La mostra, organizzata dalla Fondazione Credito Valtellinese con il patrocinio del Comune di Sondrio, è presentata a catalogo da Antonino De Bono, critico d'arte ed esperto nella tecnica dell'acquerello, direttore della rivista 'Arte più Arte', e completata da alcune testimonianze e da un apparato bibliografico a cura di Leo Schena.
Aldo Raimondi è stato un personaggio da leggenda. Ha ritratto Re ed Imperatori, umili contadini ed operai, soldati ed ufficiali (quando collaborava alla 'Domenica del Corriere' ed all' 'Illustrazione del popolo' nelle famose copertine), diplomatici e gerarchi del regime fascista, scienziati e cantanti (Guglielmo Marconi e Beniamino Gigli).
E' stato il pittore ufficiale dell'Italia al noto convegno di Stresa del 1935, in preparazione del 'Patto a quattro', con i Presidenti del Consiglio ed i Ministri degli Esteri di Francia ed Inghilterra. Per la prima volta l'acquerello assumeva un'importanza storica entrando di peso nella storia dell'arte del Novecento. Infatti, qualche tempo dopo, su proposta di Vittorio Emanuele III veniva istituita una cattedra dell'Acquerello all'Accademia di Brera a Milano, affidata 'per chiara fama' ad Aldo Raimondi.
In pittura Raimondi è stato il creatore di un 'nuovo stile', che il critico Antonino De Bono ha definito 'Realismo lirico'. Tale indirizzo estetico fonde abilmente l'impressionismo con il naturalismo, facendo proprio il concetto di dipingere 'en plein air', ed usando una pennellata rapida, gestuale, giostrando sui toni e sui mezzi toni, fagocitando l'atmosfera, talvolta in senso fenomenico. Abilissimo ad immortalare i cavalli nelle scuderie, le Guardie Svizzere a San Pietro, impettite nelle sgargianti divise e nei morioni in testa, a ritrarre i tre Pontefici con ieratica maestà.
Una mostra di alto livello che soddisferà il collezionista e l'amatore d'arte, e che conquisterà il grande pubblico, per ammirare e ricordare con affetto questo gigante della pittura ad acqua, definito il 'Re dell'Acquerello'.