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PIERLUIGI MATTIUZZI
Sedi: Sondrio, Galleria Credito Valtellinese, Palazzo Sertoli
Sondrio, Giardini di Palazzo Sassi de' Lavizzari
Durata mostra: 11 luglio - 24 agosto 2002
Orario: lunedì-venerdì, ore 10 - 12.30, 15.30 - 19.30
sabato, ore 10 - 12
Chiusi domenica e festivi, ingresso libero
Catalogo: Edizioni Fondazione Credito Valtellinese
Curatore: Enrico Mascelloni
Per informazioni al pubblico: Galleria Credito Valtellinese, tel. 0248.008.015, 0342.522.738
Su Internet: //www.creval.it/; E mail: creval@creval.it
UFFICIO STAMPA: Elisabetta Mossinelli, tel. 0248.008.015, fax 024.814.269

L'eclettica attività della galleria di palazzo Sertoli in Sondrio continua con una mostra dell'altoatesino Pierluigi Mattiuzzi (1944).

Scultore e pittore, l'artista presenta una nutrita selezione delle sue ultime creazioni esposte nello spazio del Credito Valtellinese, tra i palazzi storici di Piazza Quadrivio e nei giardini Sassi de' Lavizzari, proprio di fronte al Museo. Sono una quarantina in tutto le opere esposte, tra sculture e dipinti spesso di grandi dimensioni. Le sculture si integrano perfettamente con il paesaggio. Un'invasione pacifica di forme verticali, dai profili ben definiti, sbuca tra gli alberi del giardino, tra la gente che passeggia. Presenze misteriose, antropomorfe e fantastiche, interagiscono con il pubblico e lo spazio. Sono state fatte per essere toccate, praticate, per coinvolgere i sensi dello spettatore. I demoni cupi abitano le zone d'ombra, i demoni solari trovano casa tra le aiuole e nelle piazze. Mattiuzzi crea i suoi totem dal 1980. I primi li ha realizzati di ritorno da un lungo viaggio in India, e di quel paese conservano le tonalità calde e intense. Le terre brunite, il rosso e il giallo zafferano, l'arancio del mango, i blu cobalto e i verdi smaglianti della montagna incontaminata. Gli altri sono nati quasi da sè negli anni Novanta. Sono tutti diversi: oltre ai colori variano le forme. Li realizza usando tavole di legno che sagoma, intaglia e tratta con olio, acrilico, aniline e lacche protettive. Per i totem, così come per i suoi dipinti il linguaggio è inconfondibile. Sovraccarico di immagini, ridondante, esplosivo. Pieno d'energia espressiva, caratterizzato da una gestualità fluida e veloce, lontana da qualsiasi schema compositivo prestabilito. Sulle sue superfici si affollano animali fantastici, demoni, occhi giganti, architetture impossibili, soli e strani alieni. Come in un gioco si dispongono secondo ordini che cambiano ogni volta che li si guarda. E i segni si incastrano tra loro come le tessere in vetro dei rosoni medioevali. La prospettiva non esiste, le immagini sono bidimensionali.

Per la galleria del Credito Valtellinese Mattiuzzi ha realizzato un totem in ferro che terrà permanentemente compagnia alle opere già installate di Finotti, Scampini, Negri, Silvestri, Consagra, Recalcati, Cardenas e Martini.

La mostra, curata da Enrico Mascelloni è accompagnata da un catalogo edito dalla Fondazione Credito Valtellinese, che verrà distribuito la sera dell'inaugurazione.

 


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