Bilancio 1998

RELAZIONI E BILANCIO CONSOLIDATO 1998

RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE DEL GRUPPO

Signori Soci, il Credito Valtellinese - in qualità di Capogruppo del Gruppo bancario omonimo, iscritto in data 16 giugno 1992 nell'albo costituito presso la Banca d'Italia, numero d'identificazione 5216.7 - è soggetto alla presentazione del bilancio consolidato.

Il contesto generale nel quale il Gruppo bancario Credito Valtellinese si è trovato ad operare nel corso del 1998 è già stato illustrato nella relazione sull'andamento della gestione della Capogruppo.

Il Gruppo è composto al 31 dicembre 1998 da cinque soggetti bancari e da tre società operative costituite allo scopo di decentrare alcune funzioni di carattere strumentale e collaterale all'attività bancaria, per ragioni di maggiore efficienza e secondo criteri di più elevata specializzazione.

Le società che fanno parte del Gruppo bancario Credito Valtellinese sono, oltre la controllante:

  • Credito Artigiano S.p.A.: banca con capitale sociale di L. 62,5 miliardi (partecipazione diretta della banca Capogruppo: 84,76%). La società è entrata a far parte del Gruppo il 7 febbraio 1995;

  • Bancaperta S.p.A.: società risultante dalla "trasformazione" in banca della controllata Technoleasing Italiana S.p.A., già operante nel settore della locazione finanziaria, con capitale sociale di L. 50 miliardi (partecipazione diretta della banca Capogruppo: 60%);

  • Banca Popolare di Rho: banca con capitale sociale di L. 31 miliardi (partecipazione diretta della banca Capogruppo: 47,88%). La società è entrata a far parte del Gruppo il 18 marzo 1998;

  • Banca Popolare Santa Venera: banca con capitale sociale di L. 3,8 miliardi (partecipazione diretta della banca Capogruppo: 51,17%). La Società è entrata a far parte del Gruppo il 2 luglio 1998.

  • Bankadati Servizi Informatici S.p.A.: società operante nel campo dell'automazione bancaria, con capitale sociale di L. 5 miliardi (partecipazione diretta della banca Capogruppo: 80%);

  • Deltas S.p.A.: società delegata a svolgere il ruolo di supporto alla Capogruppo nell'attività di governo, coordinamento e controllo del Gruppo, con capitale sociale di L. 200 milioni (partecipazione diretta della banca Capogruppo: 50%);

  • Stelline Servizi Immobiliari S.p.A.: società operante nel campo della gestione degli immobili, con capitale sociale di L. 5 miliardi (partecipazione diretta della banca Capogruppo: 80%).

I bilanci delle società richiamate sono consolidati con quelli della Banca Credito Valtellinese in base al metodo integrale, ad esclusione del conto economico della Banca Popolare Santa Venera, società per la quale è stata considerata la quota di utile netto rapportata alla percentuale di possesso precedente all'acquisto.

La partecipazione nella Ripoval S.p.A., concessionaria per la provincia di Sondrio del servizio di riscossione dei tributi, con sede in Sondrio, di cui la Banca possiede il 50% del capitale sociale di 2 miliardi, è stata valutata con il metodo del patrimonio netto.

Nel corso del 1998 sono state acquisite partecipazioni maggioritarie nella Banca Popolare di Rho, nella Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio e nella Banca Popolare Santa Venera.

La partecipazione nella Banca Popolare di Rho era a fine anno pari al 47,88% in virtù dell'atto di fusione per incorporazione della Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio S.c. a r.l. nella Banca Popolare di Rho S.p.A., con effetto dal 1° ottobre 1998. L'operazione è avvenuta mediante aumento di capitale da parte dell'incorporante da L. 28.199.420.000 a L. 31.067.040.000 con emissione di n. 286.762 azioni da nominali L. 10.000, godimento 1° gennaio 1998, assegnate in concambio ai Soci della società incorporanda. Conseguentemente la partecipazione della banca Capogruppo nel capitale della Banca Popolare di Rho è passata dal 52,75% al 47,88%. In relazione all'offerta pubblica promossa dal Credito Valtellinese sul 60% delle azioni detenute dai vecchi Soci della Banca Popolare di Rho, la partecipazione della Capogruppo nella predetta banca si riporterà al di sopra del 50%.

Metodi di consolidamento

Il valore contabile delle partecipazioni in società i cui bilanci vengono consolidati con il metodo del consolidamento integrale, è stato eliminato mediante annullamento, in contropartita, dei patrimoni netti delle società stesse.

Le partite di credito e debito e di spese e rendite inerenti ad operazioni intercorse fra le società incluse nell'area di consolidamento sono state eliminate.

Gli utili emergenti da operazioni fra le società incluse nell'area di consolidamento, che non si siano realizzate con operazioni con terzi, sono stati eliminati.

Le quote di patrimonio netto e del risultato economico delle società consolidate integralmente di competenza di azionisti terzi sono state iscritte in apposite voci del passivo e del conto economico.

Principi contabili

I principi contabili adottati per la redazione del bilancio consolidato sono coerenti con quelli utilizzati per la redazione del bilancio della Capogruppo.


Andamento delle società partecipate

Credito Artigiano

La dinamica della raccolta diretta nel corso dell'esercizio si è sempre mantenuta positiva e a fine anno si presenta ad un livello pari a 3.563 miliardi contro i 3.417 del 1997, facendo registrare un incremento del 4,3%. La raccolta ordinaria è cresciuta del 16,3% - da 2.033 a 2.364 miliardi; i pronti contro termine si sono posizionati a 264 miliardi rispetto ai 618 di fine 1997 (-57,4%); i prestiti obbligazionari, comprensivi anche di quelli "subordinati", crescono da 765 a 935 miliardi (+22%).

Per quanto attiene alla raccolta indiretta, l'aggregato è cresciuto su base annua di oltre 1.100 miliardi (+25,5%), passando dai 4.382 miliardi del 1997 ai 5.500 del 1998.

La massa dei titoli a custodia ed amministrazione si è incrementata del 16,3%, passando da 3.065 miliardi a 3.564 miliardi; le Gestioni Patrimoniali hanno registrato una crescita particolarmente rilevante, salendo da 1.317 a 1.936 miliardi (+47%).

La massa amministrata, nelle sue componenti dirette e indirette, ha superato i 9.063 miliardi contro i 7.799 del 1997, con un progresso di quasi 1.300 miliardi, che in termini percentuali rappresenta una crescita del 16,2%.

L'ammontare globale dei crediti a clientela, comprensivo di sofferenze e pronti contro termine con controparti finanziarie ma al netto delle previsioni di perdita, è pari a 2.286 miliardi a fronte dei 1.993 del 1997 (+14,7%). Il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi complessivi si attesta intorno al 2,15%.

Nel corso dell'anno si è verificato un incremento di Lire 48.612 milioni del Capitale Sociale che è passato da 13.888 a 62.500 milioni. Detto aumento è correlato all'esercizio integrale dei warrant assegnati ai Soci all'atto dell'emissione del prestito obbligazionario "Credito Artigiano 1996-2001 subordinato cum warrant" rimborsato anticipatamente il 31 gennaio 1998. Il patrimonio alla fine dell'esercizio, dopo l'accantonamento di 7,5 miliardi a Fondo Rischi Bancari Generali, ammonta a circa 288 miliardi (+24,8% rispetto all'anno precedente). Detto aggregato, che ai fini della determinazione del Patrimonio di Vigilanza viene aumentato della quota computabile dei Prestiti Obbligazionari Subordinati emessi nel 1996 e nel 1998 e viene decurtato dall'avviamento pagato per l'acquisizione degli sportelli dalla Capogruppo nel 1997, garantisce il pieno rispetto dei Requisiti Patrimoniali imposti dalla normativa.

Il margine di interesse dell'esercizio 1998 (voce 10, 20 e 30 del conto economico) - pari a 126,3 miliardi contro i 114,4 miliardi del 1997 (+10,4%), è stato positivamente influenzato dalla descritta crescita dei volumi intermediati sia sul versante degli impieghi che su quello della raccolta, ma soprattutto dall'attenta gestione della "forbice" tra i tassi attivi e passivi, particolarmente significativa in un periodo di forte contrazione dei rendimenti di mercato.

Ancora più positivo è l'andamento delle commissioni attive (voce 40) che, sommate agli altri proventi di gestione (voce 70) sono cresciute del 43,6% rispetto al 1997, passando da 62,8 a 90,2 miliardi. Il margine da operazioni finanziarie (voce 60), somma algebrica di utili da negoziazione titoli, utili da negoziazione cambi e risultato della valutazione del portafoglio di proprietà, presenta una crescita del 67%, passando dai 20 miliardi del 1997 ai 33,2 del 1998. In tale aggregato, in relazione al cambiamento di criterio di valutazione rispetto ai precedenti esercizi, sono comprese per la prima volta anche le plusvalenze sui titoli quotati che sono pari a 20,6 miliardi a cui si sommano algebricamente 4,2 miliardi di minusvalenze.

Il margine di intermediazione, sommatoria delle voci ora commentate e indicatore di sintesi dei ricavi della Banca, si attesta intorno ai 235,2 miliardi, facendo segnare un incremento del 27,3% rispetto al dato del 1997. Passando ad analizzare il comparto dei costi di gestione - spese amministrative e ammortamenti (voce 80 e voce 90) - va sottolineato che la crescita percentuale annua, pari al 3,7%, è significativamente inferiore a quella del comparto dei ricavi. Il valore complessivo passa dai 164 miliardi del 1997 ai 170 del 1998; nel dettaglio possiamo notare che il "costo del personale" cresce dell'1% - da 76,9 a 77,7 miliardi - le "altre spese amministrative" dell'8% - da 66,4 a 71,7 miliardi - mentre il comparto delle "rettifiche di valore su immobilizzazioni" rimane pressoché stazionario intorno ai 20,6 miliardi. All'interno di quest'ultima categoria è compreso anche l'ammortamento annuale dell'avviamento pagato in sede di acquisizione del ramo d'azienda dalla Capogruppo nel 1997, pari a L. 6,3 miliardi.

Il risultato di gestione, che scaturisce dalla somma algebrica fra il margine di intermediazione e i costi di gestione, si ragguaglia intorno ai 65,3 miliardi rispetto ai 20,7 del 1997, facendo segnare un incremento del 214%. Gli accantonamenti e le rettifiche (voci 100, 120, 140 e 150), al netto delle riprese di valore (voce 130 e 160), sono diminuiti di circa 1,8 miliardi passando dai 17,4 miliardi del 1997 ai 15,6 del 1998.

L'attività straordinaria si presenta quest'anno con un saldo positivo pari a 1,2 miliardi; a fronte di 1,7 miliardi di oneri straordinari ci sono 2,9 miliardi di proventi straordinari, la cui parte più importante è costituita dal plusvalore realizzato con la cessione di una quota della partecipazione in Bancaperta SpA, pari a 1,5 miliardi. L'utile, al lordo delle imposte e delle variazioni del Fondo Rischi Bancari Generali è pari a 50,8 miliardi, contro i 21,7 del 1997 (+134,1%).

Depurando il risultato lordo dagli oneri fiscali e dall'accantonamento sopra descritto, si determina quindi un utile d'esercizio pari a circa 16,3 miliardi contro i 10,8 dell'esercizio precedente; l'incremento percentuale è pari al 50,4%.


Bancaperta

L'esercizio 1998 ha rivestito una particolare importanza per Bancaperta in quanto significative sono state le modifiche strutturali, organizzative ed operative realizzatesi in corso d'anno - di esse si è data menzione all'interno della Relazione sulla Gestione nella parte relativa all'"Attività del Gruppo Credito Valtellinese".

Le operazioni di locazione finanziaria concluse dall'istituto nell'anno hanno portato alla stipula di 3.711 nuovi contratti per un valore - sostanzialmente invariato - di 260 miliardi; l'aggregato complessivo si attesta a fine '98 a 12.757 contratti per un controvalore di 999 miliardi.

Con riferimento al patrimonio, nella parte finale dell'esercizio il capitale sociale è stato aumentato da 30 a 50 miliardi, con conseguenti positivi riflessi sui quozienti fissati dalla normativa di vigilanza. Tale aumento è stato realizzato attraverso il parziale utilizzo, da parte dei Soci, dei warrant emessi in data 1 agosto 1997 al servizio di un prestito obbligazionario subordinato dell'importo di 60 miliardi.

Al 31.12.1998 la raccolta diretta ammonta a 76,2 miliardi, mentre l'organico complessivo della società passa da 54 unità a 142 a seguito del trasferimento - connesso con l'accentramento della Direzione Finanza di Gruppo in Bancaperta - di 82 nuovi collaboratori provenienti dalle altre banche del Gruppo stesso.

L'utile delle attività ordinarie ammonta a 7,5 miliardi (4,3 miliardi a fine 1997, +74,2%).

Dopo le rilevanti rettifiche di valore su crediti effettuate nel 1997 (per 8,5 miliardi) è stato possibile, quest'anno, contenere tale appostazione in 4 miliardi.

Le rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali e materiali effettuate nell'anno ammontano a 222,4 miliardi; i fondi di ammortamento dei beni in leasing sono coerenti ed adeguati agli ammortamenti calcolati con il metodo finanziario.

Le spese amministrative hanno registrato un incremento del 60% attestandosi globalmente a 23,6 miliardi.

Il notevole incremento della voce commissioni attive - da 887,3 milioni a 16,3 miliardi - è sostanzialmente dovuto ai corrispettivi rivenienti dal mandato con rappresentanza conferito a Bancaperta dal Credito Valtellinese e dal Credito Artigiano nel comparto finanziario.

Il bilancio d'esercizio al 31.12.1998 evidenzia un utile netto di 3,6 miliardi, in linea con il dato di fine 1997.


Banca Popolare di Rho

La Banca Popolare di Rho, che nel corso dell'anno ha aperto tre filiali (due in Rho ed una a Busto Arsizio - la Banca di Credito cooperativo di Busto Arsizio è infatti divenuta una divisione della Banca Popolare di Rho stessa), evidenzia a fine dicembre una raccolta diretta pari a 54,5 miliardi (+81,7%), una raccolta indiretta di 37,6 miliardi (+149%); i crediti verso la clientela ammontavano a 54,2 miliardi (+111,6%).

L'istituto ha registrato un margine di interesse pari a 4,9 miliardi (+96%) ed un ammontare di ricavi da servizi per 735 milioni (+44%). In conseguenza dell'ottenimento degli ottimi risultati sopra menzionati, il margine di intermediazione mostra, rispetto all'anno precedente, una crescita, in termini assoluti, di circa 3 miliardi (+94,4%).

I costi di gestione sono cresciuti del 94,4% in considerazione dello sviluppo dimensionale e qualitativa fatta registrate dalla banca nel corso del 1998.

Il risultato lordo della gestione si è attestato a circa 490 milioni, nonostante il forte incremento delle quote di ammortamento (relative soprattutto alle opere effettuate sugli immobili nei quali sono state aperte le nuove filiali della Banca).

Il risultato dell'attività - calcolato dopo la contabilizzazione di un saldo negativo della gestione straordinaria per circa 165 milioni - evidenzia una perdita di 437,1 milioni; detraendo le imposte determinate e quantificate in 105 milioni, la perdita netta complessiva d'esercizio si determina in 542 milioni.


Banca Popolare Santa Venera

La raccolta diretta passa da 1.330 a 1.258 miliardi (-5,7%), mentre l'aggregato della raccolta indiretta cresce su base annua di 267 miliardi (+54,6%), passando dai 489 miliardi del 1997 a 756 miliardi; analizzando la composizione, si rileva che alla contrazione del volume dei titoli della clientela in deposito e amministrazione (da 392 a 358 miliardi: -8,7%) si è contrapposto un forte incremento dei fondi comuni (da 93 a 288 miliardi: + 209,7%), mentre anche la commercializzazione dei prodotti assicurativi ha segnato un buon aumento (da 4 a 31 miliardi: +775%) e l'inizio dell'attività di vendita delle gestioni patrimoniali ha offerto un buon risultato (79 miliardi).

La somma delle componenti dirette e indirette determina la raccolta totale, che si incrementa del 10,7% raggiungendo 2.014 miliardi contro 1.819 miliardi del 1997.

Nell'esercizio si è espressa una moderata dinamica espansiva dell'aggregato degli impieghi, che cresce del 2,8% passando da 691 miliardi del 1997 a 710 miliardi, mentre le sofferenze lorde, comprensive della quota di interessi, registrano un incremento contenuto (+1,6%).

L'ammontare complessivo delle rettifiche di valore, effettuate con criteri di costante severità, mantiene adeguatamente alto il grado di copertura (53,5%) determinando una consistenza netta dei crediti in sofferenza di 81,3 miliardi che, rispetto al totale degli impieghi, esprime un tasso di rischiosità pari all'11,4% contro l'11,5% del 1997.

Gli impieghi in titoli sono cresciuti nell'anno di 59 miliardi, passando da 251 miliardi del 1997 a 310 miliardi; il portafoglio è costituito per il 68% da titoli a tasso variabile e per il 32% a tasso fisso, con una percentuale di titoli di Stato pari al 33%.

Il Patrimonio, che accoglie l'accantonamento di 1,6 miliardi al Fondo Rischi Bancari Generali di cui diremo più avanti, passa da 186,0 a 187,5 miliardi.

Il risultato economico, ritornato in attivo, dimostra che il deficit reddituale del 1997 aveva scontato fatti straordinari e congiunturali; il superamento della negatività dell'esercizio precedente ha una doppia matrice: il corposo ridimensionamento delle rettifiche sui crediti - anche in virtù della rigorosa e costosa pulizia effettuata proprio nel 1997 - ed un'accettabile performance dei volumi operativi.

Il margine di interesse si è ridotto dello 0,4%. Il consolidarsi di politiche gestionali orientate ad una offerta più ampia e concorrenziale dei servizi ha generato ricavi da commissioni attive ed altri proventi per 26 miliardi, pari ad un incremento annuo del 18%. L'aggregato, che evidenzia una crescente rilevanza nella creazione della redditività, ha iniziato a beneficiare sensibilmente delle commissioni sulla commercializzazione dei prodotti finanziari innovativi.

I profitti da operazioni finanziarie su titoli si incrementano di 1,9 miliardi (pari all'82,3%) e comprendono 993 milioni da plusvalenze su titoli quotati in seguito alla modifica del criterio di valutazione, adottato per l'esigenza di procedere ad una valutazione più coerente con l'evoluzione dei mercati finanziari e del portafoglio titoli della Banca.

Il margine di intermediazione, espressione dei ricavi complessivi della gestione, si attesta a 96,2 miliardi (+5%); l'impegno di ottimizzare l'efficienza tecnico-operativa anche sul versante delle spese ha determinato iniziali effetti sui costi di gestione, che crescono del 3,4%; il valore totale di 75,4 miliardi è costituito per il 52,2% dal costo del personale, per il 36,7% dalle altre spese amministrative, per il 5,2% da imposte e tasse e per il 5,9% da rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali.

Il risultato lordo della gestione, equivalente al saldo fra il margine di intermediazione ed i costi operativi, ammonta pertanto a 20,8 miliardi, con un incremento di 2 miliardi pari al 10,7%. La migliorata qualità dell'attività creditizia si è positivamente riflessa sull'entità delle poste che ne presidiano i rischi. Le rettifiche di valore e gli accantonamenti assommano a 15,7 miliardi contro 26,2 miliardi del 1997, registrando un decremento del 40,1%. La loro incidenza sul risultato della gestione, corretta da riprese di valore pari a 2,3 miliardi, produce un utile lordo di 6,8 miliardi che, raffrontato alla perdita di 5,7 miliardi dell'anno precedente, sottolinea la vitalità della Banca ed un confortante ritorno alla redditività.

Detratti gli oneri fiscali, si determina un utile di esercizio che, al netto di 1,6 miliardi da destinarsi al Fondo Rischi Bancari Generali, risulta pari a 104 milioni.

Bankadati Servizi Informatici


La società presenta un attivo di bilancio di 14,7 miliardi, a fronte di un patrimonio netto di oltre 5 miliardi e di debiti per oltre 6 miliardi. La gestione mantiene un profilo di economicità - i ricavi sono ammontati a 31,5 miliardi, l'utile netto di esercizio a 146,6 milioni.


Stelline Servizi Immobiliari

La società evidenzia un attivo di bilancio di 35,5 miliardi ed un patrimonio netto di 5,6 miliardi. A livello di conto economico, Stelline S.I. registra a fine anno un ammontare di "ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi " pari a 6,6 miliardi e "variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione e finiti" per 10,5 miliardi, che concorrono a definire un utile d'esercizio di 107,9 milioni.

Deltas

Anche nel corso del 1998 Deltas ha posto al servizio delle consociate le specifiche competenze acquisite sulle tematiche di carattere strategico e sulle politiche settoriali del Gruppo bancario Credito Valtellinese, osservando le disposizioni che la banca Capogruppo, nell'esercizio della propria funzione di direzione e coordinamento, emana per l'esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d'Italia nell'interesse della stabilità del Gruppo.

Tra le molteplici iniziative promosse risultano degne di menzione le attività svolte per l'elaborazione di studi, analisi e proposte finalizzate alla progressiva realizzazione degli obiettivi del Piano Strategico 1997-2000 del Gruppo, le cui principali realizzazioni sono esposte nella Relazione sulla Gestione all'interno dell'attività del Gruppo stesso.

L'esercizio 1998 si è chiuso con il conseguimento di un utile di periodo di 141,2 milioni, ottenuto dopo avere effettuato ammortamenti e svalutazioni nella misura di 21,4 milioni e accantonato imposte per 680 milioni.

Il collegamento strategico, operativo e funzionale con le società stesse è stato realizzato anche attraverso la presenza nei rispettivi organi sociali di esponenti del Credito Valtellinese.


Società collegate

Delle partecipazioni in essere, la quota detenuta in Ripoval S.p.A. rientra nell'area della vigilanza informativa su base consolidata.

Nell'anno la società ha registrato riscossioni per 1.059 miliardi, dei quali 46 riferiti a ruoli, 963 concernenti i pagamenti effettuati dai contribuenti mediante versamenti diretti e 50 di I.C.I.. Il numero delle operazioni complessive della società è risultato pari a circa 680.000.

In aggiunta a quanto riportato in questa sede, non vi sono altri fattori particolari da segnalare che abbiano influito sulla situazione del Gruppo e sull'andamento della gestione successivamente al 31 dicembre 1998.

L'andamento degli aggregati economici e patrimoniali posteriore alla chiusura del 1997 è in linea con il trend evidenziato nello stesso anno.

Il prevedibile andamento della gestione a livello consolidato sarà influenzato dal presumibile ingresso nel Gruppo della Cassa San Giacomo; in questo modo cresce il radicamento territoriale della rete di vendita nella Sicilia orientale e sono poste le premesse per approfondire le relazioni con un mercato ad alto potenziale di crescita.


IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Sondrio, 16 marzo 1999


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Banca Popolare di Rho

All'inizio di febbraio dello scorso anno la Banca Popolare di Rho é diventata il quarto Istituto di credito del Gruppo, consentendo un ampliamento del territorio di insediamento in una zona della Lombardia sino ad allora non presidiata e molto dinamica dal punto di vista delle capacità imprenditoriali ivi presenti e di un tessuto economico-sociale dinamico ed articolato.

Nel corso dell'anno l'istituto rhodense ha accresciuto la propria rete di vendita portandola a 4 sportelli.

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Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio

Con decorrenza 1° ottobre u.s. la Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio è stata incorporata nella Banca Popolare di Rho, di cui è divenuta una divisione - con conseguente ingresso nel Gruppo bancario Credito Valtellinese. Sotto il profilo commerciale la banca incorporata opera con la denominazione "Banca di Busto Arsizio - Divisione della Banca Popolare di Rho".

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Banca Popolare Santa Venera

La Banca Popolare Santa Venera è entrata nel Gruppo bancario Credito Valtellinese il 2 luglio 1998. Nel corso dell'assemblea ordinaria e straordinaria dell'istituto di credito siciliano dello scorso 29 maggio i Soci hanno deliberato la trasformazione della forma societaria da cooperativa in società per azioni e l'adozione delle modifiche statutarie conseguenti. L'Offerta Pubblica di Acquisto lanciata sul 51% del capitale della banca di Acireale da parte della Vostra Banca si è infatti conclusa positivamente, consentendo di aprire un nuovo mercato con un alto potenziale di crescita e confermando la vocazione primaria dell'istituto siciliano, che consiste nel sostegno all'imprenditoria locale. In questo modo la rete commerciale del Gruppo conosce un significativo ampliamento, inserendosi con un marchio ed una presenza riconosciuti in una regione ad alto potenziale di sviluppo - la Banca Popolare Santa Venera è presente infatti sul territorio con 49 sportelli, 417 dipendenti, oltre 1.800 miliardi di massa amministrata e 690 miliardi di impieghi. In questo modo il Gruppo perviene inoltre ad un assetto dimensionale più adeguato e competitivo, anche nel quadro dell'introduzione della moneta unica e della crescente globalizzazione dei mercati.

Tramite l'inserimento nel Gruppo, l'istituto si pone obiettivi ambiziosi sia dal punto di vista commerciale - arricchendo in particolare l'offerta globale alla clientela con nuove linee di prodotto nell'ambito del risparmio gestito e della banca-assicurazione - che da quello operativo - è stato approvato e messo in atto un Piano industriale articolato nei diversi aspetti legali, di mercato e di produzione. La Banca Popolare Santa Venera ha poi in particolare approvato il Piano Strategico di Gruppo, le linee generali che regolano il processo decisionale e la nuova struttura organizzativa.

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Bancaperta

Nel corso del 1998 ha preso corpo uno dei pilastri che stavano alla base dell'originario progetto di trasformazione della Società in Banca: l'accentramento - a livello di Gruppo - della Direzione Finanza in Bancaperta. La costituzione di un'unica struttura finanziaria al servizio di tutte le componenti bancarie del Gruppo risponde a motivazioni di maggior efficienza operativa e di ottimizzazione dei processi e delle attività del settore. In tale quadro è stato attuato il trasferimento a Bancaperta del ramo d'azienda relativo all'area finanza.

Gli azionisti di Bancaperta, alla data del 31 dicembre 1998, sono i seguenti:

  1. Credito Valtellinese 60%;
  2. Credito Artigiano 20%;
  3. Julius Bär Holding 10%;
  4. Società Cattolica di Assicurazione 10%.
In Bancaperta ha inoltre iniziato ad operare il servizio di Private Banking, che si pone l'obiettivo di offrire ai detentori di rilevanti patrimoni una qualificata e personalizzata attività di consulenza e di gestione.

Con riguardo alle competenze attribuite a Bancaperta quale struttura di riferimento del Gruppo Credito Valtellinese relativamente alla problematica di banca virtuale, il 1998 ha rappresentato l'anno di definitivo decollo del servizio "Banca in Linea" che è stato implementato con importanti modalità operative aggiuntive .

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Rete distributiva

Il programma di aperture di nuove unità di vendita ha perseguito l'obiettivo fondamentale di consolidare il presidio sul territorio delle banche del Gruppo all'interno delle rispettive aree di riferimento.

La rete di vendita complessiva del Gruppo è composta a fine anno da 174 dipendenze armonicamente distribuite in alta Lombardia e in Sicilia, con significative presenze in Toscana ed a Roma: la banca Capogruppo è ubicata nelle province di Sondrio (33), Como (11), Lecco (9) e Varese (6), il Credito Artigiano è presente nelle province di Milano (44), Bergamo (1), Firenze (2), Prato (1) e Roma (10), la Banca Popolare di Rho nella parte nord-occidentale della provincia di Milano (4) mentre la Banca Popolare Santa Venera detiene 32 filiali in provincia di Catania, 10 in provincia di Messina, 3 di Siracusa, 2 di Palermo e 2 di Trapani e Bancaperta - istituto di credito di nuova generazione - opera con 4 sportelli presenti sul territorio (Milano, Sondrio, Lecco e Roma).

Ai canali distributivi classici si accompagnano 191 sportelli automatici, 2.097 utenti di remote banking, 3.670 contratti di "Banca in linea" (operatività bancaria via Internet) ed un gruppo proprio di promotori finanziari.

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Personale

Le società del Gruppo - Credito Valtellinese, Credito Artigiano, Bancaperta, Banca Popolare di Rho, Banca Popolare Santa Venera, Bankadati S.I., Stelline S.I. e Deltas - hanno registrato un numero totale di dipendenti al 31 dicembre 1998 pari a 1.963 unità contro 1.453 al 31.12.1997, con 95 assunzioni e 53 cessazioni. Il numero dei dipendenti è cresciuto del 35,2% in virtù in particolare dell'ingresso nel Gruppo della Banca Popolare di Rho e della Banca Popolare Santa Venera.

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Dati principali di Gruppo

E' da rilevare quale considerazione introduttiva che l'evoluzione nella composizione del Gruppo, ovvero il suo allargamento per effetto dell'inserimento di nuove banche nel periodo 1 gennaio - 31 dicembre 1998, e più precisamente della Banca Popolare di Rho e della Banca Popolare Santa Venera, non consentono un confronto omogeneo nell'ambito dei dati di stato patrimoniale e conto economico riguardanti rispettivamente l'esercizio 1997 e 1998.

L'importo complessivo della provvista diretta da clientela - rappresentata da conti correnti, depositi a risparmio, certificati di deposito, prestiti obbligazionari e pronti contro termine - è risultato pari a 8.500 miliardi, con un incremento del 25,1% rispetto al dato di fine 1997.

La raccolta indiretta del Gruppo - costituita dalle gestioni patrimoniali personalizzate, dai titoli della clientela in deposito ed amministrazione, dai fondi di investimento e dal risparmio assicurativo - si è attestata a 11.547 miliardi, in crescita del 41,1% rispetto all'anno precedente.

Nel complesso, oltre un terzo dell'aggregato è composto da gestioni patrimoniali personalizzate (35.000 contratti per un importo globale gestito di 4.500 miliardi) - settore nel quale il Gruppo bancario Credito Valtellinese vanta ormai una notevole professionalità e competenza.

Gli impieghi del Gruppo si sono attestati a fine esercizio a 6.153 miliardi (+28,5%), evidenziando una dinamica positiva migliore rispetto al dato medio di sistema.

La qualità dei crediti erogati - sintetizzata dall'indicatore "sofferenze nette/impieghi" - si mantiene su livelli significativamente inferiori (3,37%) alla media rilevata dal sistema.

In aggiunta all'andamento degli aggregati richiamati, si evidenziano le seguenti grandezze del bilancio consolidato:

  1. titoli di proprietà: 2.778 miliardi;
  2. partecipazioni: 25 miliardi;
  3. immobilizzazioni materiali nette: 300 miliardi.

Il buon andamento di tutte le società del Gruppo ha consentito di determine un utile delle attività ordinarie a livello consolidato di 126,3 miliardi (+87,1%) ed un utile netto di esercizio pari a 28,4 miliardi (+25,1%).

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Quotazione in Borsa del Credito Artigiano

In data 23 giugno 1998 è stata deliberata l'operazione di aumento del capitale del Credito Artigiano fino all'importo di L. 62.500 milioni mediante esercizio dei warrant connessi al prestito obbligazionario "Credito Artigiano 1996-2001 subordinato cum warrant".

In particolare, la Vostra Banca ha sottoscritto n. 41.806.000 nuove azioni al prezzo di 1.000 lire cadauna con un esborso complessivo di 41,8 miliardi e detiene a fine anno n. 52.975.251 azioni del Credito Artigiano pari all'84,76% del capitale dello stesso (prima dell'esercizio dei warrant l'interessenza era dell'80,42%).

Nel corso del 1998 sono state poste le basi di un progetto strategico volto all'allargamento ed alla diversificazione della compagine sociale del Credito Artigiano mediante la sua quotazione presso la Borsa Valori di Milano.

Tale progetto trova ragione nel fatto che le dimensioni dell'attività di intermediazione della controllata hanno presentato un incremento consistente, tale da rendere opportuno un suo rafforzamento patrimoniale - anche a seguito dell'operazione di razionalizzazione della rete di vendita del Vostro Gruppo attuata nel luglio 1997 e che ha portato in particolare all'acquisizione da parte dell'istituto milanese di 10 sportelli della Capogruppo situati nelle province di Milano e Roma.

Il Consiglio di Amministrazione del Credito Valtellinese nella seduta del 19 gennaio 1999 ha definito il progetto complessivo di sviluppo patrimoniale, di allargamento della compagine sociale e di quotazione in Borsa della controllata Credito Artigiano S.p.A., già oggetto di comunicato al mercato reso in data 13 maggio 1998, anche alla luce degli approfondimenti condotti in relazione all'evoluzione dei mercati finanziari e al passaggio alla moneta unica europea.

Le operazioni relative al progetto di rafforzamento sono state così delineate:

  1. ridenominazione in euro del valore nominale delle azioni del Credito Artigiano, che passerebbe da 1.000 lire a 1 euro, con conseguente aumento gratuito del capitale sociale, da 62.500 milioni di lire a 62,5 milioni di euro, mediante utilizzo di riserve patrimoniali per un ammontare complessivo pari a 58.516 milioni di lire;
  2. aumento del capitale sociale del Credito Artigiano da 62,5 milioni di euro a 93,75 milioni di euro mediante emissione di n. 31.250.000 nuove azioni del valore nominale di 1 euro al prezzo di 2,35 euro, da offrire in opzione agli azionisti in ragione di una nuova azione ogni due vecchie azioni possedute;
  3. emissione da parte del Credito Artigiano di un prestito obbligazionario quinquennale subordinato e convertibile in azioni dell'importo di 125 milioni di euro in ragione di un'obbligazione da 1000 euro ogni 500 azioni possedute. Il rimborso del prestito avverrà in cinque rate annuali di pari importo; in occasione di ogni scadenza potrà avere luogo la conversione della singola rata in n. 80 azioni da 2,5 euro.
A servizio della conversione è stato deliberato, da parte del Credito Artigiano, un ulteriore aumento di capitale da 93,75 milioni di euro a 143,75 milioni di euro, con emissione di n. 50.000.000 nuove azioni sociali.

L'operazione di allargamento della compagine sociale avrà luogo attraverso la cessione da parte del Credito Valtellinese della quota di partecipazione da esso detenuta nel Credito Artigiano per la parte che eccede il pacchetto di controllo (rappresentato da circa 21 milioni di azioni).

Dette operazioni formeranno oggetto di offerta pubblica di vendita unitamente ad un'offerta pubblica di sottoscrizione e dovranno essere previamente sottoposte all'esame di Banca d'Italia, Consob e Borsa Italiana S.p.A., unitamente al prospetto informativo; la loro attuazione è prevista entro il mese di giugno.

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Modifica della struttura del Gruppo

La grande trasformazione in atto nel sistema bancario richiede l'adozione di strutture organizzative volte a migliorare la qualità dei servizi erogati e a contenere gli oneri finanziari ed i relativi costi di gestione. Entro questo quadro cresce il ricorso a soluzioni di outsourcing, che si configura non più solo come funzione ausiliaria o limitata al solo sistema informativo aziendale (facility management) ma concerne attività sempre più rilevanti dal punto di vista strategico, divenendo per questa via uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell'impresa medesima.

Già a seguito dell'ingresso del Credito Artigiano nel Gruppo (1995) l'ordinamento organizzativo complessivo aveva vissuto una rivisitazione: l'organizzazione delle società di mercato era stata incentrata sul proprio core business (rete di vendita, area del credito), mentre le strutture centrali venivano alleggerite - tutte le funzioni di supporto erano infatti collocate presso le società strumentali. Il riassetto organizzativo effettuato nell'ultimo scorcio del 1998, confermando queste linee-guida, si è informato ai seguenti criteri:

  1. ricentraggio delle responsabilità funzionali, operative e di controllo nelle banche del Gruppo;
  2. strutturazione di Bancaperta quale banca "di secondo livello";
  3. enfasi sulle funzioni di guida strategica e di coordinamento delle strutture di Deltas.
Le modifiche intervenute rappresentano una risposta all'evoluzione degli scenari istituzionali e ai cambiamenti tecnologici, dimensionali e di mercato, recependo nel contempo le esigenze di maggiore flessibilità ed efficienza.

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Qualità

Le "Verifiche Ispettive di sorveglianza CISQ-CERT" svoltesi presso il Credito Valtellinese e il Credito Artigiano hanno confermato la conformità dei Sistemi qualità delle due banche alle norme di riferimento. In particolare, è stata confermata sia per il Credito Valtellinese che per il Credito Artigiano - primi istituti bancari in Italia - la certificazione della qualità UNI EN ISO 9002 per il "Processo di Istruzione, Erogazione e Gestione del Credito" e per il "Processo dei Trasferimenti nell'area dei sistemi di pagamento".

Nel corso del 1998 Bankadati ha a sua volta ottenuto la certificazione del proprio Sistema Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001:1994 per lo "sviluppo di applicazioni software e gestione del sistema informativo del Gruppo bancario Credito Valtellinese".

L'offerta al mercato di un servizio bancario di qualità - un valore che coinvolge tutta l'organizzazione e permea l'intero processo organizzativo/produttivo del Gruppo - costituisce per tutti gli istituti di credito e le società operative del Gruppo stesso un impegno continuo e fondamentale che trova nella soddisfazione dei clienti il momento di sintesi e di successo commerciale.

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Accordi e alleanze

I cinque istituti di credito del Gruppo sono chiamati a presidiare l'area del mercato mediante un radicamento reale nel territorio ("cooperazione sostanziale"), attenzione continuamente rinnovata al mercato, rapporto personalizzato e flessibile con la clientela e concentrazione sul proprio core business.

Nell'ambito delle alleanze l'accordo strategico con il Gruppo svizzero Julius Bär ha conosciuto un significativo sviluppo mediante l'acquisizione di una quota di partecipazione pari al 10% di Bancaperta da parte dello stesso; allo scopo di assicurare una proficua, ulteriore evoluzione della collaborazione tra i due Gruppi è stato istituito un Comitato di Coordinamento, che ha assunto funzioni di indirizzo, iniziativa, controllo e reporting sull'avanzamento dei progetti comuni tra i due Gruppi; il proficuo rapporto di collaborazione, inizialmente riferito al settore dei fondi di investimento, si è esteso anche ad altri ambiti operativi quali la gestione patrimoniale per i clienti privati e istituzionali, la consulenza finanziaria e le attività di negoziazione.

In campo assicurativo, attesa la crescente importanza dell'attività in questo ambito e l'evoluzione del settore con specifico riferimento alla nascita dei fondi pensione, sono stati sviluppati i rapporti di partnership già avviati con Società Cattolica di Assicurazione e con altri soggetti altamente qualificati appartenenti alla medesima area culturale. Nel corso dell'anno la Società ha affiancato alla partecipazione del 5% nel Credito Artigiano una partecipazione del 10% in Bancaperta.

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Nuovi prodotti

Nel corso del 1998 è stata istituzionalizzata a livello di marketing una procedura di costante aggiornamento sulle fasi di ricerca, analisi e fattibilità in materia di innovazione di prodotto. Le motivazioni alla base dell'iniziativa si riconducono anche ad alcuni specifici aspetti dell'evoluzione del business bancario così sintetizzabili:

  1. riduzione dei margini finanziari con necessità di potenziare le componenti di ricavo da servizi;
  2. evoluzione dei canali distributivi (reti esterne e banca elettronica/diretta in particolare);
  3. crescente pressione concorrenziale ed esigenza di fidelizzazione.

Due fondi comuni di investimento - denominati Italy Bond (obbligazioni Italia) e Italy Stock (azioni Italia), frutto della collaborazione con il Gruppo Julius Bär e appartenenti alla "J.B. Multicooperation Sicav" - sono stati avviati e gestiti dal Vostro Gruppo, consentendo di allargare il ventaglio dei prodotti di investimento a disposizione della clientela mediante la predisposizione di due nuove linee di gestione patrimoniale.

In collaborazione con Risparmio & Previdenza (Gruppo Cattolica Assicurazione) sono stati realizzati i prodotti - "index linked" - Global Index Serie III, Serie IV e Serie V, che si configura come un'operazione di banca-assicurazione consistente nell'emissione di un insieme di contratti a premio unico con rendimento minimo garantito ed un rendimento massimo commisurato all'andamento degli indici di riferimento, di cui l'obbligazione costituisce la "base finanziaria".

Il nuovo prodotto Specialsocio Europa Prima Casa, che si affianca alla preesistente proposta commerciale MutuoCasa Specialsocio presentando modalità e condizioni di particolare vantaggiosità per i Soci-clienti, intende venire incontro alle esigenze di acquisto, costruzione e ristrutturazione della prima casa di abitazione da parte dei Soci della Vostra banca. Al fine di facilitare l'adeguamento dei sistemi contabili e informativi connessi all'introduzione della moneta unica europea e all'anno 2000, sono stati proposti inoltre due prodotti specifici dedicati agli operatori dell'economia (fidocontinuo imprese euro 2000 e multifido imprese euro 2000).

Nell'ambito delle iniziative volte all'ampliamento dell'offerta di prodotti di banca-assicurazione l'intero Gruppo ha realizzato, in collaborazione con la partecipata Risparmio & Previdenza, una nuova linea di prodotti denominata "Linea Salute", il cui scopo principale è quello di contribuire alla tutela del patrimonio ed al mantenimento del tenore di vita raggiunto dal nucleo familiare anche in caso di infortunio o ricovero ospedaliero dell'assicurato. Due distinte polizze - "Infortuni" e "Diaria" - sono sottoscrivibili presso tutte le filiali delle banche del Gruppo.

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Bankadati Servizi Informatici

L'attività di Bankadati S.I. è stata fortemente caratterizzata dalla necessità di consentire al sistema informativo dell'intero Gruppo una transizione efficace alla moneta unica europea, rendendo disponibile a tutta la clientela - imprese, enti e privati - non solo le nuove funzionalità proprie dell'operatività in titoli ma anche la completa operatività in euro dei diversi servizi sui "trasferimenti" e sui "finanziamenti". L'obiettivo è stato pienamente raggiunto sviluppando un progetto che ha interessato pressochè integralmente il sistema informativo e che, in relazione alle diverse condizioni ed opportunità, ha comportato l'adeguamento ovvero la completa sostituzione dei singoli sottosistemi.

Un secondo basilare riferimento per la Società è stato costituito dalla gestione delle tematiche connesse con l'anno 2000; il progetto è tuttora in fase di sviluppo e si prevede possa essere concluso entro la metà dell'anno in corso.

Con riferimento al sistema produttivo, particolare attenzione è stata posta sull'operatività della banca virtuale: al proposito, Bankadati S.I. ha anche concluso accordi di partnership con qualificate realtà esterne specializzate nelle tematiche architetturali e funzionali che caratterizzano il commercio elettronico. Per quanto concerne le Società del Gruppo, significativi interventi sono stati rivolti alla crescita ed alla revisione delle strutture di produzione con riguardo in particolare alla Banca Popolare di Rho e alla Banca di Credito Cooperativo di Busto Arsizio, alla Banca Popolare Santa Venera, a Bancaperta e ai nuovi sportelli del Gruppo. L'intervento sulle architetture si è concentrato sul servizio di Facility Management, sulla rete di telecomunicazioni che consentono di supportare i servizi innovativi dell'intero Gruppo, sull'allineamento globale delle dotazioni periferiche e sulle strutture di supporto alle soluzioni di "Banca in linea".

Rilevante è risultata l'attività orientata all'erogazione dei servizi elaborativi agli utenti interni, sia della rete di vendita che delle strutture centralizzate, assicurando nell'anno circa 7.000 ore di operatività su oltre 3.500 programmi e 5.000 archivi in linea con oltre 1.500 posti di lavoro collegati e circa 18 milioni di pratiche elettroniche.

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Banca in linea e Punto Internet

La banca virtuale non rappresenta unicamente una modalità innovativa di svolgere l'attività di credito ma esprime un concetto radicalmente nuovo di "essere e fare banca", nell'ambito di un unico processo di offerta integrata nei confronti della clientela.

Nel corso dell'anno il servizio bancario via Internet ("Banca in linea") proposto dalle banche del Gruppo ha conosciuto progressive, significative implementazioni; in particolare, oltre alla piena operatività nel settore dei trasferimenti, è oggi possibile operare nel campo degli investimenti (ogni cliente che ne faccia richiesta alla propria filiale può interrogare la propria personale posizione del Dossier Titoli), nel settore estero e per quanto riguarda le presentazioni di portafoglio commerciale ed il pagamento di effetti. La buona qualità del servizio e la sua disponibilità 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno senza vincoli di spazio hanno consentito un accrescimento significativo della clientela servita attraverso una rete di telecomunicazione innovativa e sempre più importante in futuro. Alla fine dello scorso anno, infatti, gli utenti del servizio erano 3.670 per un importo di movimentazioni superiore a 100 miliardi.

L'attività di Punto Internet, dettagliata nel bilancio sociale, ha fornito il necessario supporto alla diffusione sul territorio di una cultura radicalmente nuova e senza frontiere connessa con la necessità di affiancare ai valori del localismo le sfide della mondializzazione.

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Stelline Servizi Immobiliari

Stelline Servizi Immobiliari ha continuato a produrre attività e servizi a favore delle banche del Gruppo: in particolare attraverso attività di studio e ricerca nel settore immobiliare ed urbanistico, lo sviluppo di progetti architettonici, tecnico impiantistici e di arredo, la realizzazione di sedi e filiali di istituti di credito anche mediante la formula "chiavi in mano", la gestione delle manutenzioni degli immobili e del patrimonio immobiliare, cui si sono affiancate nell'anno attività di supporto tecnico all'erogazione dei crediti e assistenza tecnico-immobiliare volta al recupero dei crediti.

In alcuni casi - nell'interesse delle banche del Gruppo volto a facilitare lo smobilizzo di immobili della clientela - la Società ha assunto in proprio la realizzazione di taluni investimenti immobiliari.

Nel corso dell'esercizio 1998 la Società ha curato l'attività di ricerca, di allestimento e di apertura delle nuove dipendenze delle banche del Gruppo bancario Credito Valtellinese.

Per la controllante Credito Valtellinese, Stelline Servizi Immobiliari ha concluso i lavori iniziati nel 1997, con la realizzazione della nuova Agenzia di Varese, l'ampliamento dell'Agenzia di Cantù e l'allestimento degli uffici di Rappresentanza a Lugano. Ha inoltre iniziato e concluso la realizzazione delle nuove Agenzie di Albizzate, Tradate e Rovellasca (sede definitiva), la realizzazione delle Tesorerie di Semogo Valdidentro e di Mantello, l'ampliamento delle Agenzie di Olgiate Molgora e Olgiate Comasco, l'allestimento dei nuovi uffici Area ed Estero in Via Bossi a Como.

Ha inoltre curato le attività connesse con la valutazione del patrimonio immobiliare della Banca Popolare Santa Venera e della Cassa San Giacomo in Sicilia.

Con riferimento alle attività svolte a favore del Credito Artigiano, la Società ha concluso gli interventi iniziati nel 1997, vale a dire la ristrutturazione della Agenzia di Biassono e l'ampliamento delle Agenzie di Giussano/Birone e Segrate; ha inoltre iniziato e concluso nel 1998 la realizzazione delle nuove Agenzie n. 1 di Prato e n. 2 di Firenze, la ristrutturazione delle Agenzie di Cologno Monzese e Sesto S.Giovanni, l'ampliamento della Ag. 9 di Milano e della sede di Prato.

Per la Banca Popolare di Rho sono state realizzate in Rho le nuove Agenzie n. 1 di P.zza Oslavia e quella sita nella frazione Terrazzano ed è stato offerto il supporto tecnico e consulenziale per tutti gli aspetti di carattere immobiliare.

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Il Gruppo e l'euro

Il Progetto euro, strutturato per aree di competenza e per attività in sintonia con il progetto EMU dell'ABI, ha consentito di monitorare lo sviluppo complessivo della transizione alla moneta unica euro dell'intero Gruppo.

Particolare riguardo è stato riservato alla realizzazione delle innovazioni tecniche e procedurali connesse al passaggio epocale che ci sta di fronte ed alla rivisitazione dei meccanismi, servizi e prodotti per il mercato in conseguenza del mutato scenario determinato dal nuovo sistema monetario, che produce un'incidenza reale sulle economie e le culture degli undici Paesi che sono entrati nella terza fase dell'Unione Monetaria Europea.

Il Progetto euro delle cinque banche appartenenti al Gruppo si è articolato in fasi tra loro strettamente connesse (informatica/organizzazione, aspetti legali, aspetti di mercato, comunicazione e informazione/formazione del personale).

L'obiettivo fondamentale dell'intervento complessivo - realizzato con successo - è consistito nel garantire un servizio completo al cliente sin dall'inizio della terza fase dell'Unione Monetaria Europea, evitando soluzioni intermedie e sfruttando il vantaggio competitivo che sorge dalla scelta di una strategia d'anticipo. A tal fine, decisioni rilevanti sono state già intraprese: a) il 15 febbraio ha preso avvio il già citato prestito obbligazionario della Capogruppo Credito Valtellinese convertibile con warrant denominato nella moneta unica europea dell'importo massimo di 143,285 milioni di euro; b) già dal 30 giugno u.s. gli estratti conto inviati alla clientela contengono un'apposita colonna di riferimento denominata in euro; c) l'operatività di "Banca in linea" (tramite Internet) è stata aggiornata in modo da consentire la gestione di operazioni in lire ed in euro.

Con l'euro cambia il posizionamento di mercato del Gruppo bancario Credito Valtellinese, che diviene un Gruppo regionale europeo mantenendo una propria identità distintiva basata sulla natura cooperativa della propria attività e su un localismo evoluto in grado di soddisfare le esigenze della clientela sulla base di un legame con il territorio non sterile o declamatorio ma reale. In quest'ottica, ed in sintonia con le sfide del futuro che possono costituire altrettante opportunità, l'ampliamento dei prodotti e servizi offerti avverrà sempre più mediante l'acquisizione "all'esterno" degli stessi, avvalendosi di competenze e professionalità di assoluto prim'ordine (partner strategici come Julius Bär per il settore delle gestioni patrimoniali estere e Società Cattolica di Assicurazioni per il ramo assicurativo già oggi garantiscono qualità ed efficacia del servizio).

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Rapporti con parti correlate

Una descrizione accurata dell'andamento delle società controllate e collegate è riportata nella "Relazione degli Amministratori sulla gestione del Gruppo", che segue la parte relativa ai singoli stati patrimoniali e conti economici delle società del Gruppo.

Per quanto riguarda i rapporti a carattere finanziario con le società partecipate, la situazione a fine dicembre 1998 era la seguente:

  1. verso società del Gruppo: crediti 1.091 miliardi, debiti 1.194 miliardi, garanzie rilasciate ed impegni 14 miliardi;
  2. verso società collegate: crediti 404 milioni, debiti 3,3 miliardi, garanzie rilasciate ed impegni 12,5 miliardi.
Con riferimento alle relazioni a carattere economico con le medesime società, l'esercizio ha evidenziato il seguente andamento:
  1. verso società del Gruppo: totale ricavi 75,2 miliardi (di cui 14,3 miliardi relativi a personale comandato e 11,5 di plusvalenze per la cessione del ramo d'azienda a Bancaperta), totale costi 53,7 miliardi;
  2. verso società collegate totale ricavi 145 milioni, totale costi 24 milioni.
Le varie società si avvalgono per le proprie necessità operative della professionalità e delle competenze degli istituti di credito e delle società operative interne al Gruppo collegate alla fornitura di servizi e alle proprie necessità finanziarie. I rapporti intrattenuti tra le diverse società tendono esclusivamente a massimizzare le sinergie e le economie di Gruppo e sono regolati a prezzi che rispecchiano l'andamento del mercato e sulla base di specifici accordi contrattuali.

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Note conclusive

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio

Alla fine dello scorso anno è stato raggiunto a Caltagirone (Ct) un accordo preliminare tra la Vostra banca - in qualità di Capogruppo dell'omonimo Gruppo bancario - ed una qualificata rappresentanza dei Soci della Cassa San Giacomo Srl di Caltagirone; l'intesa è finalizzata all'integrazione della banca siciliana all'interno del Gruppo bancario Credito Valtellinese.

Il contratto definitivo di compravendita è subordinato alla cessione di un minimo di quote corrispondenti al 70% del capitale della Cassa San Giacomo, oltre al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte degli Organi di Vigilanza. Nell'ambito delle intese intercorse, il Credito Valtellinese - che si è riservato la facoltà di designare altra banca del Gruppo quale acquirente delle quote - si è impegnato a mantenere il marchio "Cassa San Giacomo".

Con questa operazione il Gruppo bancario Credito Valtellinese rafforza la propria presenza sul territorio siciliano, ampliando la propria rete di vendita. La Cassa San Giacomo, istituto caratterizzato da un forte radicamento territoriale e da una profonda affinità culturale con il Gruppo Credito Valtellinese per l'attenzione rivolta all'economia locale e all'occupazione, dispone infatti di 13 sportelli - localizzati nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa - e di 107 dipendenti. L'esercizio chiuso al 31/12/1998 evidenzia una raccolta diretta di circa 350 miliardi ed impieghi per circa 180 miliardi.

L'operazione in oggetto si inquadra nel progetto strategico del Gruppo Credito Valtellinese, che si configura quale realtà comprendente più reti di vendita bancarie presenti sull'intero territorio nazionale, assistite da società specializzate nel coordinamento manageriale, nell'information technology, nei servizi immobiliari che agiscono all'interno di un disegno imprenditoriale unitario.

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Prevedibile andamento della gestione

Il forte radicamento territoriale, la valida posizione competitiva dell'istituto e lo sviluppo ulteriore della rete di vendita costituiscono le basi di una previsione di crescita della raccolta diretta nell'ordine del 12% circa, mentre gli impieghi netti ai clienti dovrebbero aumentare del 7%; il margine di interesse - visto il progressivo completarsi del processo di adeguamento dei tassi italiani a quelli europei - è previsto in sostanziale tenuta a fronte di un aumento della voce relativa ai ricavi da servizi in grado di sostenere un livello più elevato del margine di intermediazione. A fronte di un controllo in termini reali delle spese amministrative e del rischio di credito, la redditività netta dell'istituto è prevista in aumento.

Signori Soci,
l'esercizio 1998 si è chiuso con il conseguimento di un utile netto di lire 31.475.712.158, in crescita del 20,8% rispetto al 1997.

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Riparto dell'utile netto

In conformità a quanto disposto dalla normativa e dallo Statuto Sociale, il Consiglio di Amministrazione propone ai Soci il riparto dell'utile d'esercizio come segue: Utile netto L. 31.475.712.158

  • alla Riserva legale (10%) L. 3.147.571.215
    Residuo da ripartire L. 28.328.140.943

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    Dividendo e altre destinazioni

    Proponiamo l'assegnazione ai Soci di un dividendo unitario di L. 630 per ciascuna delle azioni in loro possesso (il cui numero è cresciuto nel corso dell'anno da 35 milioni a circa 43 milioni), la destinazione di lire 1.200 milioni al Fondo di Assistenza e Beneficenza a supporto delle iniziative di carattere sociale e culturale poste in essere dalla Fondazione Credito Valtellinese e l'iscrizione dell'importo restante nella voce Utili portati a nuovo.

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    Certificazione

    Il bilancio di esercizio della Banca, alla pari di quello delle Società del Gruppo Bancaperta, Banca Popolare di Rho, Bankadati Servizi Informatici, Stelline Servizi Immobiliari e Deltas, è stato certificato dalla società di revisione Deloitte & Touche. La società Reconta ha certificato il bilancio di esercizio del Credito Artigiano, la società Price Waterhouse il bilancio d'esercizio della Banca Popolare Santa Venera.

    Le relazioni di certificazione, depositate agli atti, sono riportate in copia all'interno del presente fascicolo.

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    Cariche sociali

    Prima di dare corso agli altri adempimenti dell'Assemblea ricordiamo che, alla scadenza del loro mandato, cessano dal loro incarico e sono rieleggibili i Signori Consiglieri Franco Bettini, Mario Cotelli, Giovanni De Censi, Vincenzo Merlino e Flavio Pizzini.

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    Ringraziamenti

    In chiusura della relazione ci è gradito manifestare un sincero apprezzamento verso tutti coloro che hanno operato con il Credito Valtellinese nel 1998, condividendo - nei rispettivi compiti e livelli di competenza - impegno, lavoro e risultati.

    Con espressioni di deferente ossequio manifestiamo anzitutto i nostri sentimenti di apprezzamento e stima al Governatore, ai Componenti il Direttorio della Banca d'Italia e - in particolare - ai Dirigenti e Funzionari dei Servizi Centrali e ai Direttori delle sedi di Sondrio, Como, Lecco e Varese, che hanno seguito l'attività della Banca con attenta e qualificata professionalità.

    Con riguardo agli organismi centrali della categoria di appartenenza della Banca, esprimiamo la nostra gratitudine ed apprezzamento all'Istituto Centrale delle Banche Popolari, all'Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, a Centrobanca, ad Euros e a Centrosim.

    Per la cortesia e la disponibilità sempre riservateci ricordiamo la Commissione Nazionale per la Società e la Borsa ed il Consiglio di Borsa, l'Ufficio Italiano Cambi e l'Associazione Bancaria Italiana, che con la loro insostituibile attività assicurano al mercato le condizioni per una ordinata gestione e rendono quindi possibile un'operatività improntata alla trasparenza, all'efficienza e alla soddisfazione della clientela.

    Il loro impegno e la loro disponibilità rappresentano per il Credito Valtellinese un qualificato supporto ed un prezioso riferimento.

    Salutiamo i Rappresentanti delle Fondazioni Lambriana e della Società Cattolica di Assicurazione che, con il Credito Valtellinese, detengono il capitale del Credito Artigiano.

    Allo stesso modo, salutiamo i Rappresentanti del Gruppo svizzero Julius Bär, che unitamente al Credito Valtellinese, al Credito Artigiano e alla Società Cattolica di Assicurazione detengono il capitale di Bancaperta.

    Vogliamo inoltre esprimere il nostro sincero ringraziamento all'Amministratore Delegato Giovanni De Censi e ai Condirettori Generali Renato Bartesaghi e Gino Del Marco; ai Dirigenti, ai Funzionari ed a tutto il Personale della Banca e delle società del Gruppo bancario Credito Valtellinese inviamo un'espressione di sincera gratitudine: l'impegno da loro profuso e la costante dedizione dimostrata hanno permesso di conseguire gli importanti traguardi gestionali ricordati.

    Salutiamo i clienti, gli amici e, soprattutto, i Soci della Banca, ai quali rinnoviamo il nostro ringraziamento per la fiducia accordata, assicurando il nostro impegno per lo sviluppo della Banca nel contestuale mantenimento dei requisiti di solidità, efficienza e redditività.

    Infine, auguriamo a tutti un 1999 sereno e laborioso, all'insegna della salute, della felicità e del successo.

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    Appendice

    Scenario internazionale e nazionale

    Economia internazionale

    La crisi finanziaria scoppiata in Asia a metà del 1997 ed estesasi a livello globale ha fatto sentire i propri effetti sull'economia internazionale, europea ed italiana.

    Negli Stati Uniti la crescita del prodotto e dell'occupazione prosegue in condizioni di stabilità monetaria. E' proceduto in forma sostenuta il fenomeno di aumento degli investimenti, così come si è confermata la sistematica carenza di risparmio - ma il Paese è stato in grado di attrarne dal resto del mondo in misura adeguata a finanziare gli investimenti.

    In Giappone l'attività produttiva e gli investimenti sono calati, a fronte di una diminuzione del livello dei prezzi e di una bilancia dei pagamenti correnti che registra surplus crescenti; le autorità di quel Paese hanno assunto espliciti impegni in direzione di uno stimolo della domanda interna attraverso misure di espansione fiscale. Il piano teso a garantire la solvibilità del sistema bancario conferisce solidità allo yen, ma solleva preoccupazioni relativamente al raggiungimento dell'obiettivo di risanamento dei conti bancari in assenza di una ripresa dell'attività economica.

    Economia europea

    Le condizioni economiche dei Paesi dell'Unione Europea si sono rivelate favorevoli per tutto il 1998, con una crescita del PIL reale pari al 2,9% nonostante le turbolenze che hanno caratterizzato i mercati finanziari a causa della crisi dei Paesi emergenti e della situazione economica fortemente recessiva del Giappone. Il tasso di inflazione europeo, grazie anche al processo di convergenza in atto tra i Paesi dell'area-euro, si è fermato nel 1998 all'1,8% - stesso livello dell'anno precedente. Un trend moderatamente positivo ha riguardato l'occupazione, con una lieve diminuzione complessiva del tasso di disoccupazione pari al 10,6% a fine anno (-0,6%). Sotto il profilo della crescita, la stessa si è maggiormente concentrata nella prima metà del 1998, in cui le economie europee sono riuscite a contenere gli effetti negativi delle crisi finanziarie dei mercati asiatici; nella seconda metà dell'anno, invece, a seguito del perseguire degli squilibri esistenti e per l'aggravarsi della situazione russa si sono registrate ripercussioni negative anche nei Paesi europei, causate dall'esistenza di forti esposizioni finanziarie e commerciali.

    Unione Europea

    Il cammino verso l'integrazione europea è proseguito senza interruzioni ed è stato possibile rispettare il termine del 1° gennaio 1999 come "data di nascita" dell'euro. Questo evento costituisce il coronamento del processo di costruzione europea, che dura ormai da quasi 50 anni e rappresenta probabilmente la principale innovazione istituzionale del periodo post-bellico. Si riduce così la sovranità degli stati nazionali e cresce quella della Unione Europea nel suo insieme: tutti gli operatori, pubblici e privati, vengono sottoposti a maggiore concorrenza, unita al superamento dei rischi di cambio e ad un mercato dei fattori della produzione che progressivamente si omogeneizza.

    Euro

    La transizione verso la terza fase dell'Unione Monetaria Europea e l'introduzione dell'euro agiscono in congiunzione con altri fattori fondamentali quali i cambiamenti tecnologici, il consolidamento del sistema bancario (attraverso una razionalizzazione dei costi e la ricerca di economie di scala e di scopo), la globalizzazione (a livello non solo europeo ma mondiale) e la diversificazione (nel settore ad esempio della banca-assicurazione e delle gestioni patrimoniali).

    Con la moneta unica europea il processo di integrazione economica del continente compie un salto di qualità. L'euro non si configura solo come un fattore di semplicità e trasparenza, una moneta potenzialmente forte e stabile e un presupposto per una crescita sostenuta dell'economia e della produzione; esso rappresenta una nuova scala di valori e non solo una moneta - costituisce soprattutto un nuovo scenario, un cambio di orizzonte e di prospettiva. In termini semplici, realmente di fondo, la nuova realtà sollecita e sospinge le imprese, bancarie e non, ad interrogarsi sulla propria natura e sul ruolo - valutato in primo luogo dal punto di vista del posizionamento competitivo - che intendono esprimere in un mercato molto più ampio.

    Nei mercati della clientela, il processo di unificazione monetaria europea non porta ad un mercato uniforme nella zona euro bensì a mercati finanziari regionali che non sono più definiti dai confini nazionali e dalla divisa domestica, bensì dalla prossimità geografica, culturale e linguistica.

    Mercati finanziari europei

    I mercati finanziari europei hanno intrapreso una fase di forte crescita nel corso del 1998, che si è interrotta soltanto nei primi mesi dell'autunno allorchè il diffondersi di aspettative pessimistiche sulla persistenza della crisi asiatica e sulla capacità delle economie europee di rimanere isolate da tali crisi e dalla recessione in atto in Giappone hanno condotto ad una maggiore avversità al rischio da parte degli investitori e ad una diminuzione della fiducia nei mercati da parte degli operatori. Ne è seguita una breve ma intensa recessione sui principali mercati azionari; vi sono stati tuttavia alcuni segnali di un'inversione di tendenza, in concomitanza con l'avvio di una fase di politica monetaria espansiva nei principali Paesi, resa possibile dall'esistenza di aspettative inflazionistiche piuttosto basse nella maggior parte dei Paesi industrializzati, ed in particolare nei Paesi dell'area-euro, in cui si è avuta una significativa convergenza verso il basso dei tassi di interesse a breve termine. Tuttavia, negli ultimi mesi del 1998 non erano ancora state recuperate le condizioni dei mercati azionari che si erano verificate all'inizio dell'anno.

    Il nuovo scenario competitivo

    La moneta unica, l'ìntegrazione dei mercati finanziari e reali e il progresso tecnologico stanno trasformando completamente l'ambiente in cui le imprese europee si trovano ogni giorno a competere. Risulta sempre più decisivo e complesso il governo di un flusso di informazioni che necessitano di essere recepite ed interpretate correttamente, ma si presentano ab origine frammentate e spesso tra loro discordanti; la velocità del mutamento si fa frenetica: in un mondo in cui il capitale è disponibile ovunque su scala planetaria con costi contenuti e in cui grazie ai moderni mezzi di trasporto la localizzazione delle materie prime perde di significato, buona parte delle barriere tradizionali all'entrata nei vari settori economici vengono a crollare: si riducono in maniera drastica le fonti che possono dare origine a un vantaggio competitivo durevole e tra di esse primeggia ora sempre più la velocità di esecuzione e di risposta ai mutamenti del mercato.

    Le sfide del nuovo millennio - concentrazione del mercato, incremento di competitività ed euro - richiedono capacità innovativa e managerialità diffusa, al fine di garantire soluzioni innovative e qualitativamente affidabili che consentano di rafforzare ulteriormente la partnership con la clientela. In questo quadro, la maggior parte dei cambiamenti del sistema bancario italiano deriva dalla convinzione che la redditività decrescente dei prodotti tradizionali non è il risultato di mutamenti ciclici, ma di una tendenza secolare.

    Un cambio di paradigma

    Gli ultimi anni hanno evidenziato con chiarezza la difficile, ulteriore sostenibilità di un sistema in cui il capitale esercita un predominio su tutti gli altri fattori - di fatto, oggi la riduzione dei deficit pubblici e la globalizzazione dei mercati finanzari hanno reso il denaro disponibile ovunque in qualunque quantità e a costi mai così bassi. Il nuovo paradigma sembra favorire il nuovo fattore di produzione prezioso per eccellenza: le risorse intellettuali - basti pensare ai settori dell'industria che più si svilupperanno nel XXI secolo: microelettronica, biotecnologie, nuovi materiali, telecomunicazioni, aeronautica civile, robotica, hardware e software (tutte industrie ad alto contenuto di energie intellettuali). Se la trasformazione che stiamo vivendo effettivamente porta a questo nuovo paradigma, il motore dell'economia sarà sempre più l'istruzione, i paesi non si divideranno più tra ricchi e poveri di capitale ma tra ricchi e poveri di risorse umane creative e preparate.

    Internet

    Il fenomeno veramente nuovo di questo scorcio di fine secolo è la globalizzazione dell'informazione - Internet. Si tratta di una dinamica che ha invaso l'Europa ed il mondo ad una velocità inattesa e che consente l'accesso diffuso all'informazione a condizioni di rapidità ed economia mai viste prima. In parallelo, la concorrenza e l'offerta cambiano la propria natura e ciascun operatore dell'economia e della società si trova a fare i conti con la ricerca di una propria, nuova identità distintiva.

    Economia italiana

    L'avvenimento principale del 1998 per l'economia italiana è stato il completamento del processo di entrata nell'Unione Monetaria Europea, che si è concretizzato nel mese di maggio con la verifica dei parametri richiesti dal Trattato di Maastricht e che è poi continuato con l'introduzione della moneta unica al termine dell'anno. Il processo di integrazione europea si è inserito per l'Italia in una situazione congiunturale abbastanza favorevole: il tasso di inflazione, aiutato dalla diminuzione dei prezzi all'importazione e dalla stabilità dei prezzi alla produzione, è rimasto in linea con le aspettative (+1,8% sul 1997) nonostante vi sia stata nel corso dell'anno una crescita delle aliquote IVA; i tassi di interesse nominali e reali sono diminuiti; il tasso ufficiale di sconto è significativamente calato, in linea con il completamento del sentiero di convergenza con i principali Paesi europei. La riduzione degli oneri per interessi ha permesso di contenere il debito pubblico, ma la crescita del Prodotto Interno Lordo si è stabilizzata all'1,5% (un livello nettamente inferiore alla media dell'Unione europea); lo stallo dell'economia italiana è stato causato in parte dagli effetti della crisi asiatica attraverso una diminuzione delle esportazioni ed un aumento delle importazioni, cui si deve aggiungere l'effetto combinato della lenta crescita del reddito disponibile e del calo dei consumi privati, in parte dovuto alla cessazione degli incentivi statali per l'acquisto di automobili.

    In questo quadro globale, le condizioni del mercato del lavoro sono rimaste sostanzialmente simili all'anno precedente mostrando nel corso del 1998 soltanto alcuni segnali di miglioramento: l'occupazione è cresciuta nel settore dei servizi e per quanto concerne la componente femminile e giovanile nelle regioni meridionali, cui va però aggiunto un calo degli occupati nel settore industriale, a conferma del processo di terziarizzazione in atto da lungo tempo nell'economia italiana. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile per tutto l'anno al di sopra del 12% e i forti differenziali regionali esistenti hanno continuato a mantenersi.

    Corporate governance

    Dal 1° luglio u.s. è in vigore il nuovo Testo unico della finanza, che in 216 articoli ridefinisce la normativa degli intermediari finanziari e dei servizi di investimento, disciplina i mercati e il governo delle imprese e ridefinisce le sanzioni penali.

    La riforma, che costituisce una tappa importante per garantire all'Italia la partecipazione al processo di globalizzazione dei mercati e rappresenta la conseguenza naturale (in termini di regole e trasparenza del mercato) dell'adesione alla moneta unica, rivede e disciplina in profondità vari aspetti della vita societaria e non: prevede l'esercizio dell'Opa totalitaria e dell'Opa preventiva, stabilendo soglie e deroghe precise; corregge lo strumento dei patti parasociali e delle deleghe di voto; ridefinisce il reato di insider trading (punendo l'abuso di informazioni privilegiate) e rinvia agli statuti delle singole società la facoltà di definire le caratteristiche e i privilegi delle azioni di risparmio. Infine, viene introdotta la figura del gestore unico del risparmio dei gruppi bancari, assicurativi e finanziari che possono governare contestualmente fondi comuni e gestioni patrimoniali individuali.

    Tassi d'interesse

    I tassi di rendimento dei Buoni del Tesoro hanno raggiunto nel corso dell'anno i loro minimi storici - a parte una leggera ripresa nel primo periodo dell'autunno, dovuta principalmente alle incertezze presenti sui mercati finanziari sul perdurare della crisi nei Paesi emergenti. Tuttavia, verso la fine dell'anno il differenziale con i buoni tedeschi si era assestato intorno a 30 punti base.

    T.U.S.

    Nel corso del 1998 il tasso ufficiale di sconto è significativamente diminuito di mezzo punto in aprile, di un punto percentuale in ottobre; al termine dell'anno in previsione dell'entrata in vigore della moneta unica, il differenziale esistente con i principali Paesi europei è stato colmato, portando il tasso di sconto italiano al 3%.

    La decisione sul costo del denaro si è affiancata ad altre due mosse tecniche: il tasso sulle anticipazioni a scadenza fissa passa dal 5,50% al 4,50%; è scesa dal 6% al 2,5% l'aliquota massima della riserva obbligatoria - la sua remunerazione è calata dal 4% al 3,5%.

    Economia lombarda

    L'economia lombarda nel 1998 ha evidenziato una dinamica erratica rendendo difficile il compito di formulare una valutazione generale dell'andamento annuale. In particolare si può individuare nella prima parte dell'anno una fase espansiva della produzione che si è tradotta, anche se con un certo ritardo, sull'occupazione. Il settore che ha guidato questa espansione è stato quello dei servizi (grazie all'uso estensivo dell'outsourcing da parte di imprese di ogni dimensione) che vede sempre più crescere il proprio peso all'interno di un'economia, come quella lombarda, che più di altre aree del paese segue le tendenze internazionali. Le crisi asiatiche e della Russia hanno invece provocato un rallentamento nella corso dell'anno influendo in modo diretto sulle esportazioni e più in generale, tramite l'instabilità sui mercati finanziari, su tutto il sistema economico.

    Province di Sondrio, Lecco, Como e Varese

    In provincia di Sondrio il processo di terziarizzazione evidenziato nelle altre province lombarde sembrerebbe procedere con minore velocità. Vi è un calo deciso di alcuni settori - fra cui il tessile, la chimica, l'estrattivo e l'alimentare, quest'ultimo in netta controtendenza con il resto della regione ove tale settore manifesta una decisa crescita, - ed una flessione di carta, meccanica ed elettrica-elettronica. Crescono invece il comparto del legno, della plastica, dei minerali non metalliferi, ed i comparti energetici. Il settore edilizio, già sovradimensionato rispetto alla media regionale appare sostanzialmente stabile. Per quanto riguarda il comparto dei servizi esso sembra generalmente seguire le dinamiche regionali ad eccezione di due sub-comparti ove è da segnalare il mancato declino del settore creditizio - per la tenuta dei due gruppi bancari locali - ed il mancato decollo del settore dei servizi alla persona che potrebbe essere invece imputato ad una forte presenza del volontariato informale ed a una permanenza di una concezione tradizionale di società in cui questa sfera è ancora gestita in massima parte dalle strutture familiari.

    La provincia di Lecco evidenzia una deindustrializzazione più pronunciata con la rilevante eccezione di alcuni comparti (gomma e plastica, minerali non metalliferi e soprattutto il polo settoriale metalmeccanico composto da: macchine e mezzi di trasporto, macchine elettriche ed elettroniche). Per quanto riguarda il settore dei servizi, Lecco non sembra discostarsi dai comportamenti medi regionali, se si esclude la netta contrazione registrata nel settore bancario che può essere messa in relazione con la fase di razionalizzazione legata alla acquisizione di banche locali da parte di operatori nazionali ed esteri.

    Una situazione simile alla precedente è mostrata dalla provincia di Como dove si evidenzia un diffuso calo dell'industria - esteso al comparto del tessile abbigliamento (settore molto rilevante per l'area) - rispetto a cui appaiono in contro tendenza soltanto i settori energetici/estrattivi, la chimica, le macchine elettriche ed elettroniche. Questa dinamica è accompagnata da una crescita di tutti i servizi tranne il commercio ed il credito. In un certo senso si potrebbe allora parlare di una trasformazione della struttura produttiva della provincia che si sposta verso settori potenzialmente più dinamici della manifattura e verso i servizi.

    Varese ha mostrato negli ultimi due anni una tendenza alla deindustrializzazione (con la sola eccezione del settore edile, del comparto energetico e dell'industria chimica. Quest'ultima, produzione è trainata dalla presenza tradizionale di un sistema di PMI specializzate nella lavorazione delle materie plastiche) ed una effervescenza imprenditoriale nel macrocomparto dei servizi al cui interno cala l'importanza del commercio (come nel resto della regione) ma crescono i servizi legati al turismo, le assicurazioni, i servizi alle persone e, in modo particolarmente rilevante, i settori del trasporti e dei servizi alle imprese.

    Partecipazioni detenute nel Credito Valtellinese e nelle società controllate

    Le partecipazioni detenute nel Credito Valtellinese e nelle società controllate da parte degli amministratori e dai sindaci, nonché dai coniugi non legalmente separati e dai figli minori, direttamente o per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persona, sono riassunte nel seguente prospetto:

    Cognome e NomeSocietà partecipataN° azioni possedute alla fine dell'esercizio precedenteN° azioni acquistateN° azioni venduteN° azioni vendute alla fine dell'esercizio precedente
    Guicciardi FrancescoCredito Valtellinese1.96454002.504
    Vitali SalvatoreCredito Valtellinese800300400700
    Merlino VincenzoCredito Valtellinese05000500
    Merlino VincenzoBanca Pop. Santa Venera2.21601.323893
    De Censi GiovanniCredito Valtellinese5.0108.2609.7003.570
    Baroni BassanoCredito Valtellinese10000100
    Bettini FrancoCredito Valtellinese2.69790003.597
    Colombo GiovanniCredito Valtellinese43.06073.58050.32066.320
    Cotelli MarioCredito Valtellinese9.7802.0707.0004.850
    De Filippis PierdomenicoCredito Valtellinese410041
    Pizzini FlavioCredito Valtellinese50000500
    Rigamonti EmilioCredito Valtellinese41.1437.86040.0009.003
    Santi MarcoCredito Valtellinese05000500
    Palma AngeloCredito Valtellinese6.0159854.5002.500
    Campidori RobertoCredito Valtellinese10.5001.500012.000
    Garbellini FabianoCredito Valtellinese10.7132.780013.493
    Cottica AldoCredito Valtellinese1.60552002.125
    Rapella AlfonsoCredito Valtellinese4.3404.8204.3404.820

    Attività bancaria e creditizia

    Il sistema bancario italiano

    Il sistema bancario italiano è rimasto nel corso del 1998 sostanzialmente indenne dall'ondata di instabilità provocata dalla crisi finanziaria internazionale grazie in primo luogo al buon grado di capitalizzazione complessiva, alla limitata esposizione verso le economie emergenti ed all'attenta attività di vigilanza della Banca d'Italia.

    La completa apertura dei mercati bancari e finanziari verso l'Europa ha portato a un ingresso nel nostro mercato di numerosi operatori esteri, che offrono servizi innovativi sia per quanto concerne il finanziamento delle imprese, sia per la gestione del risparmio, mentre appare ancora limitata la capacità degli intermediari italiani di offrire nuovi servizi negli altri paesi europei. E' inoltre proceduto con rapidità il processo di privatizzazione del sistema: la quota di capitale pubblico è passata da circa il 60% alla fine del 1993 al 25% e tende ad abbassarsi ulteriormente in virtù di alcune operazioni in via di realizzazione.

    A livello microeconomico - accanto alla necessità che l'accordo quadro del 28 febbraio 1998 trovi attuazione - permangono immutate le esigenze di innovazione dei modelli organizzativi, indispensabili per gestire gli istituti di credito in modo più moderno e flessibile.

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    Banche popolari

    Anche nell'era della globalizzazione e di Internet un'attività creditizia rivolta in primo luogo alle piccole e medie imprese ed alle famiglie, favorendo così agenzie locali che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo economico di una regione e di un Paese, mantiene una sua attualità e vivacità non solo ideale. L'esperienza del sistema delle banche popolari italiane mostra con evidenza come sia possibile associare un sistema bancario competitivo a opzioni mutualistiche al servizio del bene comune.

    La dimostrazione più chiara di questo assunto è che lo sviluppo dell'intermediazione creditizia delle banche popolari nell'anno appena trascorso è stato notevolmente superiore a quello del sistema (gli impieghi sono cresciuti del 9,3%, la provvista del 4,8% e il rapporto sofferenze/impieghi è risultato pari al 7,2%).

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    Intermediazione bancaria

    Il 1998 è stato caratterizzato da evoluzioni divergenti degli aggregati bancari. Alla dinamica vivace ed in accelerazione degli impieghi ha fatto infatti riscontro il sensibile rallentamento della provvista complessiva del sistema - come conseguenza in primo luogo del consolidarsi di alcuni mutamenti strutturali del sistema finanziario che hanno trovato compimento nell'adesione dell'Italia alla terza fase dell'Unione Monetaria Europea. Le risultanze dell'attività di intermediazione corrispondono ad un nuovo quadro operativo, caratterizzato da rendimenti ai livelli più bassi degli ultimi decenni, da nuove regole di politica monetaria che comportano tra l'altro la quasi completa eliminazione della riserva obbligatoria e da nuove tendenze nell'allocazione del risparmio finanziario.

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    Depositi

    La provvista complessiva del sistema è cresciuta nel corso del 1998 del 3% circa - le componenti più dinamiche dell'aggregato sono state i conti correnti per il segmento a breve e le obbligazioni per quanto riguarda il medio e lungo termine.

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    Impieghi

    Gli impieghi bancari - al netto delle sofferenze - sono aumentati del 6,1%, con un'incidenza della componente in lire superiore al 90%. Sul loro sviluppo sembrano essersi attenuati gli effetti dell'aumento del margine operativo delle imprese e del conseguente maggiore ricorso all'autofinanziamento.

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    Sofferenze

    L'evoluzione delle sofferenze, pur non presentando i dati positivi osservati nel 1997 (connessi peraltro ad operazioni straordinarie), è stata significativamente contenuta, con incrementi nell'ordine del 5%. L'andamento del grado di rischiosità (rapporto tra sofferenze ed impieghi) si aggira a fine anno intorno al 10,3%.

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    Innovazioni normative

    Tra le disposizioni emanate dal Ministro del Tesoro per regolare l'attività delle banche e degli altri intermediari finanziari, le più significative hanno riguardato l'aggiornamento della disciplina dei requisiti di onorabilità e professionalità dei componenti i massimi organi aziendali. Risulta rilevante anche l'approvazione definitiva dello statuto e del regolamento del Fondo nazionale di garanzia dei crediti pregressi verso SIM, che costituisce lo strumento per tutelare i privati investitori dall'instabilità delle società d'intermediazione. Con riguardo agli interventi normativi della Banca d'Italia, si ricordano le seguenti tematiche di riferimento:

    1. disciplina del patrimonio, allo scopo di giungere ad una rappresentazione contabile del patrimonio più vicina al valore di mercato;
    2. intermediari finanziari, attraverso l'emanazione del regolamento di attuazione di diverse disposizioni del testo Unico sull'intermediazione finanziaria, tra cui l'adeguatezza patrimoniale delle società di gestione del risparmio;
    3. bilanci bancari - in vista dell'introduzione dell'euro come moneta di conto e per la contabilizzazione delle differenze di cambio sulle posizioni in ecu, le disposizioni confermano la facoltà sino al 31/12/2001 di redigere il bilancio in lire.

    Nuova disciplina sulla tassazione delle rendite finanziarie - D.l. 461/97

    La nuova normativa che regola la tassazione delle rendite finanziarie, entrata in vigore il 1° luglio 1998, presenta tre novità fondamentali: 1) mentre fino ad oggi venivano tassati solo le cedole, gli interessi e i dividendi derivanti dagli investimenti, con la riforma sono tassati anche i capital gain (differenza tra i prezzi di vendita e di acquisto dei titoli); 2) tutti questi redditi, con l'eccezione degli interessi sui conti correnti, sui depositi a risparmio e sui certificati di deposito - che continueranno a pagare il 27% - vengono tassati con un'unica aliquota del 12,5%; 3) è possibile scegliere tra diversi regimi di tassazione: il "regime del Risparmio Gestito", il "regime del Risparmio Amministrato" e il "regime della Dichiarazione dei Redditi".

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    Codice di Autodisciplina degli Intermediari

    Nel corso dell'anno l'Associazione Bancaria Italiana ha adottato il "Codice di Autodisciplina degli Intermediari", che si articola in 4 sezioni ove sono disciplinati il comportamento degli esponenti aziendali (particolare attenzione viene prestata agli obblighi di riservatezza dei predetti soggetti riguardo alle informazioni di carattere confidenziale acquisite in ragione delle loro funzioni; viene inoltre confermato il divieto per gli esponenti aziendali di usare informazioni confidenziali per effettuare operazioni personali anche qualora ciò non integri fattispecie assimilabili all'insider trading o che diano luogo a conflitti di interessi), l'organizzazione interna (con riferimento essenziale al trattamento delle informazioni confidenziali, ai controlli interni ed alla formazione dei dipendenti e collaboratori), i rapporti con gli investitori (due principi fondamentali al proposito: l'intermediario deve tenere a disposizione della clientela adeguata documentazione illustrativa dei servizi prestati; il personale incaricato deve fornire adeguate informazioni agli investitori circa le operazioni ed i servizi offerti) e le norme di attuazione e finali.

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    Strategie di sviluppo

    Una delle conseguenze della crisi finanziaria internazionale dell'estate scorsa è che ha definito con maggiore chiarezza le tendenze che domineranno il processo di riorganizzazione del sistema bancario europeo ed italiano. Non tutti gli intermediari potranno operare a 360° gradi e, soprattutto, essere ovunque. Tutto e ovunque potrà essere fatto dalle banche globali (global players), poi ci saranno le banche regionali (macroregionali: europee, nordamericane ed asiatiche) e le banche nazionali e locali. La definizione strategica della propria collocazione in una di queste categorie è una delle linee guida per lo sviluppo di ciascun istituto - e la dimensione, all'interno di questa collocazione strategica fortemente influenzata dall'affermarsi dell'euro, non sarà l'elemento fondamentale. In questo quadro, essere globali conta se e in quanto consente di servire quella quota di clientela - non necessariamente così ampia - che ha globalizzato i propri interessi.

    La battaglia della sopravvivenza e della crescita sul mercato bancario non si combatte solo sul fronte delle acquisizioni e fusioni. Una delle maggiori preoccupazioni degli istituti di credito del 2000 consisterà nel mantenere ed accrescere la fidelizzazione del cliente, coniugando al contempo il duplice obiettivo di ridurre ulteriormente i costi operativi e di definire strutture organizzative realmente flessibili e snelle. La posizione competitiva nello scenario futuro del settore dipenderà peraltro in modo sostanziale dalla capacità di sviluppare nuovi prodotti e canali distributivi innovativi ad una velocità maggiore di quanto non sia avvenuto sinora; infatti, anche nel retail banking la concorrenza va intensificandosi e solo nuovi livelli di servizi alla clientela possono procurare vantaggi competitivi. Gli operatori dovranno così concentrarsi nei prossimi anni su tre corsi d'azione fondamentali: approfondimento della conoscenza della clientela, sviluppo dei canali distributivi di nuova generazione (in primo luogo Internet) e crescita di una cultura focalizzata alle esigenze del singolo cliente. Tutti gli operatori finanziari dovranno essere in grado di offrire ai propri clienti l'accesso ad una rete bancaria globale; occorreranno investimenti molto sostanziosi in tecnologia, adattando e rendendo complementari e non tra loro alternativi i canali di distribuzione consueti dei prodotti e servizi bancari - lo sportello tradizionale - con i modelli di banca telefonica e via Internet. Ristrutturazioni e destrutturazioni si accompagneranno all'intensificarsi della concorrenza - sia su scala locale che globale - e al forte ampliamento nella dimensione del mercato, che da nazionale diviene europeo di pari passo con il progressivo, irreversibile affermarsi della moneta unica europea.

    Infine, a fianco della poderosa forza di cambiamento della tecnologia dell'informazione, le stesse barriere all'entrata nel settore bancario tenderanno a sfumare, tramite in particolare l'ingresso della distribuzione commerciale nel settore dell'intermediazione, e viceversa.

    IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

    Sondrio, 16 marzo 1999



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