Milano 

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ALBERTO MAGNELLI
Sedi: Galleria Gruppo Credito Valtellinese, C.so Magenta 59, Milano
Galleria Credito Valtellinese, Palazzo Sertoli, P.zza Quadrivio 8, Sondrio
Preview per la stampa: 22 novembre 2001, dalle ore 12.00 alle ore 14.00
Inaugurazione: 22 novembre 2001, ore 18.30
Durata mostra: 22 novembre 2001 - 6 gennaio 2002
Orario: lunedì - venerdì, ore 10 - 19, sabato ore 9 - 13
Domenica chiuso. Ingresso libero
Catalogo: Silvana Editoriale. Testi di Luciano Caramel e Dominique Stella
Per informazioni al pubblico: Galleria Gruppo Credito Valtellinese, tel. 0248.008.015; 0342.522.738
UFFICIO STAMPA: Elisabetta Mossinelli, tel. 0248.008.015, fax 024.814.269

Come di consueto la Galleria Gruppo Credito Valtellinese dedica a fine anno un'ampia antologica di approfondimento su di un autore di livello internazionale. La mostra, organizzata in collaborazione con la casa di moda Bally punta a portare alla luce la produzione di Alberto Magnelli (1888-1971) in Italia, poco conosciuta al grande pubblico. Parigino d'adozione l'artista, invece, è molto noto in Francia.
L'antologica, curata da Daniel Abadie, direttore del Jeu de Paume di Parigi e Dominique Stella, presenta un vasto panorama di opere che consente di percorrere l'intera produzione del maestro toscano dai primi lavori del 1913 fino a quelli della fine degli anni Cinquanta. Le opere esposte, 90 oli più una serie cospicua di grafiche, provengono dalla donation Magnelli di Parigi e da collezioni private italiane, svizzere e francesi. Il nucleo dell'esposizione (70 oli realizzati in Italia tra il 1913 e il 1935) è presentato alla galleria del Credito di Milano, mentre nello spazio di Sondrio sono esposti una ventina di oli relativi al periodo parigino dal 1936 al 1969, e l'intera opera grafica (100 fogli dal 1934 al 1971).

A differenza dell'antologica recentemente presentata a Villa dei Cedri di Bellinzona, volta a illustrare la produzione "internazionale" del maestro, la mostra organizzata dal Credito Valtellinese si concentra sul periodo italiano di Magnelli, analizzando le varie fasi della sua maturazione artistica, dall'adesione al futurismo, al geometrismo, all'astrattismo lirico. La sua vicenda artistica inizia nel primo decennio del Novecento. Nel 1913 Magnelli si lega ai futuristi a Firenze, e manifesta subito un singolare approccio alla pittura utilizzando colori puri e brillantissimi. Due anni più tardi scopre l'astrazione.

Risalgono ai primi anni Trenta i contatti con i giovani astrattisti italiani come Reggiani, Veronesi, Fontana, Soldati. Li conosce a Roma, ma insieme gravitano attorno alla Galleria Il Milione di Milano. Nel 1934 Magnelli si trasferisce definitivamente a Parigi. Suoi maestri ideali sono Lèger e Kandinski. Sono di questi anni i suoi quadri più noti. Nell'immediato dopoguerra Magnelli inizia a essere considerato con Kandinski uno dei maggiori astrattisti europei. In Italia è uno dei maestri più amati.

La sua pittura è solare, razionale, luminosa, ma mai calma e contemplativa. Il disegno è complesso, un continuo conflitto di linee. Magnelli non raggiunge mai l'ordine, ci ricorda che l'ordine è sempre un mettere ordine: un dare equilibrio e struttura, fin dove possibile, agli squilibri e ai contrasti della vita.
La sua opera non trova iscrizione in nessuna scuola di pittura e appartiene alle grandi figure individuali che, più dei movimenti successivi all'avanguardia, hanno indicato il fascino complesso della storia dell'arte del XX secolo.

E' questo l'aspetto che emerge nel percorso della mostra che ci porta da Milano a Sondrio. Con circa 90 opere esposte per la prima volta in Italia, dopo le mostre dedicate a Magnelli al Kunsthaus di Zurigo nel 1963 e ad Avignone nel 1988, e 100 grafiche inedite.

Si ringrazia per la collaborazione il Centre Culturel Français di Milano.

 


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