La Galleria del Gruppo Credito Valtellinese è lieta di presentare, nei propri spazi al Refettorio delle Stelline, questa mostra dedicata alla Collezione Calderara.
La Collezione Calderara, allestita originariamente dal pittore Antonio Calderara (Abbiategrasso 1903 - Vacciago di Ameno 1978) nella sua casa-studio secentesca di Vacciago (lago d'Orta), si compone di 327 opere di pittura e scultura contemporanee, di cui 56 dello stesso Antonio e di 271 di oltre un centinaio di artisti europei ed extraeuropei.
La selezione che la nostra Galleria ospita offre un'ampia documentazione delle avanguardie internazionali degli anni cinquanta e sessanta, con particolare attenzione per l'astrattismo geometrico, l'arte cinetica, l'optical arte e la poesia visiva.
Questa collezione costituisce un esempio particolarmente interessante, soprattutto per quanto riguarda l'omogeneità delle opere. Molti dei dipinti e delle sculture, infatti, presentano un'evidente "affinità" con le opere del loro proprietario: una scelta dovuta al rapporto costante e affettuoso tra Calderara e i tantissimi artisti che approdavano al suo eremo di Vacciago e che spesso scambiavano le loro opere con quelle dell'amico e collega.
La caratteristica principale di questa importante Collezione è forse quella di una tendenza verso l'astrazione: un'astrazione geometrizzante e spesso di impronta concretista, ma quasi sempre tendente verso un lirismo atmosferico e tonale, piuttosto che verso un netto costruttivismo.
Una volta abbandonato il percorso della sua fase figurativa (di cui rimangono qui alcune significative documentazione: ritratti, paesaggi del lago, nature morte), Calderara aveva imboccato con entusiasmo e con assoluta fedeltà il cammino verso una geometrizzazione rigorosa. E' facile intendere, allora, come a questa pittura calderiana si alleino molte opere qui presenti; ad esempio quelle di Leinardi, Graevenitz, Gappmayr, Girke, Reimer, Jochims, Albers, Oehm, Jan Schoonhoven ecc., tutte molto vicine ad un astrattismo geometrizzante anche se molto diverse fra loro.
Ma oltre a questo filone essenziale sono ben rappresentanti tutti i protagonisti del geometrismo più decisamente timbrico che fanno capo soprattutto alla Konkrete Kunst svizzero-olandese.
E abbiamo così la presenza, con i lavori di grande efficacia, di artisti con Max Bill, Lohse, Camille Graeser, Vordemberge-Gildewart, Vantongerlo, nonché alcuni rappresentanti del post-costruttivismo geometrico come Uecker, Otto Piene, Tornquist.
Non è certo possibile citare qui tutti gli artisti presenti nella mostra (circa cento); ma è senz'altro giusto sottolineare come il particolare "gusto" di Calderara abbia fatto sì che si siano distinte opere di molti artisti spesso non adeguatamente valorizzati o più noti per altre fasi della loro produzione.
E' il caso di alcuni gruppi artistici come Forma I (Piero Dorazio, Carla Accardi); quello del gruppo T (appartenente alla tendenza ottico-cinetica) con Gianni Colombo, Grazia Varisco, ecc.; e così per molti altri astrattisti dei diversi paesi che si possono far rientrare nell'ambito del post-cotruttivismo, come Soto, De Camargo, Dekkers, Leppien, nonché alcuni artisti italiani come Maria Luisa de Romans, Turi Simeti, Arlandi, Cesi Amoretti, Carrino, Olivieri, Griffa, Aricò, Alviani, Dadamaino; ben rappresentato anche il Movimento per l'Arte Concreta (MAC), con Galliano Mazzon, Mario Nigro, Radice, ecc.
La Collezione, tuttavia, non si esaurisce con le opere esclusivamente geometrizzanti, ma vanta anche la presenza di alcuni artisti in un certo senso più autonomi da quest'area, tra i più significativi del panorama dell'arte della metà del secolo: alcuni sono artisti di primo piano come Licini, Tilson, Sonia Delaunay, Larionov, Hans Richter, Vasarely, ecc. E' presente Lucio Fontana, vero trait-d'union tra la figurazione e l'astrazione, ma anche altri grandi personaggi come Manzoni, Aricò, Castellani.
Accanto alla più vasta rappresentanza pittorica, non va dimenticata certamente quella riguardante la scultura. Tra questi vorremmo ricordare almeno Cassani, Balderi, Distel, Dekkers, Spagnulo, Cascella, Azuma, De Camargo, Remotti, Frascà, Prantl, Uncini, Arnaldo Pomodoro.
La collezione Calderara costituisce, in definitiva, un esempio di dedizione a una particolare poetica individuata dal suo proprietario e fondatore solo nella fase relativamente tarda del suo operare, ma che fu perseguita senza incertezze ne tentennamenti, e che trovò in tanti artisti coevi una quasi assoluta consanguineità.
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