40.20.06; l’amicizia di tre artisti attraverso lo sguardo di Philippe Daverio: Bueno, Ragusa, Gattuso Lo Monte / Cave in Sicilia e in Valtellina: ancora (ma diversi) Anelli e Beretta
40.20.06 Raffaele B., J. Ragusa con la partecipazione di Giuseppe Gattuso Lo Monte. Una mostra a cura di Philippe Daverio alla Galleria Credito Siciliano di Acireale dal 23 marzo al 30 giugno. "Mi sono sbagliato anch'io. Ho conosciuto Raffaele Bueno e Giovanni Ragusa solo quando Giuseppe Gattuso non c'era più. Del resto non ero l'unico, poichè tutta la critica italiana li aveva ugualmente ignorati, e quella poca che li aveva citati, avendo citato tutti, li aveva inseriti in un elenco inconsultabile. Loro tre ne erano consapevoli, ma non per questo preoccupati. Continuavano, tranquilli e distratti, ad imparare il loro lavoro. In quell'epoca, per gli altri, il successo era d'obbligo; un ampio meccanismo internazionale stabiliva con regolarità la fortuna dei gruppi che si susseguivano […]" (Philippe Daverio). A vent'anni dalla morte di Giuseppe Gattuso Lo Monte, la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese presenta una mostra che per la prima volta riunisce i lavori dei tre artisti fiorentini il cui sodalizio risale agli anni Sessanta con 180 opere fra disegni, olii su tela e sculture che ne ripercorrono l’attività artistica. E' la storia di tre giovani artisti abbracciati dalla Firenze pre-alluvionale, accomunati da una visione "densa" e attuale della grande tradizione figurativa medievale e primo-rinascimentale. Concentrata sulla rappresentazione dell’internità degli esterni tipica di maestri quali Maso di Banco, Gentile da Fabriano e dello stesso Giotto, è la visione di Gattuso lo Monte, capofila riconosciuto dagli altri due. Alleggerita da un risvolto ironico è invece l’interpretazione di Raffaele, mentre più autoreferenziale appare la declinazione di una tradizione mal sopportata leggibile nei lavori di Johnny. "Gli etruschi" è la sigla coniata dallo stesso Daverio nel tentativo di accomunarli a una corrente con altri artisti appartati e dispersi nella campagna toscana, e tuttavia già rappresentati negli spazi del Gruppo (Ruggero Savinio, 2004; Frances Lansing, 2006).
CAVE. Dal 13 luglio al 27 ottobre alla Galleria Credito Siciliano. La mostra, presentata negli spazi espositivi di Sondrio e Acireale è accompagnata da una pubblicazione che raccoglie una selezione di immagini e testi a carattere storico e scientifico. Il progetto indaga un aspetto del nostro Paese poco conosciuto, ma di grande fascino e di forte identità territoriale. La cava come antro dal quale far emergere il centro della terra; la cava come un ferita non cicatrizzata posta a frattura di un sito preesistente; la cava infine come nuova costruzione, disegnata dalle fenditure di taglio della roccia o dalle accumulazioni megalitiche del materiale estratto. La cava ancora, e la mostra tende a sottolinearne il carattere crudo e pur insistito, come luogo di lavoro dell’uomo, minuscola unità di misura. Ma capace di tutto.