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Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Refettorio delle Stelline

Corso Magenta 59 Milano
Lydia Silvestri
Il Giardino delle ambiguità
(chiostro e giardino della galleria)

Sede mostra: Galleria San Fedele Via U.Hoepli 3 a/b Milano
Durata mostra: 24 settembre - 24 settembre 1999
Preview per la stampa: giovedì 17 settembre 1998 dalle ore 11.00 alle 13.00
Inaugurazione: giovedì 24 settembre 1998 ore 18.00
Orario: lunedì - venerdì 10.00/12.00
chiuso domenica
Catalogo: Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Ingresso libero

Negli spazi all'aperto della Galleria Credito Valtellinese, sarà esposta dal 24 settembre 1998 per un anno, una selezione di recenti opere della scultrice valtellinese Lydia Silvestri.
Come scrive Luciano Caprile, che ha redatto il testo critico in catalogo, il titolo della mostra si riferisce a una serie di opere denominate "Ambiguità", realizzate dall'artista tra il 1992 e il 1998 in lapis (materiale magmatico) e in bronzo, di medie dimensioni, che costituiscono il fulcro portante dell'attuale esposizione.
Questo ciclo prende spunto da un precedente evento, da quella "Arianna e il Minotauro" concepito e coordinato per un percorso della scultura milanese nel 1989, allestito lungo Corso Vittorio Emanuele a Milano.
Le "Ambiguità" nascono dall'estrapolazione di un particolare dell'"Arianna" attraverso un'accelerazione di metamorfosi: lo scenario non cambia, ma la tensione si fa più vibrante nel contatto e nel contrasto dei volumi.
E' la stessa Silvestri a fornirci una chiave di lettura: "L'ambiguità va intesa come una verità dilatata, suscettibile di interpretazioni diverse".
L'ambiguità viene così vista come mezzo di indagine per la conoscenza, come compenetrazione di forme complementari (un maschile e un femminile) a suscitare amore, sofferenza, rivelazione estatica e, ancora e sempre, attrazione e ripulsa.
In "Ambiguità 1" del 1992, ad esempio, il bronzo esibisce una patina verde che sembra pelle della natura, ed è degna del falsificatore cinese di statue antiche che svelò all'artista il segreto per ottenerla. "Ambiguità 2", invece, è il frammento di un frammento amplificato, si dispiega come un ricciolo d'onda che incontra un ritmo, un flusso complementare. Un flusso e un ritmo che si rinnovano nei cinque moduli scaturiti dal lapis, pietra notturna e docile al tatto, al richiamo dell'armonia. Dello stesso periodo è "Pavana", nome preso a prestito da una danza nobile cerimoniosa dell'età barocca. E la danza assume le attese: i due elementi, il maschile e il femminile, sono separati da un piccolo vallo che fa da bilico, da mirabile sospensione.

Lydia Silvestri vive e lavora a Milano. Docente di scultura all'Accademia di Brera dal 1985, ha tenuto mostre personali e collettive in Italia e all'estero, dove ha a lungo soggiornato, realizzando sculture per edifici pubblici e privati, in collaborazione con alcuni tra i più noti architetti.

L'esposizione, che potrà quindi essere visitata lungo l'arco di un intero anno nel chiostro e nel "Giardino della Scultura" retrostante la galleria, è accompagnata da un catalogo presentato da Luciano Caprile. Con questa mostra la Galleria approfondisce il discorso sulla scultura che va da tempo conducendo con la presentazione permanente del "Giardino della scultura".

Mezzi Pubblici: MM Cadorna - Tram 24 e 19 - Autobus 94


Per informazioni
Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Segreteria - Telefax 0248.008.015.
E-Mail:creval@creval.it

 


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