Dal 6 luglio al 25 agosto si rinnova la collaborazione tra Palazzo Sertoli e Palazzo Sassi in Sondrio, negli spazi espositivi della Galleria del Credito Valtellinese e del Museo di Storia e Arte della Valtellina per ospitare una mostra appositamente immaginata e costruita da Silvia Levenson.
La mostra, dal titolo "correre ai ripari", percorre attraverso 25 sculture e installazioni alcuni fra i cicli fondamentali realizzati dall'artista in Italia a partire dal 1981 sino ad oggi: Viaje; Cannibalismo dei sentimenti; Fashion Glass e Infanzia.
La scultura di Silvia Levenson, realizzata in vetro fuso a stampo, secondo una modalità di particolare laboriosità e complicazione tecnica, è una costante operazione di congelamento di oggetti e sentimenti comuni che per mezzo di questo inedito materiale si trasformano in simboliche e fredde trasparenze.
Il tema del viaggio che, sulla base di un forte riferimento autobiografico (il necessario abbandono dell'Argentina) viene rappresentato da piccole valigie e libri da viaggio; quello del Cannibalismo che propone una rivisitazione dei ruoli e delle condizioni, con particolare riferimento al quotidiano femminile, attraverso la messa in scena ironica e drammatica di oggetti di uso domestico; Fashion Glass che racconta l'abito quale travestimento obbligatorio per un corretto debutto in società; infine l'Infanzia che rappresenta la consapevolezza del ricordo (proprio e altrui) come serbatoio di energie e inappellabile via alla sopravvivenza rappresentato da un improbabile e vitreo parco giochi per bambini e da un apposito corredo.
Silvia Levenson racconta in questa mostra storie di affetti e di sentimenti che nella loro valenza domestica riescono a coinvolgerci in un impatto emotivo di più ampio significato. Tavoli, sedie, utensili da cucina, coltelli, vestiti, scarpe e borsette dotate di chiodi e lamette si presentano quali inquietanti e graffianti icone del contemporaneo e della tradizione. Oggetti-stereotipi che, trasformati dall'artista, mettono in luce l'impossibilità all'adeguamento.
Così come "correre ai ripari": una casetta trasparente che contiene una piccola sedia in alluminio per bambini su cui pende un coltello. Un luogo protetto ma che apre ad una riflessione sulla fragilità dei modelli che costruiamo e sui quali continuiamo a fare cieco affidamento.
La mostra conterrà inoltre alcune opere, realizzate in silicone e sapone, appositamente dedicate alla libera manipolazione dei bambini.
Il catalogo bilingue, italiano/inglese, presenta i contributi critici di Martina Corgnati, Manuela Gandini, Alessandro Riva, Paola Tognon, oltre ai testi introduttivi alle quattro sezioni di Silvia Levenson.