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GIOVANNI CHIARAMONTE. L’ALTRO_NEI VOLTI NEI LUOGHI
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| Sedi: |
Galleria Credito Valtellinese, Palazzo Sertoli
Sondrio, Piazza Quadrivio n. 8
Palazzo Pretorio
Sondrio, Piazza Campello n. 1
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| Durata mostra: |
8 ottobre – 28 novembre 2010 |
| Inaugurazione: |
giovedì 7 ottobre ore 18.30 Galleria Credito Valtellinese – Palazzo Sertoli |
| Orari e ingressi: |
Galleria Credito Valtellinese e Palazzo Pretorio da martedì a venerdi h. 10.00-12.00/14.30-18.30
sabato e festivi h. 14.30-18.30
chiuso il lunedì
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| Ingresso: |
libero |
| Visite guidate: |
su prenotazione al numero +39 0342.522.645 |
| Informazioni al pubblico: |
Galleria Credito Valtellinese Tel +39 0342.522.738 | galleriearte@creval.it
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| Ufficio stampa: |
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo Tel. +39 049.663.499 | info@studioesseci.net
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CARTELLA STAMPA
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Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con Ultreya.
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La mostra ad Acireale | La mostra a Milano | La mostra a Fano
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SPECIALE TV
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| L'invito |
Il manifesto |
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"L’ALTRO_NEI VOLTI NEI LUOGHI" è una grande mostra su un tema di fortissima attualità, ma è anche una
proposta di analisi che, grazie alla mediazione del mezzo fotografico sapientemente interpretato da Giovanni
Chiaramonte, invita a guardare oltre l’emergenza sociale, per aprire in ognuno di noi un nuovo modo di
vivere e custodire tutti quelli che vivono accanto a noi nei nostri paesi e nelle nostre città.
La mostra, realizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con Ultreya, dopo
l’anteprima di Acireale presso la Galleria Credito Siciliano risale l’Italia per essere allestita a Sondrio, presso
la Galleria Credito Valtellinese e Palazzo Pretorio.
La presentazione pubblica della mostra, giovedì 7 ottobre, è stata pensata nella duplice forma di promenade
poetica e visiva: la simultaneità di sguardo sarà garantita dagli interventi lirici di Umberto Fiori che suggerirà
un’interpretazione degli scatti fotografici mettendo in comunicazione, poeticamente, e fisicamente, le due
sedi espositive. Il pubblico, accompagnato dal poeta e dall’autore, sarà infatti invitato ad attraversare il
centro storico cittadino per fruire delle due esposizioni, in una sorta di “ponte” teorico e verbale di sicura
suggestione.
I volti dell’altro Chiaramonte li ha intravisti, cercati, incrociati e rappresentati in due città simbolo dell’Italia:
Palermo e Milano, realtà apparentemente lontanissime, eppure accomunate dalla presenza, attività, vitalità
di uomini e donne del mondo. Proprio per la assoluta unicità della realtà multietnica di Palermo e per la
complessità di ciò che sta avvenendo a Milano, le immagini de L'altro si pongono come contemplazione della
dignità e della grandezza del fenomeno umano e sono in grado di prefigurare la condizione presente e futura
della civiltà europea.
Palermo ha uno dei centri storici più straordinari dell'intero mondo occidentale. Negli ultimi dieci anni,
all'esodo verso i nuovi quartieri residenziali da parte dei residenti siciliani, ha fatto seguito un sempre più
irresistibile inurbamento da parte degli immigrati provenienti dall'Asia e dall'Africa. Oggi nei più importanti
quartieri simbolo di Palermo e della Sicilia, Vucciria e Ballarò, abitano e vivono il loro destino una decina di
etnie non europee che formano ormai la stragrande maggioranza della popolazione.
Milano conosce il fenomeno dell’immigrazione in maniera profondamente diversa ma altrettanto significativa.
In molti quartieri che hanno caratterizzato storicamente l’identità della città, la presenza di culture di altri
paesi è notevole e ha contribuito a cambiare il volto della città. Una dimensione assolutamente nuova
dell'abitare sta quindi emergendo o è già emersa in queste due città che sono l’emblema del nord e del sud
dell’Italia. Gli antichi palazzi, le strette vie e i vicoli di Palermo, come gli isolati popolari e i viali di
circonvallazione, che hanno generato alcuni tra i più straordinari racconti del Novecento italiano, tra Bufalino
e Testori, sono diventati oggi lo scenario di nuovi e ancora sconosciuti racconti provenienti da lingue spazi e
tempi irriducibilmente diversi, ma destinati a svilupparsi insieme nel presente e nel futuro.
L’interesse per l'altro nasce dallo stupore del maestro Giovanni Chiaramonte di fronte a questi profili
architettonici costituenti l’identità italiana, animati da attori antropologicamente e culturalmente stranieri e
destinati a contribuire alla costruzione della nuova identità italiana. La mostra procede per moduli di 4
immagini: la prima, dedicata alla veduta urbana esterna, seguita da un trittico dedicato al volto e alla figura
dei protagonisti di questa ricerca. Le immagini singole si propongono di comunicare una nuova percezione
della città e si focalizzano sulle architetture. I trittici, invece, svelano i personaggi della storia che sta
iniziando adesso, secondo una rappresentazione epica, con la centralità del volto e con il drammatico
contrappunto laterale tra le memorie etniche e le memorie architettoniche interne ed esterne della loro nuova
città.
La mostra è accompagnata da un volume speciale con testi e contributi di Pierluigi Nicolin, Umberto Fiori e
Kurt Walter Forster.
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