: le risorse intellettuali - basti pensare ai settori dell'industria che più si svilupperanno nel XXI secolo: microelettronica, biotecnologie, nuovi materiali, telecomunicazioni, aeronautica civile, robotica, hardware e software (tutte industrie ad alto contenuto di energie intellettuali). Se la trasformazione che stiamo vivendo effettivamente porta a questo nuovo paradigma, il motore dell'economia sarà sempre più l'istruzione, i paesi non si divideranno più tra ricchi e poveri di capitale ma tra ricchi e poveri di risorse umane creative e preparate. Il fenomeno veramente nuovo di questo scorcio di fine secolo è la globalizzazione dell'informazione - Internet. Si tratta di una dinamica che ha invaso l'Europa ed il mondo ad una velocità inattesa e che consente l'accesso diffuso all'informazione a condizioni di rapidità ed economia mai viste prima. In parallelo, la concorrenza e l'offerta cambiano la propria natura e ciascun operatore dell'economia e della società si trova a fare i conti con la ricerca di una propria, nuova identità distintiva. L'avvenimento principale del 1998 per l'economia italiana è stato il completamento del processo di entrata nell'Unione Monetaria Europea, che si è concretizzato nel mese di maggio con la verifica dei parametri richiesti dal Trattato di Maastricht e che è poi continuato con l'introduzione della moneta unica al termine dell'anno. Il processo di integrazione europea si è inserito per l'Italia in una situazione congiunturale abbastanza favorevole: il tasso di inflazione, aiutato dalla diminuzione dei prezzi all'importazione e dalla stabilità dei prezzi alla produzione, è rimasto in linea con le aspettative (+1,8% sul 1997) nonostante vi sia stata nel corso dell'anno una crescita delle aliquote IVA; i tassi di interesse nominali e reali sono diminuiti; il tasso ufficiale di sconto è significativamente calato, in linea con il completamento del sentiero di convergenza con i principali Paesi europei. La riduzione degli oneri per interessi ha permesso di contenere il debito pubblico, ma la crescita del Prodotto Interno Lordo si è stabilizzata all'1,5% (un livello nettamente inferiore alla media dell'Unione europea); lo stallo dell'economia italiana è stato causato in parte dagli effetti della crisi asiatica attraverso una diminuzione delle esportazioni ed un aumento delle importazioni, cui si deve aggiungere l'effetto combinato della lenta crescita del reddito disponibile e del calo dei consumi privati, in parte dovuto alla cessazione degli incentivi statali per l'acquisto di automobili. In questo quadro globale, le condizioni del mercato del lavoro sono rimaste sostanzialmente simili all'anno precedente mostrando nel corso del 1998 soltanto alcuni segnali di miglioramento: l'occupazione è cresciuta nel settore dei servizi e per quanto concerne la componente femminile e giovanile nelle regioni meridionali, cui va però aggiunto un calo degli occupati nel settore industriale, a conferma del processo di terziarizzazione in atto da lungo tempo nell'economia italiana. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile per tutto l'anno al di sopra del 12% e i forti differenziali regionali esistenti hanno continuato a mantenersi. Dal 1° luglio u.s. è in vigore il nuovo Testo unico della finanza, che in 216 articoli ridefinisce la normativa degli intermediari finanziari e dei servizi di investimento, disciplina i mercati e il governo delle imprese e ridefinisce le sanzioni penali. La riforma, che costituisce una tappa importante per garantire all'Italia la partecipazione al processo di globalizzazione dei mercati e rappresenta la conseguenza naturale (in termini di regole e trasparenza del mercato) dell'adesione alla moneta unica, rivede e disciplina in profondità vari aspetti della vita societaria e non: prevede l'esercizio dell'Opa totalitaria e dell'Opa preventiva, stabilendo soglie e deroghe precise; corregge lo strumento dei patti parasociali e delle deleghe di voto; ridefinisce il reato di insider trading (punendo l'abuso di informazioni privilegiate) e rinvia agli statuti delle singole società la facoltà di definire le caratteristiche e i privilegi delle azioni di risparmio. Infine, viene introdotta la figura del gestore unico del risparmio dei gruppi bancari, assicurativi e finanziari che possono governare contestualmente fondi comuni e gestioni patrimoniali individuali. I tassi di rendimento dei Buoni del Tesoro hanno raggiunto nel corso dell'anno i loro minimi storici - a parte una leggera ripresa nel primo periodo dell'autunno, dovuta principalmente alle incertezze presenti sui mercati finanziari sul perdurare della crisi nei Paesi emergenti. Tuttavia, verso la fine dell'anno il differenziale con i buoni tedeschi si era assestato intorno a 30 punti base. Nel corso del 1998 il tasso ufficiale di sconto è significativamente diminuito di mezzo punto in aprile, di un punto percentuale in ottobre; al termine dell'anno in previsione dell'entrata in vigore della moneta unica, il differenziale esistente con i principali Paesi europei è stato colmato, portando il tasso di sconto italiano al 3%. La decisione sul costo del denaro si è affiancata ad altre due mosse tecniche: il tasso sulle anticipazioni a scadenza fissa passa dal 5,50% al 4,50%; è scesa dal 6% al 2,5% l'aliquota massima della riserva obbligatoria - la sua remunerazione è calata dal 4% al 3,5%. L'economia lombarda nel 1998 ha evidenziato una dinamica erratica rendendo difficile il compito di formulare una valutazione generale dell'andamento annuale. In particolare si può individuare nella prima parte dell'anno una fase espansiva della produzione che si è tradotta, anche se con un certo ritardo, sull'occupazione. Il settore che ha guidato questa espansione è stato quello dei servizi (grazie all'uso estensivo dell'outsourcing da parte di imprese di ogni dimensione) che vede sempre più crescere il proprio peso all'interno di un'economia, come quella lombarda, che più di altre aree del paese segue le tendenze internazionali. Le crisi asiatiche e della Russia hanno invece provocato un rallentamento nella corso dell'anno influendo in modo diretto sulle esportazioni e più in generale, tramite l'instabilità sui mercati finanziari, su tutto il sistema economico. Province di Sondrio, Lecco, Como e Varese In provincia di Sondrio il processo di terziarizzazione evidenziato nelle altre province lombarde sembrerebbe procedere con minore velocità. Vi è un calo deciso di alcuni settori - fra cui il tessile, la chimica, l'estrattivo e l'alimentare, quest'ultimo in netta controtendenza con il resto della regione ove tale settore manifesta una decisa crescita, - ed una flessione di carta, meccanica ed elettrica-elettronica. Crescono invece il comparto del legno, della plastica, dei minerali non metalliferi, ed i comparti energetici. Il settore edilizio, già sovradimensionato rispetto alla media regionale appare sostanzialmente stabile. Per quanto riguarda il comparto dei servizi esso sembra generalmente seguire le dinamiche regionali ad eccezione di due sub-comparti ove è da segnalare il mancato declino del settore creditizio - per la tenuta dei due gruppi bancari locali - ed il mancato decollo del settore dei servizi alla persona che potrebbe essere invece imputato ad una forte presenza del volontariato informale ed a una permanenza di una concezione tradizionale di società in cui questa sfera è ancora gestita in massima parte dalle strutture familiari. La provincia di Lecco evidenzia una deindustrializzazione più pronunciata con la rilevante eccezione di alcuni comparti (gomma e plastica, minerali non metalliferi e soprattutto il polo settoriale metalmeccanico composto da: macchine e mezzi di trasporto, macchine elettriche ed elettroniche). Per quanto riguarda il settore dei servizi, Lecco non sembra discostarsi dai comportamenti medi regionali, se si esclude la netta contrazione registrata nel settore bancario che può essere messa in relazione con la fase di razionalizzazione legata alla acquisizione di banche locali da parte di operatori nazionali ed esteri. Una situazione simile alla precedente è mostrata dalla provincia di Como dove si evidenzia un diffuso calo dell'industria - esteso al comparto del tessile abbigliamento (settore molto rilevante per l'area) - rispetto a cui appaiono in contro tendenza soltanto i settori energetici/estrattivi, la chimica, le macchine elettriche ed elettroniche. Questa dinamica è accompagnata da una crescita di tutti i servizi tranne il commercio ed il credito. In un certo senso si potrebbe allora parlare di una trasformazione della struttura produttiva della provincia che si sposta verso settori potenzialmente più dinamici della manifattura e verso i servizi. Varese ha mostrato negli ultimi due anni una tendenza alla deindustrializzazione (con la sola eccezione del settore edile, del comparto energetico e dell'industria chimica. Quest'ultima, produzione è trainata dalla presenza tradizionale di un sistema di PMI specializzate nella lavorazione delle materie plastiche) ed una effervescenza imprenditoriale nel macrocomparto dei servizi al cui interno cala l'importanza del commercio (come nel resto della regione) ma crescono i servizi legati al turismo, le assicurazioni, i servizi alle persone e, in modo particolarmente rilevante, i settori del trasporti e dei servizi alle imprese. Partecipazioni detenute nel Credito Valtellinese e nelle società controllate Le partecipazioni detenute nel Credito Valtellinese e nelle società controllate da parte degli amministratori e dai sindaci, nonché dai coniugi non legalmente separati e dai figli minori, direttamente o per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persona, sono riassunte nel seguente prospetto:
Attività bancaria e creditizia Il sistema bancario italiano è rimasto nel corso del 1998 sostanzialmente indenne dall'ondata di instabilità provocata dalla crisi finanziaria internazionale grazie in primo luogo al buon grado di capitalizzazione complessiva, alla limitata esposizione verso le economie emergenti ed all'attenta attività di vigilanza della Banca d'Italia. La completa apertura dei mercati bancari e finanziari verso l'Europa ha portato a un ingresso nel nostro mercato di numerosi operatori esteri, che offrono servizi innovativi sia per quanto concerne il finanziamento delle imprese, sia per la gestione del risparmio, mentre appare ancora limitata la capacità degli intermediari italiani di offrire nuovi servizi negli altri paesi europei. E' inoltre proceduto con rapidità il processo di privatizzazione del sistema: la quota di capitale pubblico è passata da circa il 60% alla fine del 1993 al 25% e tende ad abbassarsi ulteriormente in virtù di alcune operazioni in via di realizzazione. A livello microeconomico - accanto alla necessità che l'accordo quadro del 28 febbraio 1998 trovi attuazione - permangono immutate le esigenze di innovazione dei modelli organizzativi, indispensabili per gestire gli istituti di credito in modo più moderno e flessibile.
Anche nell'era della globalizzazione e di Internet un'attività creditizia rivolta in primo luogo alle piccole e medie imprese ed alle famiglie, favorendo così agenzie locali che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo economico di una regione e di un Paese, mantiene una sua attualità e vivacità non solo ideale. L'esperienza del sistema delle banche popolari italiane mostra con evidenza come sia possibile associare un sistema bancario competitivo a opzioni mutualistiche al servizio del bene comune. La dimostrazione più chiara di questo assunto è che lo sviluppo dell'intermediazione creditizia delle banche popolari nell'anno appena trascorso è stato notevolmente superiore a quello del sistema (gli impieghi sono cresciuti del 9,3%, la provvista del 4,8% e il rapporto sofferenze/impieghi è risultato pari al 7,2%).
Il 1998 è stato caratterizzato da evoluzioni divergenti degli aggregati bancari. Alla dinamica vivace ed in accelerazione degli impieghi ha fatto infatti riscontro il sensibile rallentamento della provvista complessiva del sistema - come conseguenza in primo luogo del consolidarsi di alcuni mutamenti strutturali del sistema finanziario che hanno trovato compimento nell'adesione dell'Italia alla terza fase dell'Unione Monetaria Europea. Le risultanze dell'attività di intermediazione corrispondono ad un nuovo quadro operativo, caratterizzato da rendimenti ai livelli più bassi degli ultimi decenni, da nuove regole di politica monetaria che comportano tra l'altro la quasi completa eliminazione della riserva obbligatoria e da nuove tendenze nell'allocazione del risparmio finanziario.
La provvista complessiva del sistema è cresciuta nel corso del 1998 del 3% circa - le componenti più dinamiche dell'aggregato sono state i conti correnti per il segmento a breve e le obbligazioni per quanto riguarda il medio e lungo termine.
Gli impieghi bancari - al netto delle sofferenze - sono aumentati del 6,1%, con un'incidenza della componente in lire superiore al 90%. Sul loro sviluppo sembrano essersi attenuati gli effetti dell'aumento del margine operativo delle imprese e del conseguente maggiore ricorso all'autofinanziamento.
L'evoluzione delle sofferenze, pur non presentando i dati positivi osservati nel 1997 (connessi peraltro ad operazioni straordinarie), è stata significativamente contenuta, con incrementi nell'ordine del 5%. L'andamento del grado di rischiosità (rapporto tra sofferenze ed impieghi) si aggira a fine anno intorno al 10,3%.
Tra le disposizioni emanate dal Ministro del Tesoro per regolare l'attività delle banche e degli altri intermediari finanziari, le più significative hanno riguardato l'aggiornamento della disciplina dei requisiti di onorabilità e professionalità dei componenti i massimi organi aziendali. Risulta rilevante anche l'approvazione definitiva dello statuto e del regolamento del Fondo nazionale di garanzia dei crediti pregressi verso SIM, che costituisce lo strumento per tutelare i privati investitori dall'instabilità delle società d'intermediazione. Con riguardo agli interventi normativi della Banca d'Italia, si ricordano le seguenti tematiche di riferimento:
Nuova disciplina sulla tassazione delle rendite finanziarie - D.l. 461/97 La nuova normativa che regola la tassazione delle rendite finanziarie, entrata in vigore il 1° luglio 1998, presenta tre novità fondamentali: 1) mentre fino ad oggi venivano tassati solo le cedole, gli interessi e i dividendi derivanti dagli investimenti, con la riforma sono tassati anche i capital gain (differenza tra i prezzi di vendita e di acquisto dei titoli); 2) tutti questi redditi, con l'eccezione degli interessi sui conti correnti, sui depositi a risparmio e sui certificati di deposito - che continueranno a pagare il 27% - vengono tassati con un'unica aliquota del 12,5%; 3) è possibile scegliere tra diversi regimi di tassazione: il "regime del Risparmio Gestito", il "regime del Risparmio Amministrato" e il "regime della Dichiarazione dei Redditi".
Codice di Autodisciplina degli Intermediari Nel corso dell'anno l'Associazione Bancaria Italiana ha adottato il "Codice di Autodisciplina degli Intermediari", che si articola in 4 sezioni ove sono disciplinati il comportamento degli esponenti aziendali (particolare attenzione viene prestata agli obblighi di riservatezza dei predetti soggetti riguardo alle informazioni di carattere confidenziale acquisite in ragione delle loro funzioni; viene inoltre confermato il divieto per gli esponenti aziendali di usare informazioni confidenziali per effettuare operazioni personali anche qualora ciò non integri fattispecie assimilabili all'insider trading o che diano luogo a conflitti di interessi), l'organizzazione interna (con riferimento essenziale al trattamento delle informazioni confidenziali, ai controlli interni ed alla formazione dei dipendenti e collaboratori), i rapporti con gli investitori (due principi fondamentali al proposito: l'intermediario deve tenere a disposizione della clientela adeguata documentazione illustrativa dei servizi prestati; il personale incaricato deve fornire adeguate informazioni agli investitori circa le operazioni ed i servizi offerti) e le norme di attuazione e finali.
Una delle conseguenze della crisi finanziaria internazionale dell'estate scorsa è che ha definito con maggiore chiarezza le tendenze che domineranno il processo di riorganizzazione del sistema bancario europeo ed italiano. Non tutti gli intermediari potranno operare a 360° gradi e, soprattutto, essere ovunque. Tutto e ovunque potrà essere fatto dalle banche globali (global players), poi ci saranno le banche regionali (macroregionali: europee, nordamericane ed asiatiche) e le banche nazionali e locali. La definizione strategica della propria collocazione in una di queste categorie è una delle linee guida per lo sviluppo di ciascun istituto - e la dimensione, all'interno di questa collocazione strategica fortemente influenzata dall'affermarsi dell'euro, non sarà l'elemento fondamentale. In questo quadro, essere globali conta se e in quanto consente di servire quella quota di clientela - non necessariamente così ampia - che ha globalizzato i propri interessi. La battaglia della sopravvivenza e della crescita sul mercato bancario non si combatte solo sul fronte delle acquisizioni e fusioni. Una delle maggiori preoccupazioni degli istituti di credito del 2000 consisterà nel mantenere ed accrescere la fidelizzazione del cliente, coniugando al contempo il duplice obiettivo di ridurre ulteriormente i costi operativi e di definire strutture organizzative realmente flessibili e snelle. La posizione competitiva nello scenario futuro del settore dipenderà peraltro in modo sostanziale dalla capacità di sviluppare nuovi prodotti e canali distributivi innovativi ad una velocità maggiore di quanto non sia avvenuto sinora; infatti, anche nel retail banking la concorrenza va intensificandosi e solo nuovi livelli di servizi alla clientela possono procurare vantaggi competitivi. Gli operatori dovranno così concentrarsi nei prossimi anni su tre corsi d'azione fondamentali: approfondimento della conoscenza della clientela, sviluppo dei canali distributivi di nuova generazione (in primo luogo Internet) e crescita di una cultura focalizzata alle esigenze del singolo cliente. Tutti gli operatori finanziari dovranno essere in grado di offrire ai propri clienti l'accesso ad una rete bancaria globale; occorreranno investimenti molto sostanziosi in tecnologia, adattando e rendendo complementari e non tra loro alternativi i canali di distribuzione consueti dei prodotti e servizi bancari - lo sportello tradizionale - con i modelli di banca telefonica e via Internet. Ristrutturazioni e destrutturazioni si accompagneranno all'intensificarsi della concorrenza - sia su scala locale che globale - e al forte ampliamento nella dimensione del mercato, che da nazionale diviene europeo di pari passo con il progressivo, irreversibile affermarsi della moneta unica europea. Infine, a fianco della poderosa forza di cambiamento della tecnologia dell'informazione, le stesse barriere all'entrata nel settore bancario tenderanno a sfumare, tramite in particolare l'ingresso della distribuzione commerciale nel settore dell'intermediazione, e viceversa.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Sondrio, 16 marzo 1999 |
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