Con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Sondrio
Architetto e biologo, Jorrit Tornquist, nato in Austria - a Graz - nel 1938, cittadino austriaco e italiano (dal '92), è soprattutto pittore. Insegna colore - luce al Politecnico di Milano presso la Facoltà di Disegno Industriale, alla Facoltà di Architettura di Graz e all'Accademia Carrara di Bergamo.
Da quarant'anni fa ricerche sul colore e sulla percezione.
Partito da un approccio strettamente scientifico ecologico che procedeva attraverso approfondite sperimentazioni dei parametri di tinta, saturazione e chiarezza, e l'esame degli effetti di complementarietà, - sulla scia della tradizione dell'Arte Concreta -, l'artista si è successivamente reso conto dell'insufficienza di un'arte limitata a progettazioni di tipo geometrico e programmato.
E' così che - fondendo la cultura di matrice tecnica con la sensibilità personale e gli studi volti a indagare i modi della percezione e gli effetti che i colori sortiscono sull'umore - Tornquist ha elaborato una propria "Teoria del Colore".
L'incontro di dati scientifici e psicologici nell'opera, il tentativo di far coincidere valore strutturale-cromatico e valore sensitivo-affettivo del colore, sono infatti le vere conquiste dell'artista.
Tornquist ha trovato nel colore un credo totale, una filosofia dell'esistenza, ed è riuscito ad assimilare la materia del colore al fenomeno ideale della luce. Complici di quest'operazione i materiali che utilizza per realizzare i suoi quadri: oltre a tempere e olii, carte, cuscini, tele stropicciate o divaricate e sollevate a formare figure geometriche tridimensionali che producono luce.
Dice l'autore: "C'è materia, ma non mi interessa, per far leggere il colore come luce mi serve una texture tridimensionale, perché la bidimensione è una raffigurazione di sensazione di luce, diversa dalla sensazione reale della luce".
Ma il lavoro di Tornquist non si è esaurito nei quadri. Il suo intervento si è esteso alla vita pratica, nell'architettura rurale e urbana: già colorista per il Piano Regolatore Generale di Torino nel '78, ha studiato nel '95 i colori della Jakomini Platz al centro di Graz, sua città natale, e per innumerevoli edifici di grandi dimensioni - scuole professionali, industrie, alberghi.
Non ultimo il progetto cromatico per il Termoutilizzatore della ASM di Brescia, realizzato nel 1996-99, considerato una vera e propria scultura, alto più di 120 metri. A Brescia Tornquist ha voluto associare un'immagine di grande pulizia a un'industria ad alta tecnologia, nel pieno rispetto dell'equilibrio con l'ambiente. Per l'impianto ha studiato un'armonia basata sulla tetrade composta con il verde della vegetazione, il blu del cielo, il giallo caldo, e il rosso come colore segnaletico dominante. L'aspetto finale - degli edifici ad uso non industriale - è stato quello di una pelle di alluminio cangiante, ottenuto per stratificazione, che si integra perfettamente con il paesaggio circostante.
La mostra allestita dalla Galleria del Credito Valtellinese intende offrire una panoramica dell'attività dell'artista, presentando i suoi diversi periodi: dalle opere "concrete" degli anni '60 fino agli attualissimi "tessuti", senza dimenticare le sculture, e con un'ampia sezione dedicata al capolavoro del Termoutilizzatore che comprende progetti, plastico e documentario.
La mostra sarà l'occasione per presentare l'ultimo libro dell'autore, un lavoro didattico dal titolo "Colore - luce in teoria e in pratica", fresco di pubblicazione, edito da Centro Colore Milano.
Catalogo presso la Galleria Credito Valtellinese
Per informazioni
Galleria Credito Valtellinese, Sondrio
Tel. 0342.522.738
E-Mail: creval@creval.it