|
Maurice Henry
Une poetique de l'humour
|
|
|
Sede: |
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta 59 - Milano
|
| Inaugurazione: |
giovedì 3 dicembre 2009 ore 18.30 Galleria Gruppo Credito Valtellinese |
| Durata mostra: |
4 dicembre 2009 - 14 marzo 2010 |
| Vernice per la stampa: |
giovedì 3 dicembre 2009, ore 15.30 |
| Orari di apertura: |
da martedì a domenica h. 10.00 - 18.00
chiuso il lunedì |
| Biglietti: |
Intero 6,00 €
€ 5,00 ridotto over 65 e under 18 anni, gruppi di minimo 25 persone, titolari di convenzioni e coupon
€ 3,00 classi scolastiche. Gratuito per un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti e guide turistiche con tesserino, disabili e accompagnatore, correntisti del Gruppo Credito Valtellinese
INFO E PRENOTAZIONI
02.4335.3522
www.civita.it
|
| Informazioni al pubblico: |
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
+39 0248.008.015
galleriearte@creval.it
www.creval.it |
| Ufficio stampa: |
Studio Esseci - Sergio Campagnolo tel. 049.663.499 info@studioesseci.net |
| |
CARTELLA STAMPA
|
| |
Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
A cura di Dominique Stella e Guido Peruz |
| |
|
| |
|
SPECIALE TV
|
|
|
| |
|
Una grande antologica dedicata alla complessa produzione artistica di Maurice Henry,
surrealista e disegnatore umoristico, alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese dal 4
dicembre 2009 al 14 marzo 2010. La sua avventura di poeta, disegnatore, pittore
scrittore e uomo di mondo, segna la vita di Milano sin dal 1964, data in cui frequenta la
capitale lombarda con assiduità.
Maurice Henry, surrealista per vocazione, aderisce al gruppo Le Grand Jeu nel 1927
(con i suoi amici Harfaux, Daumal, Vailland, Gilbert-Lecomte). Il gruppo vuole
rappresentare, con la sua attività innovatrice, "un folle tentativo di ridare senso ad un
mondo che non ne aveva più". Questi giovani artisti, il cui spirito sovversivo si ispira a
Breton e ai surrealisti, si uniscono a loro nel ’32, dopo lo scioglimento di Le Grand Jeu.
Le prime opere di Maurice Henry, come si può vedere in mostra, sono disegni ispirati
da una visione del mondo, spesso enigmatica, dove lo humour viene utilizzato come
elemento per addolcire una visione crudele della vita. Non è proprio Freud a credere al
valore liberatorio, terapeutico del motto di spirito?
...Insomma ridere, si sa, fa bene al fisico e alla mente e, chi o cosa riesce a farci
scaturire la liberatoria risata, compie un’azione così perfetta da essere equiparabile ad
un capolavoro, anzi ad esserlo.
Henry "ha saputo, per primo, adattare al Surrealismo il disegno umoristico" (M.
Boujut). André Breton, che del Gruppo Surrealista è il principale teorico, a proposito di
lui scrive: “L'immagine surrealista, in tutta la sua freschezza originaria, continua a
manifestarsi in Maurice Henry. Ogni volta che, in un mattino ancora insonnolito, mi
porta la primizia d'uno dei suoi disegni fatti per il giornale sono contento e penso che
con i bei modi, i suoi, abbiamo capito il mondo".
La Galleria Gruppo Credito Valtellinese dedica a questo artista una grande
retrospettiva antologica con oltre trecento opere, disegni surrealisti, disegni umoristici,
oggetti-sculture e dipinti su tela, che si avvale di un parterre curatoriale internazionale
di altissimo livello: Arturo Schwarz, Alain Jouffroy, Daniel Abadie, George Fall, Nelly
Feuerhahn, François Dufrêne e Dominique Stella, con opere provenienti dal Centre
Pompidou di Parigi, dal Musée Tomi Ungerer di Strasburgo e da collezioni straniere e
italiane, da Guido Peruz e l’Archivio Maurice Henry.
Pittore, scenografo, regista, lascia, oltre a dipinti su tela, foto, oggetti-scultura,
cortometraggi, innumerevoli disegni, pubblicati sui quotidiani francesi dagli anni ‘30
alla fine degli anni ’60, e servizi per le più importanti testate.
La mostra – la più ampia sino ad oggi dedicatagli nel nostro Paese – da conto di tutti
gli aspetti della complessa produzione artistica di Henry.
La mostra celebra Henry, proprio nel quarantennale del suo abbandono del disegno
umoristico. Nel 1968 infatti, Henry lascia la Francia, ed il disegno umoristico, per
stabilirsi a Milano dedicandosi esclusivamente alla pittura. Muore nel 1984, apprezzato
e noto in tutta Europa.
|
|