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MEXICO
Juan Rulfo fotografo

Sede: Galleria Gruppo Credito Valtellinese, C.so Magenta 59, Milano
Preview per la stampa 4 luglio 2002, dalle ore 12.00 alle ore 14.00
Inaugurazione: 4 luglio 2002, ore 18.30
Durata mostra: 5 luglio - 16 agosto 2002
Orario: Lunedì-venerdì ore 10.00 - 19.00
Sabato e domenica chiuso. Ingresso libero
Catalogo: Jaka Book
Per informazioni al pubblico: Galleria Gruppo Credito Valtellinese, tel. 0248.008.015
Su Internet: www.creval.it, e-mail: creval@creval.it
UFFICIO STAMPA: Elisabetta Mossinelli, tel. 0248.008.015, fax 024.814.269,
e-mail: mossinelli.elisabetta@creval.it

La Galleria Gruppo Credito Valtellinese prosegue la sua programmazione incentrata sulla fotografia, con un'ampia retrospettiva dell'autore messicano Juan Rulfo.

Noto a livello mondiale per la produzione letteraria - è, infatti, considerato il più autorevole scrittore messicano del Novecento -, Juan Rulfo ha realizzato un importante lavoro fotografico che negli ultimi anni ha generato grande interesse. Tanto che oggi si potrebbe paradossalmente ribaltare l'immagine tradizionale di uno scrittore assai parco, a tutto vantaggio di un fotografo piuttosto prolifico: il suo lascito conta circa 6000 negativi. Molto più di una passione momentanea l'attività di Rulfo come fotografo procede di pari passo con quella letteraria e i temi affrontati sono gli stessi. Il tempo, l'abbandono, la morte sono temi centrali dei suoi libri e delle sue immagini che ricreano il denso ambiente del Messico rurale in cui, ancora una volta, Rulfo mostra la sua genialità nel catturare l'essenziale.

Per Rulfo il Messico è l'unico tema fotografico immaginabile. Ritrae il Messico indigeno, i contadini e la loro vita quotidiana nei campi o nei villaggi. La natura selvaggia: le imponenti cascate di Tulantongoe, i cactus dalle forme stravaganti, i tronchi d'albero corrosi dal mare. Nei suoi viaggi tra il 1945 e il 1955 scatta un impressionante numero di foto di paesaggio che sono diventate icone. Sono scatti che per la loro drammaticità ricordano alcune opere di Ansel Adams e Edward Weston. Come loro, Rulfo costruisce l'immagine sui violenti contrasti di luci e ombre. La luce e la sua influenza nella configurazione delle immagini è decisiva anche per i ritratti ai monumenti. Rulfo ha un'inclinazione speciale verso l'architettura e la storia. Aveva intenzione di scrivere una storia illustrata dell'architettura del Messico. Chiese, conventi, tenute un tempo signorili costituiscono una porzione imponente del suo lavoro. La maggior parte di queste costruzioni sono rovine: testimonianze della forza distruttrice della Rivoluzione. L'architettura è espressione della dolorosa storia del suo paese. Rulfo si commuove per la decadenza di un edificio. Sceglie le costruzioni secondo un criterio sentimentale e non per le loro qualità.

La mostra, realizzata in collaborazione con la casa editrice Jaca Book e la Fondazione Juan Rulfo di Città del Messico, presenta oltre 100 immagini di medie e grandi dimensioni, in bianco e nero, che testimoniano il vasto campo di interessi di Rulfo e la mobilità del suo sguardo, dai paesaggi naturali a quelli umani, dalle architetture preispaniche a quelle coloniali, sensibilmente rivissute. Un corpus eccezionale di immagini che consentono di seguire la parabola esistenziale dell'artista negli anni Quaranta e Cinquanta, da Guadalajara a Città del Messico.

JAUN RULFO

Juan Rulfo Pérez nacque nel 1917 ad Apulco, piccola località nello Stato di Jalisco (Messico). Dopo la morte dei genitori durante la Rivoluzione, trascorse l'infanzia in un orfanotrofio di Guadalajara.

La carriera di Rulfo come scrittore cominciò nel 1945 con l'apparizione dei suoi brevi racconti sul giornale 'Pan', più tardi pubblicati ne La Pianura in fiamme (1953).

La pubblicazione di La pinaura in fiamme (1953) e di Pedro Paramo (1955) gli valsero la consacrazione come uno degli autori di maggior rilievo della letteratura universale. Nel 1983 gli venne consegnato il premio Principe delle Asturie.

Gli argomenti dei suoi scritti sono di solito l'effetto della corruzione a causa della violenza d'ogni giorno e dell'aspro ambiente della vita provinciale. Retrospettive, flussi di coscienza e sorprendenti giustapposizioni e contrasti, nonché l'uso contemporaneo di multipli punti di vista caratterizzano il suo stile e quello del realismo magico di cui Rulfo è considerato uno degli esponenti leader.

A partire dagli anni Quaranta, parallelamente all'attività letteraria, Rulfo iniziò il suo lavoro fotografico, compiendo innumerevoli viaggio in Messico. Fu soprattutto nel decennio tra il 1945 e il 1955 che realizzò la maggior parte del suo lavoro. Tra i più recenti libri critici sulla sua fotografia va citato il catalogo della sua personale in Spagna (Huesca), Mexico:Juan Rulfo fotografo, edito da Lunwerg Editores

Morì in Messico nel 1986.

 


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