Il 2008 è davvero l’anno dei Ligari: alla dinastia di pittori valtellinesi sono dedicate ben tre esposizioni e il riallestimento di una sezione museale.
Il grande "Progetto Ligari" è stato voluto e sostenuto dal Credito Valtellinese quale iniziativa di maggior rilievo delle celebrazioni per il primo secolo di attività dell’Istituto.
I Ligari prendono nome dall’omonima contrada posta nel territorio comunale di Sondrio. Il capostipite, Giovan Pietro, detto appunto “il Ligari”, nasce da famiglia agiata nel 1686. Dodicenne viene mandato a studiare a Roma a bottega da Lazzaro Baldi, seguace di Pietro da Cortona. Da qui si trasferisce in diverse città dell’Italia centrale e a Venezia per stabilirsi poi a Milano e infine in Valtellina.
Cesare, oltre che allievo del padre, fu a Venezia scolaro di Giambattista Pittoni e del Piazzetta. Tornato in patria lavorò per una committenza diversificata, religiosa e privata. La sua pittura non venne sempre apprezzata dai suoi conterranei, ancora legati al classicismo del padre.
Legata al padre e poi al fratello, Vittoria, quando può agire in autonomia, offre prove di un certo livello, ma la sua attività si svolge per lo più nell’ambito della produzione della bottega.
Il recente contributo degli studi sull’opera di Pietro, Cesare e Vittoria nel campo della pittura a olio e ad affresco, l’imminente pubblicazione dell’atlante generale ligariano, ha fornito l’occasione per una più sistematica ricognizione di quanto conservato in collezioni private e di questo patrimonio poco noto i disegni costituiscono senz’altro una porzione rilevante.
Da tempo gli studiosi rivolgono particolare interesse alla produzione grafica, forma artistica non più ritenuta aspetto minore o accessoria, bensì complementare alla ricostruzione della personalità di un maestro.
La mostra i Ligari. Disegni dalle collezioni private che si inaugura il 13 maggio a Sondrio (Galleria Credito Valtellinese, 14 maggio - 19 luglio 2008) in continuità con l’esposizione milanese i Ligari. Pittori del Settecento lombardo (Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese – Refettorio delle Stelline e Museo Diocesano, 11 aprile – 19 luglio 2008), ne costituisce scientificamente un indispensabile corollario.
La generosa disponibilità degli eredi di Roma, che hanno messo a disposizione un'ampia scelta di fogli dalle loro raccolte familiari per una selezione ragionata, rende possibile presentare al pubblico un significativo spaccato della copiosa produzione grafica ligariana, ricomponendo un corpus eterogeneo all’apparenza, a motivo della sua dispersione in collezioni diverse, ma coerente se confrontato con quanto presente nel Fondo Ligari del Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio.
L’esposizione di Sondrio, a cura di Angela Dell’Oca e Gianpaolo Angelini, presenta quindi una selezione di circa 80 disegni messi a disposizione da collezionisti privati e intende costituire un prezioso contributo alla conoscenza di questo vasto patrimonio.
Accanto alla mostra i Ligari. Disegni dalle collezioni private nella Galleria Credito Valtellinese è in corso il riallestimento delle sale dedicate ai Ligari presso il Museo valtellinese di storia e arte, in particolare viene presentato il restauro del mobile costruito da Pietro Ligari per riporre disegni e documenti : la “scansia di noce con 24 casettini fatta in Milano con molta fatura, ne’ quale io tengo li dissegni e scritture”.
Accompagna l’esposizione un tabloid in quadricromia di 52 pagine con due brevi saggi dei curatori.
Completano questa articolata offerta espositiva gli itinerari sul territorio valtellinese e non solo, itinerari che condurranno il visitatore a scoprire e ammirare l'amplissima produzione ligariana ad affresco.