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Vincenzo Scamozzi 1548 - 1616
Architettura è scienza

Sedi: Galleria Credito Valtellinese, Piazza Quadrivio 8
Museo Valtellinese di Storia e Arte, via Maurizio Quadrio 27
Inaugurazione giovedì 14 ottobre ore 18
Durata: 15 ottobre - 27 novembre 2004
Orari: da lunedì a venerdì ore 9.00-12.00, 14.30-18.30;
sabato ore 9.00-12.00
Chiuso domenica e festivi
Ingresso: libero
Ufficio stampa: Irma Bianchi Comunicazione
Tel +39.0289.404.694 - 0289.400.732 Fax 028.356.467
e-mail info@irmabianchi.it
Informazioni: Galleria Credito Valtellinese, tel. 0248.008.015

Vincenzo Scamozzi Architetto e viaggiatore, allievo di Palladio e prosecutore dei suoi progetti, progettista d'ingegno attivo nel Nord Italia ma anche all'estero, i cui edifici si ammirano ancora oggi: tutto questo è Vincenzo Scamozzi, che fra il fiorente e creativo Rinascimento e l'indagatore secolo delle scienze anticipa una serie di tematiche in seguito proprie al Barocco. Dal 14 ottobre al 27 novembre nelle sale della Galleria Credito Valtellinese e del Museo Valtellinese di Storia e Arte sono esposte le sue tavole grafiche, disegni e schizzi dei progetti architettonici nella mostra Vincenzo Scamozzi 1548 - 1616. Architettura è scienza. Omaggio a questo architetto nativo della Valtellina che lasciò un segno anche oltralpe, la mostra è promossa dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese a Sondrio.

Una grande occasione per ammirare molti suoi progetti, come quello del rinascimentale Teatro all'Antica di Sabbioneta eseguito nel 1588 per Vespasiano Gonzaga, oppure il disegno della quinta meridionale di piazza San Marco a Venezia con le famose Procuratie Nuove risalenti al 1587. Una suggestiva mostra nella mostra è costituita dalle fotografie originali di Vàclav Sedy, il fotografo che nel tempo presente ha realizzato affascinanti scatti degli edifici e delle opere realizzate da Scamozzi. Ma le sorprese per i visitatori non finiscono qui: al centro di una sala la "più bella casa del mondo", la cinquecentesca villa Rocca Pisana vicentina, fa mostra di sé tramite due modelli in scala che la riproducono fedelmente.

E per creare un'atmosfera ancora più magica in grado di catturare il pubblico, le pareti delle sale sono rivestite interamente dalle gigantografie delle pagine del raro e pregiatissimo Taccuino di viaggio da Parigi a Venezia, che Scamozzi realizzò di ritorno da un viaggio di studi all'estero, compiuto da "cittadino del mondo" come egli stesso amava definirsi. Per i visitatori che desiderano portarsi a casa un po' della suggestione della mostra, la Fondazione Credito Valtellinese ha stampato il prezioso taccuino, disponibile in luogo del catalogo.

 


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