Il giorno 24 luglio alle ore 18.00, presso la Galleria del Credito Valtellinese di Palazzo Sertoli in Sondrio (Piazza Quadrivio 8), si inaugurerà la mostra M.A.C. e dintorni. Concretismo, sintesi delle arti, problemi di percezione visiva, a cura di Martina Corgnati. La rassegna, realizzata e prodotta dal Credito Valtellinese e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Sondrio, è la seconda di una serie di cinque dedicate alla cultura artistica, ai movimenti e alle tendenze d'avanguardia sviluppatesi a Milano fra gli anni Quaranta e Cinquanta. Il primo appuntamento, Reale, concreto, astratto - Dal postcubismo all'ultimo naturalismo, che si è svolto fra il febbraio e l'aprile scorsi, ha ottenuto un notevole successo di pubblico e di critica: i visitatori sono stati circa 3.000.
Prossimi eventi:
- febbraio 1998 Movimento Nucleare
- settembre 1998 Movimento Spaziale
- febbraio 1999 Realismo Esistenziale
M.A.C. e dintorni intende documentare la storia del movimento Arte Concreta, fondato a Milano nel 1948, dal momento della sua fondazione agli ultimi sviluppi occorsi nella seconda metà del decennio successivo: attraverso una novantina di opere (fra cui oltre 50 dipinti, più sculture, disegni, grafiche, progetti, ceramiche, arredi e fotografie originali), arricchite da un cospicuo apparato documentario che comprende cataloghi e riviste d'epoca, inviti, cartoline e altri materiali, indispensabili per testimoniare concretamente le molteplici attività e gli interessi del M.A.C. e dei suoi simpatizzanti nel corso degli anni Cinquanta.
Oltre alla pittura vera e propria, un notevole rilievo è stato dato in mostra ai tentativi di "sintesi delle arti" condotti dai membri del M.A.C.: quindi alle loro sistematiche incursioni nel campo della grafica e del design, alle collaborazioni e alle relazioni con l'architettura. Infatti verranno proposti anche alcuni progetti e documentazioni fotografiche di edifici realizzati in quel periodo da architetti vicini o iscritti al gruppo; materiali che, solitamente, nelle rassegne dedicate al Movimento Arte Concreta, non vengono presi in considerazione.
Oggetto specifico della rassegna restano comunque le attività fiorite intorno al M.A.C. a Milano fra gli anni Quaranta e Cinquanta, per merito di artisti milanesi o non milanesi, numerosi in quanto Milano, sede centrale del M.A.C., giocava naturalmente come polo di attrazione. Non sono stati invece presi in esame alcuni corrispondenti decentrati del gruppo che, pur essendone parte integrante, mantengono una posizione propria, riferibile ad un altro ambito culturale. Data, poi, l'enorme estensione del Movimento dal 1953 in avanti, si è preferito non rendere conto di tutte le presenze marginali o sporadiche dei vari artisti che ne hanno attraversato l'orbita, senza lasciarvi una traccia profonda e senza derivarne, peraltro, sensibili modificazioni del proprio stile, privilegiando invece quelle voci che al gruppo hanno saputo imprimere una connotazione propria, oppure che, pur avendovi mai aderito, si sono rivelate determinanti come modelli o compagni di strada. E' il caso, per esempio, di Max Bill, all'epoca leader carismatico del concretismo internazionale, di cui è esposta un'opera. Uno spazio a parte è stato inoltre riservato al lavoro di Mario Ballocco, artista molto prossimo al M.A.C. di cui però non fece mai formalmente parte. Lavoro editoriale (Ballocco è l'editore delle riviste AZ e "Colore" di cui in mostra sono esposte le serie intere), artistico (fondazione del Gruppo Origine) e culturale (organizzazione della Prima Mostra d'Estetica Industriale nel 1952, e della Prima Mostra del Colore nel 1958), che, già nei primi anni Cinquanta, fa propria un'esigenza di investigazione sistematica e scientifica del colore, a partire dai presupposti della Gestalt. Esigenza che porta Ballocco a costruire i presupposti e le metodologie di una disciplina nuova, la cromatologia.
Le presenze documentate in mostra: Max Bill, Mario Ballocco, Gianni Bertini, Lanfranco Bombelli Tiravanti, Enrico Bordoni, Angelo Bozzola, Fernando Chevrier, Nino Di Salvatore, Gillo Dorfles, Augusto Garau, Proferio Grossi, Max Huber, Attilio Mariani, Galliano Mazzon, Gianni Monnet, Bruno Munari, Mario Nigro, Ideo Pantaleoni, Carlo Perogalli, Mario Radice, Mauro Reggiani, Regina, Manlio Rho, Atanasio Soldati, Tito Varisco, Luigi Veronesi, Vittoriano Viganò.
La mostra è accompagnata da un catalogo, con la riproduzione delle opere esposte, il testo del curatore, gli apparati critico-documentari e bibliografici.
La rassegna, ospitata presso Palazzo Sertoli, presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte, e presso Palazzo Pretorio, prevede, come la mostra precedente, un percorso che include l'intero centro storico della città.
L'ingresso a tutte le sedi e gratuito.