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Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Corso Magenta 59, Milano
Centre Culturel Français, Corso Magenta 63, Milano

DANIEL SPOERRI
HANNE DARBOVEN

Preview per la stampa: 9 novembre 2000, dalle ore 12.00 alle ore 14.00
Inaugurazione: 9 novembre 2000, ore 18,30
Durata mostre: 9 novembre 2000 - 6 gennaio 2001
Orario: lunedì - venerdì, ore 10.00 - 19.00, sabato ore 9.00 - 13.00
Chiuso domenica e festivi
Catalogo: Silvana Editoriale
Ingresso libero

In occasione dell'avvento del terzo millennio, la Galleria del Gruppo Credito Valtellinese propone nei propri spazi, in passato Refettorio delle Stelline, un ideale cenacolo di artisti contemporanei europei. Uno stretto legame unisce, da sempre, la Galleria e il Cenacolo: oltre alla vicinanza fisica con la Basilica di S. Maria delle Grazie, in Corso Magenta, dove si trova il celebre affresco di Leonardo, il punto di partenza dell'attività espositiva del Credito Valtellinese è stata la mostra di Andy Warhol, volta alla rilettura dell' Ultima Cena. Ed a questo tema saranno dedicate anche alcune delle esposizioni che si succederanno nel corso del 2000.

Il programma dell'anno, realizzato in collaborazione con l'A.I.C.E.M. che riunisce i sei centri culturali europei attivi a Milano (Centre Culturel Français, Istituto Austriaco di Cultura a Milano, British Council, Goethe Institut, Instituto Cervantes e Centro Culturale Svizzero), propone un calendario in cui si avvicenderanno per tre volte artisti singoli o in gruppo, differenti per generazione e stile, appartenenti ai Paesi coinvolti.

L'iniziativa sarà ospitata in contemporanea anche negli spazi espositivi del Centre Culturel Français, situato in Corso Magenta al n° 63. Il programma che si è aperto alla fine di marzo con Martial Raysse (Francia) e Hermann Nitsch (Austria), è proseguito nel mese di giugno con Damien Hirst (Gran Bretagna) e una collezione di arte spagnola del periodo 1950 - 1970 della Fondazione La Caixa (con opere di Tàpies, Saura, e altri importanti artisti), e chiude nel mese di novembre con Daniel Spoerri (Svizzera) e una mostra di Hanne Darboven (Germania).

Al programma collaborano la casa di moda Jil Sander, e il gruppo bancario Julius Baer, con il patrocinio della Provincia di Milano, Assessorato alla Cultura.

DANIEL SPOERRI
Ultima Cena e catena genetica del Mercato delle pulci

DANIEL SPOERRI
Daniel Spoerri appartiene alla generazione di artisti che, dagli anni '60, ha reinventato l'arte attraverso una forma espressiva legata alle situazioni, agli eventi. Sviluppando una produzione artistica attorno ad oggetti, trasformandoli, sottraendoli, per integrarli in opere che, nel caso di Spoerri, si riallacciano ad una poetica surrealista. Il linguaggio che utilizza Spoerri si lega al Nuovo Realismo. E il suo percorso artistico è costellato da opere tra cui i famosi collages. Riproduzioni plastiche di pasti da lui consumati nella vita di tutti i giorni. Spoerri fissa le esperienze di vita, una camera, un pasto… come un archeologo. Raccoglie tracce di vita, oggetti, simboli di un momento, di un istante. Segni tangibili della nostra esperienza culturale.

Il lavoro che l'artista espone nella Galleria del Gruppo Credito Valtellinese, presentato da Dominique Stella e Gino Di Maggio, è inedito. Spoerri ha, infatti, realizzato un'opera che forma un fregio lungo 60m. Si tratta di 25 pannelli, lunghi 2,5m ciascuno, montati l'uno accanto all'altro. Su ogni pannello sono stati assemblati una serie di oggetti recuperati dall'artista negli ultimi vent'anni, durante le sue peregrinazioni al Marché au Puces di Parigi. Ogni pannello ha un tema. Il più frequente è quello del corpo umano. In questo caso, Spoerri raccoglie insieme mani, teste, braccia di manichini, parrucche, pezzi anatomici, dimostrando il suo talento di inventore, e di grande riciclatore di oggetti. Dal banale all'insolito, Spoerri li sceglie, li accosta, li mischia, per raccontare una storia che lui solo conosce. Il processo di ideazione è lungo, mentre la realizzazione è immediata. Non fa parte del fregio il pannello dell'Ultima Cena. Lungo 7,5m, il pannello riproduce fedelmente il tavolo dipinto da Leonardo da Vinci nel vicino affresco di Santa Maria delle Grazie, così come era stato apparecchiato dal maestro. Ci sono i piatti, i bicchieri, le caraffe, il pane. Ma qui tutto è reale. Spoerri ci offre così una dimostrazione spettacolare del suo talento.

DANIEL SPOERRI

HANNE DARBOVEN
Opere 1980 - 1993

La mostra, organizzata dall'Institut für Auslandsbeziehungen (Istituto per i contatti con l'estero) di Stoccarda, curata da Tilamn Osterwold, è dedicata al lavoro di Hanne Darboven, artista concettuale formatasi negli anni Sessanta ad Amburgo, che ha a lungo lavorato a New York, dove si è imposta tra i protagonisti della Minimal art, esponendo anche nella prestigiosa galleria di Leo Castelli. Ma che raramente ha presentato il suo lavoro in Italia, nonostante un'importante presenza alla Biennale di Venezia del 1982. Nata a Monaco, nel 1941, si trasferisce a New York nel 1966, dove frequenta artisti del calibro di Sol Lewitt e Carl Andre. Inizia la sua attività con disegni e opere grafiche. Nel 1969 torna in Germania e si stabilisce ad Amburgo, dove tuttora vive. Il suo lavoro evolve. Integra i disegni con elencazioni di date che trascrive a mano. Nel 1978 utilizza anche fotografie e materiali di vario genere. Dagli anni Ottanta traspone combinazioni numeriche su spartiti musicali. La sua opera, in sintesi, si dedica alla scrittura manuale impostata su serie numeriche e calcoli matematici progressivi. Il numero per l'artista ha il valore di una parola che non indica altro che se stessa, e che non ha funzione se non quella di concretizzare un'astrazione. Le serie di calcoli numerici sono impiegate per attestare lo scorrere del tempo, non con una registrazione puramente diacronica, ma sincronica. (Bucherei: Ein Jahrundert del 1971-75, è l'insieme di 365 raccoglitori che riportano la trascrizione di tutti i giorni di ciascun mese del nostro secolo). Alla base delle operazioni stanno calcoli elementari di addizione di unità numeriche (la serie da 1 a 9). Il punto di partenza è sempre una data, che rimanda quindi a un'idea di tempo esperenziale sia pure per astrazione, da cui la Darboven elabora una proliferazione di rapporti numerici. L'anno 1968 può essere attestato con la somma delle cifre che ne scandiscono lo scorrere: la data 1/1/1968 diviene la somma 1+1+1+9+6+8=26, e così fino alla data 31/12/1968.

Spesso i lavori dell'artista sono corredati da fotografie relative al luogo di esecuzione, poste come incipit di ogni sequenza grafica, che valgono come notazioni sociologiche. Sono modi di legare l'astrazione all'esperienza storica dell'artista e dell'osservatore.

L'attuale mostra, allestita nella Sala mostre del Centre Culturel Français, documenta i momenti più importanti degli ultimi dieci anni di lavoro.

Presenta un'ampia selezione di opere su carta, 2 oggetti musicali e 4 opere musicali.

UFFICIO STAMPAElisabetta Mossinelli, tel. 0248.008.015, fax 024.814.269
  Roberto Stringa, tel. 0280.637.227, fax 0280.637.308

 


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