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Il Palazzo delle Stelline è uno dei luoghi di Milano più profondamente legati alla storia della città. Questo ampio complesso architettonico venne eretto nel Seicento sull'antico monastero benedettino di S. Maria della Stella destinato, da S. Carlo Borromeo, ad opera assistenziale.
Dal XVIII sec. l'edificio ospitò l'orfanotrofio femminile e mantenne tale funzione fino agli anni Settanta quando, divenuto proprietà del Comune, subì un primo parziale intervento di recupero a cui seguì nel 1983 il completo restauro da parte del Gruppo Credito Valtellinese.

Ph.Pio Albergo Trivulzio
Il refettorio delle Stelline con gli arredi originali
Fanno parte integrante del complesso i cosiddetti "Orti di Leonardo", i terreni donati da Ludovico il Moro a Leonardo da Vinci ora trasformati in un giardino di circa cinquemila metri quadri aperto al pubblico.
Attorno ai tre chiostri del Palazzo hanno sede importanti istituzioni anche internazionali: l'Istituto per il Commercio Estero, l'Unione Europea, la Fondazione Stelline, il Centre Culturel Français, la Fondazione Mattei e il Credito Artigiano.
La Galleria Gruppo Credito Valtellinese è collocata nel settecentesco Refettorio, 500 mq di sala espositiva inaugurata nel 1987 con un'indimenticabile evento cittadino.
Andy Warhol fu invitato da Alexandre Iolas, mercante d'arte ed infallibile esteta, a misurarsi con uno dei più grandi maestri di tutti i secoli: Leonardo.
Una grande mostra, prima di un ciclo che proseguirà per oltre un decennio, dedicata al tema dell'Ultima Cena. Un allestimento voluto da Iolas e decisamente innovativo: pavimento di linoleum bianco, lunghe pareti di legno imbiancato spesso ricurve dove furono fissate le grandi serigrafie e i piccoli collages di Cristo realizzati appositamente per l'occasione.

Ritratto di Andy Warhol Allestimento della mostra The last supper, 1987

Un successo clamoroso, l'ultimo per il geniale artista newyorchese (morì pochi mesi dopo), ma che per il Credito Valtellinese fu l'inizio di una presenza che doveva nel tempo consolidarsi e svilupparsi.
L'intensa programmazione successiva ha offerto alla città di Milano occasioni di incontro con importanti personalità artistiche.

OPERA IN MOSTRA DURANTE LA PERSONALE DEL 1993 DEDICATA ALL'ARTISTA TEDESCO
Georg Baselitz_Ohne Titel, 1982-83
scultura in legno

Nel 1991 venne allestita una personale di Georg Baselitz, una trentina di dipinti e una grande scultura in legno provenienti dalla Collezione Ackermeier; un nucleo di opere fondamentali per documentare il lavoro dell'artista tedesco; una curatela importante di Philippe Daverio, Christos Joachimides e del critico svizzero Harald Szeemann per proseguire l'alto livello della Galleria.
L'anno seguente fu dedicata una retrospettiva ad uno dei massimi esponenti dell'Avanguardia Storica del XX secolo: di Rodcenko vennero esposte un gran numero di opere provenienti dall'archivio della famiglia. Nel 1993 "Polentransport 1981" una serie di opere donate da Joseph Beuys al museo Polacco Sztuki di Lodz, esposte per la prima volta in Europa Occidentale; nel 1995 un'ampia retrospettiva dedicata al surrealista Victor Brauner, oltre settanta opere provenienti dal Centre Pompidou, dal Musée Cantini di Marsiglia e dal Musée des Les Sables d'Olonne che contribuirono a rendere omaggio ad una grande artista e al suo grande estimatore Alexandre Iolas.

Ritratto di Max Ernst

Nel 1996 si susseguirono altre grandi mostre: Oliver Debré, mostra coprodotta con la Galerie Nationale du Jeu De Paume di Parigi (ora Musèe d'Orsay) e in collaborazione con il Centre Culturel Français; Sebastian Matta, una delle esposizioni più complete dell'artista cileno, una cinquantina di olii degli ultimi anni, una serie di disegni, ceramiche e sculture; la retrospettiva di Max Ernst, circa 90 opere dal 1909 al 1973, prestate dai maggiori musei e istituzioni francesi e non, per esplorare il lavoro di uno dei maggiori esponenti del Surrealismo.

Il 1997, a dieci anni dall'inizio dell'attività culturale della galleria, fu inaugurato il Giardino delle Sculture negli "orti di Leonardo"; allestita una personale dello scultore cubano Càrdenas a cui fece seguito un' esposizione di opere di Valerio Adami e, per concludere l'anno, un'installazione pensata da Jannis Kounnelis.

Allestimento di Jannis Kounellis per la Personale
del 1997
Mentre è del 1998 l'esposizione riservata a Meret Oppenheim, la più ampia retrospettiva mai presentata in Italia dell'artista tedesca scomparsa nel 1995, a cui seguì la rassegna dell'artista catalano Joan Hernandez Pijuan, mostra ospitata a Milano prima della successiva tappa al Kunstverein di Francoforte.

Il 2000 è un anno importante e la Galleria propone un articolato progetto espositivo in collaborazione con l'AICEM, organizzazione che unisce i sei centri culturali europei attivi a Milano: Centre Culturel Français, Istituto Austriaco di Cultura, The British Council, Goethe Institut, Instituto Cervantes e Centro Culturale Svizzero.
L'idea è di creare una serie di sei mostre di altrettanti artisti europei, coinvolgendo, di volta in volta, l'Istituto culturale del paese di riferimento.

A inaugurare il ciclo Hermann Nitsch, artista austriaco tra i più celebrati e trasgressivi dell'arte contemporanea, noto per le sue "azioni" che espose al Centre Culturel Français e contemporaneamente, nelle sale della Galleria Gruppo Credito Valtellinese la mostra dell'artista francese Martial Raysse.
Si proseguì con una rassegna dedicata all'Arte Spagnola dagli anni '50 ai primi anni '70, composta da opere provenienti dalla collezione della Fondazione "La Caixa" di Barcellona. In contemporanea, presso la sala mostre del Centre Culturel Français si è tenuta la mostra "The Last Supper" dell'inglese Damien Hirst, uno dei maggiori e più "costosi" artisti viventi.
Daniel Spoerri, ha creato per quest'occasione una "lunga" (percorreva per circa 60 metri l'intera lunghezza della galleria) installazione sul tema della "cena" intitolandola "La Catena Genetica del Mercato delle Pulci: una retrospettiva", un fregio composta da tavole di legno grezzo sulle quali l'artista ha applicato gli oggetti trovati nei diversi mercatini tra il 1960 e il 2000; Spoerri insieme all'artista tedesca Hanne Darboven, conclude il ciclo delle mostre realizzate con l'AICEM.

INSTALLAZIONE CREATA PER LA PERSONALE DEL 2000
Daniel Spoerri,
La catena genetica del
mercato delle pulci

La programmazione proseguì nel 2002 con uno dei nostri massimi astrattisti: Alberto Magnelli, la retrospettiva fu distribuita tra Milano e la galleria di Sondrio.
Sempre nello stesso anno e articolate sulle diverse sedi si organizzò l'esposizione di Wifredo Lam; una settantina di dipinti dell'artista cubano, una selezione di pastelli e due sezioni dedicate alla grafica e alla ceramica.

Dopo l'esposizione di Debré e di Magnelli, anche la rassegna di Georges Mathieu del 2003 fu organizzata in collaborazione con la Galerie nationale du Jeu de Paume; la sede milanese fu la terza di questa grande esposizione itinerante, presentata l'anno precedente al Jeu de Paume di Parigi e successivamente a Liegi presso la Salle Saint-Georges.

Nel 2004 una parte della grandiosa retrospettiva dello scultore greco Takis allestita nella nuova Galleria del Credito Siciliano ad Acireale venne portata a Milano: le sfere musicali e le sculture magnetiche.
L'anno seguente un'importante collettiva portò a Milano il Nouveau Réalisme:
Gli Affichistes tra Milano e Bretagna circa 120 opere esposte di Raymond Hains, Jacques Villeglé, Francois Dufrene e Mimmo Rotella. La collaborazione con prestigiose istituzioni culturali francesi, contribuirono a rendere questa mostra un vero e proprio evento per il panorama artistico milanese.

2005
Allestimento della mostra GLI AFFICHISTES
La Galleria si è sempre caratterizzata per la varietà dei campi investigati presentando mostre di design, d'architettura, di grafica. Un posto particolare ha occupato la fotografia, con esposizioni di grandi maestri come Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico nel 1988, Henri Cartier-Bresson, che ha personalmente allestito un'importante retrospettiva nel 1992, il latino-americano Martìn Chambi, Silvio Wolf nel 1995, con una suggestiva installazione video dedicata alle orfanelle ospiti dell'ex refettorio, Robert Doisneau nel 1996, Robert Capa nel 1997; nel 2001 un'importante mostra su Minor White "Life is Like a Cinema of Stills", realizzata in collaborazione con la Galleria Civica di Modena e il Museo Rupertinum di Salisburgo; Isabel Munoz nel 2005 e il maestro del realismo italiano Pietro Donzelli nel 2006.


 
GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE
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