Milano 

 Presentazione galleria  Calendario mostre  Storico mostre 
 

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Refettorio delle Stelline

Corso Magenta 59 Milano
AGUSTIN CARDENAS Sculture, 1947 - 1997
Preview per la stampa: Mercoledì 23 aprile 1997 dalle ore 12.00 alle 14.00
Inaugurazione: Mercoledì 23 aprile 1997 alle ore 18.30
Durata mostra: 24 aprile - 13 giugno 1997
Orario: da Lunedì a Sabato dalle ore 10 alle 19
Domenica chiuso
Catalogo: edito da Skira Editore
Ingresso libero

La scultura è una necessità alla quale
partecipano tutti gli esseri umani
volontariamente o involontariamente
A.C.

La Galleria Gruppo Credito Valtellinese prosegue nell’offerta di una programmazione ricca di avvenimenti espositivi di respiro internazionale.
La retrospettiva "Agustin Cárdenas Sculture, 1947 - 1997" presenta 67 opere di cui 47 sculture realizzate in marmo, legno e bronzo dal 1947 al 1992 e 20 disegni e gouaches su sughero e carta, consentendo un approfondimento sulla variegata produzione di questo grande artista.
Agustin Cárdenas nasce a Cuba, nella città di Matanzas, il 10 Aprile 1927. Presto il padre si trasferisce a La Havana, dove lavora come sarto ambulante insieme al figlio apprendista, conducendo una vita da nomade in mezzo a gruppi di operai per la raccolta della canna da zucchero. Il duro lavoro del padre e l’incondizionato sostegno della madre, permettono ad Agustin di iscriversi all’Accademia di Belle Arti San Alenjandro di La Havana e di frequentarne i corsi dal 1943 al 1949 con ottimo profitto; Cárdenas diviene ben presto aiutante del suo professore di scultura Sicre, già allievo di Bourdelle.

Nel 1955, Cárdenas arriva in Francia. Si stabilisce a Parigi, a Montparnasse dove incontra André Breton, che nel 1956 lo invita a partecipare a una mostra collettiva presso l’Etoile Scellée, galleria surrealista.

"...In meno di due anni egli è riuscito a imporre la sua forte personalità in mezzo al vortice delle differenti tendenze internazionali e a conquistare il posto che gli spettava: calmo, paziente, molto attento agli scultori che riconosceva come maestri, pur preoccupandosi di preservare la sua individualità. Subì il fascino di Brancusi, del suo modo carezzevole e rispettoso di trattare la materia, della levigatura e ri-levigatura scrupolosa della forma, finché essa, vicino a una frazione di millimetro, risponde alla tensione interiore dell’opera scolpita". (Emile Langui)

"...Cárdenas appartiene in effetti a quella comunità di spiriti che, nel XX secolo, hanno saputo fare della scultura una ‘cosa mentale’... senza tuttavia strapparla dalle sue radici istintive e inconsce. Senza strapparla nemmeno dalla bellezza, sia pure una bellezza che scopriva nella verità delle arti primitive dell’Africa, dell’America indiana o dell’Oceania il suo riferimento fondamentale. Per questo i veri pari di Cárdenas hanno i nomi Brancusi, Arp, Henry Moore..." (José Pierre)

A partire dal 1968 vive e lavora stabilmente a Meudon-Bellevue e nel suo atelier a Nogent sur Marne. I suoi cinque figli nascono in Francia. Nel periodo tra il 1956 e il 1997 Cárdenas partecipa a un centinaio di mostre collettive e lavora ad una trentina di mostre personali. Lo scultore ha lavorato in Canada, Austria, Giappone, Israele, Corea e soprattutto in Italia, a Carrara, dove sono state realizzate le sculture in marmo e a Pietrasanta, dove sono state fuse le sculture in bronzo.

"Cárdenas è probabilmente il solo grande artista del nostro tempo che ha voluto essere contemporaneamente americano, europeo e africano. Egli ha concretamente solcato, identificandovi una parte del proprio immaginario, i tre grandi luoghi dell’arte occidentale del secolo, luoghi concreti e già luoghi comuni culturali: l’America senza passato, l’Europa soverchiata dal proprio passato, l’Africa dal passato mitico, tautologia di ciò che l’Occidente intende per ‘originario’. E soprattutto li ha inchiodati metabolizzati e come disciolti in una scultura di sovrano equilibrio, di tesa tranquillità, che contraddice ogni luogo comune e rimette in gioco ogni certezza culturale, tipologica e naturalmente etnica". (Enrico Mascelloni)

Emile Langui aggiunge: "Come la metafisica dell’uomo africano, intimamente mescolata con la natura, si radica nella terra e si evolve con il cosmo, sotto lo sguardo degli antenati, allo stesso modo i totem, le forme magiche e i simboli primitivi di Cárdenas non si possono concepire altrimenti che legati alla realtà, chiamiamola, se volete, una realtà ‘spiritualizzata’. E’ perché, qui, parlare di arte astratta non ha alcun senso. In base al grande esempio di Brancusi -ma per altre vie- Cárdenas è riuscito a ricondurre le forme della natura a degli elementi non figurativi che tuttavia conservano tutta la loro vitalità, poiché la loro crescita, osservando le leggi esterne della creazione, è organica...

Più direttamente che nei legni è nei marmi che i toni plastici eccezionali di Cárdenas si affermano...Nel marmo egli cerca un frammento di vita organica che vi si occulta...Così si svelano forme arrotondate, organiche, dotate di un’interna struttura...Annotiamo ancora che nella maggior parte delle sculture due forze si attraggono e si respingono, il maschile e il femminile: così le due forme estreme vengono allacciate con degli elementi teneri e malleabili". L’originalità di Cárdenas emerge dal suo modo di traforare le sculture, caratterizzate da un deciso slancio verticale, affinché vi penetrino l’aria, la luce e l’ombra.

Cárdenas è stato promosso Cavaliere delle Arti e delle Lettere dallo Stato Francese e ha ricevuto il premio Bill e Norma Copley. Dal 1994 vive a Cuba.

La mostra, allestita nel complesso delle Stelline, sarà successivamente presentata a Parigi al Couvent des Cordeliers dal 10 luglio al 7 settembre 1997.

La mostra è a cura di Elena Cárdenas Malagodi.

Il catalogo pubblicato da Skira Editore, è curato da Anna Ziliotto con diversi interventi critici.

Per informazioni al pubblico Galleria del Gruppo Credito Valtellinese: Tel. 0248.008.015

 


bankadati