La Fondazione Credito Valtellinese, con il patrocino del Comune di Sondrio, prosegue la stagione espositiva negli spazi di Palazzo Sertoli e Palazzo Pretorio con una mostra che si stacca dalla serie di eventi organizzati per celebrare il Giubileo del 2000.
L'occasione è data da una retrospettiva sull'intera produzione di Luigi Castiglioni, pittore e cartellonista di fama mondiale, la cui ricerca si inserisce nella scia della grande tradizione surrealista volta a riprodurre nella pittura e nel mondo visivo le trasformazioni metaforiche della poesia di Rimbaud. L'artista si colloca, a diritto, come erede della rivoluzione del mondo del manifesto, che nacque con Lautrec e trovò una nuova dimensione in Magritte.
Nato a Milano nel 1936, talento precoce - dipinge dall'età di quattro anni - Castiglioni entra all'Accademia di Belle Arti di Brera e organizza la sua prima mostra a quattordici anni. Diventa decoratore alla Scala di Milano e viene scelto da Fellini per la scenografia del suo capolavoro cinematografico La Dolce Vita. Arriva a Parigi nel 1960 dove espone i suoi dipinti improntati ad un surrealismo onirico.
La svolta decisiva avviene nel 1972, quando Rodolfo Sabbatini, organizzatore di memorabili incontri di boxe gli affida l'incarico di preparare il manifesto per il titolo mondiale dei pesi medi tra Jean Claude Bouttier e Carlos Monzon.
La proposta di Castiglioni rompe radicalmente con la tradizione grafica del genere.
Da quel momento inizia l' "era Castiglioni" contraddistinta da oltre trecento opere che hanno fatto il giro del mondo illustrando gli eventi sportivi più importanti degli ultimi trent'anni.
Tratto comune a tutte le affìches è l'esigenza di trasformare il simbolo in icona, in metafora visiva che catturi l'attenzione dei diretti fruitori.
Oltre agli sport maggiori che galvanizzano l'attenzione del pubblico di massa, il suo interesse si è rivolto alle cause umanitarie, ai romanzi adattati al grande schermo, ad animali splendidi come i felini, celebrati dall'immaginario. Geniale la trovata del ghepardo che corre così veloce che finisce col perdere le macchie.
Indimenticabile il poster di incoraggiamento alla Valtellina dopo la tragedia del 1987.
Le 130 opere in mostra, divise in due sezioni - quadri e manifesti - testimoniano le qualità di Castiglioni: virtuosismo della tecnica, precisione del disegno, potenza dinamica dei colori, immaginazione esplosiva, leggibilità istantanea.
Un'appendice della mostra, dedicata esclusivamente ai manifesti sportivi, sarà allestita in contemporanea a Bormio, presso il Rotary Point alle Cantine Braulio, in occasione delle finali di Coppa del Mondo di Sci.