Un progetto fotografico sulla trasformazione del paesaggio delle cave estrattive: Marco Anelli, Stefania Beretta /
Il tema del doppio nell’interpretazione di un artista emergente: Luca Conca / Ancora sul paesaggio: tre autori scelti da Danilo Eccher
CAVE. Una mostra fotografica dal 19 aprile al 16 giugno presso la galleria di Palazzo Sertoli e il Museo Valtellinese di Storia e Arte con la cura di Giovanna Calvenzi e testi di Antonio Boscacci e Paolo Giansiracusa. Dal 13 luglio fino al 27 ottobre 2007 la mostra si sposterà ad Acireale nella sede di Piazza Duomo. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’agenzia Grazia Neri presenta il lavoro di due giovani ma già affermati fotografi. Stefania Beretta ha lavorato sul territorio siciliano col colore e Marco Anelli su quello valtellinese col bianco e nero. Il risultato è il confronto tra le due realtà territoriali tramite un centinaio di immagini di medio e grande formato.
I RITRATTI DI LUCA CONCA. Dal 28 giugno al 1 settembre. Partendo dal suo autoritratto e dal ritratto di suo fratello gemello, Luca Conca si è accostato al tema del doppio, che rappresenta il filo conduttore dei venti quadri in mostra. Chi osserva le sue opere rimane spesso disorientato dalla tensione compresa fra il pieno della figura e il vuoto che la circonda; ciò acuisce il senso di mistero e alienazione con cui l’artista avvolge i suoi quadri.
LE ALPI NEL CONTEMPORANEO. Si tratta di un’esposizione inserita in una più ampia rassegna di mostre ed eventi collegati all’elezione di Sondrio Città Alpina, che vedranno la collaborazione di enti pubblici e privati attraverso il 2007. Danilo Eccher, direttore del MACRO di Roma e curatore della mostra, sceglierà di affrontare il tema della montagna attraverso tre ambiti concettuali ben definiti: l’Immagine, la Forma, la Natura. L’Immagine è affidata a Velasco Vitali che ripercorrerà le emozioni visive dello spettacolo della montagna e dei suoi colori; la Forma sarà rappresentata da un percorso scultoreo condotto da Simon Starling che svolgerà una riflessione plastica sul territorio alpino ed i suoi materiali; la Natura sarà affidata alla filosofia installativa di Wolfgang Laib che disseminerà gli spazi con accumulazioni di polline raccolto nei boschi svizzeri, traducendo il tutto in un insieme accecante di intensa seduzione percettiva e sensoriale. Altre iniziative articoleranno l’itinerario espositivo sulle Alpi “nel contemporaneo”: è il caso di un moderno grand tour a ripercorrere con la macchina fotografica l’itinerario dell’incisore tedesco Meyer a metà Ottocento dalla Germania, attraverso i passi alpini in direzione del capoluogo lombardo. Risultato? Un tentativo di accostamento anti-nostalgico fra il portfolio litografico ottocentesco, con l’interpretazione contemporanea a volte cruda e tagliente, altre volte allegorica e densa delle fascinazioni visive proprie della fotografia.