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I LUOGHI DELL’ACQUA
Architetture e paesaggi delle centrali elettriche in Valtellina

Sedi: Galleria Credito Valtellinese
Sondrio, Piazza Quadrivio n. 8
MVSA, Palazzo Sassi de’ Lavizzari
Sondrio, Via Maurizio Quadrio n. 27
Durata mostra: 20 febbraio – 30 marzo 2013
Inaugurazione: martedì 19 febbraio 2013, ore 18.00
Sala dei Balli – Palazzo Sertoli
Orari e ingressi Galleria Credito Valtellinese e MVSA
da martedì a venerdì h. 9.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
sabato h. 9.00 – 12.00
chiuso domenica e lunedì – INGRESSO LIBERO
Visite guidate su prenotazione scrivendo a giacomomenini@libero.it
Informazioni al pubblico: Galleria Credito Valtellinese
Tel. +39 0342.522.738
Sito: www.creval.it
Ufficio stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
tel. +39 049.663.499
Email. info@studioesseci.net
 
  • CARTELLA STAMPA

    La mostra a Sesto S. Giovanni
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    Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
    A cura di Giacomo Menini
     
    Invito  Speciale Tv Manifesto
     

    Antonia Campi, Portalampada C 272, 1953-1954, terraglia forte, h 43 cm larghezza 20 cm In Valtellina, ma l’assunto vale per gran parte dei territori italiani alpini, il “nuovo nell’architettura” lo hanno portato le centrali idroelettriche e le istallazioni che intorno ad esse ruotano.

    È su questa tesi che si impernia la mostra “I luoghi dell’acqua” prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, in collaborazione con la Fondazione AEM e a2a, che si terrà a Sondrio dal 20 febbraio al 30 marzo 2013 nella doppia sede espositiva della Galleria Credito Valtellinese e del MVSA.

    L’esposizione curata da Giacomo Menini, architetto e docente a contratto dell’Università di Bergamo, completa la trilogia di mostre e pubblicazioni dedicata al “Paesaggio Costruito”, tema su cui la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ha già proposto le mostre “900+ / Václav Šedý. Fotografie di architettura al centro delle Alpi. 1900 - 2010” e “In viaggio. Strade ferrate, itinerari, persone per unire le Alpi”, rispettivamente sui temi dell’architettura alpina e delle ferrovie tra Svizzera e Valtellina.

    “I luoghi dell’acqua” rivolge il suo interesse alle decine di opere edilizie e infrastrutturali dedicate all’utilizzo della risorsa idrica per la produzione di energia, iniziata agli albori del XX secolo e tuttora in atto. Centrali, cabine elettriche, invasi, bacini e dighe, canalizzazioni forzate, dissabbiatori, insediamenti abitativi e ripari tecnici, costituiscono il vero paesaggio artificiale a testimonianza del rinnovamento architettonico e urbanistico nella provincia di Sondrio e nelle valli limitrofe.

    Allinea una sequenza di immagini e tavole progettuali relative alle realizzazioni più eclatanti a firma di Gio Ponti e Giovanni Muzio, accanto a quelle di progettisti meno noti operanti presso gli uffici tecnici di Edison, Falck e AEM. Le tavole progettuali trovano un contrappunto suggestivo nella sequenza fotografica che ne illustra le fasi realizzative sino all’esito compiuto, con un focus sulla misteriosa e sconosciuta centralina di San Giacomo, documentata dagli scatti autoriali di Susanna Pozzoli. Al fotografo boemo Václav Šedý è stata affidata la documentazione in bianconero degli edifici minimalisti di Gio Ponti in Valchiavenna.

    Una sezione speciale viene riservata alla proiezione dei filmati commissionati dall’AEM negli anni dell’immediato dopoguerra, raccolti in una recente edizione dal titolo “Architettura di Luce”, dagli archivi della stessa Azienda energetica e dell’Istituto Luce. La mostra si giova dei prestiti e della collaborazione di a2a, che fornirà anche oggetti d’epoca, della Fondazione AEM – Gruppo a2a, di Edipower, che metterà a disposizione alcuni materiali d’archivio provenienti dal nucleo di Mese (SO), del Gruppo Falck e dell’Archivio Giovanni Sacchi di Sesto San Giovanni, che da anni custodisce e tutela la memoria dell’archeologia industriale lombarda sotto molteplici aspetti e che ospiterà la seconda tappa della mostra da maggio a giugno 2013.

    In catalogo è inserito il testo L’architettura del “carbone bianco” scritto dal curatore in occasione della sua tesi di dottorato in composizione architettonica dal titolo Costruire in cielo, che contiene un capitolo dedicato alla Valtellina.

    Il volume, racchiuso in cofanetto assieme a quelli delle due precedenti mostre, va a completare un’imperdibile trilogia editoriale sul tema dell’architettura alpina.

     

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