OPERE E LETTORI DI AGOSTINO MANOSCRITTI IN MOSTRA
Un evento alla scoperta della figura del santo, teologo e filosofo
nell'ambito delle manifestazioni collegate alla mostra
"387 d.c. ambrogio e agostino alle sorgenti dell'europa"
Alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese 26 codici antichi con miniature di inestimabile valore
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Milano, 26 novembre 2003. Il giorno 8 dicembre 2003 apre al pubblico "Opere e Lettori di Agostino. Manoscritti in mostra" presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline in Corso Magenta 59 a Milano. Questa straordinaria esposizione è realizzata in concomitanza temporale e come ideale prosecuzione e completamento della grande mostra "387 d.c. ambrogio e agostino le sorgenti dell'europa" che si svolge nello stesso periodo al Museo Diocesano di Milano. La mostra resterà aperta fino al 2 maggio 2004.
"Opere e Lettori di Agostino. Manoscritti in mostra" - evento ideato dal Centro di Studi sul Classicismo di San Gimignano e realizzato dallo stesso Centro di Studi sul Classicismo e dal Gruppo Bancario Credito Valtellinese, in collaborazione con la Fondazione S. Ambrogio Museo Diocesano di Milano e con Unica srl, è stato promosso dalla Regione Lombardia, con il contributo della Provincia e del Comune di Milano. La mostra ha ottenuto inoltre l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del Presidente della Repubblica Algerina; i patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di Romano Prodi Presidente della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero della Pubblica Istruzione, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero per le Politiche Comunitarie, del Comune e della Provincia di Milano.
"La nostra realtà bancaria - sostiene Miro Fiordi, Direttore Generale del Gruppo Bancario Credito Valtellinese - è fondata sui principi della banca cooperativa capogruppo, il Credito Valtellinese, quali solidarietà e miglioramento del benessere socio-economico e culturale delle aree in cui operiamo. La promozione di grandi eventi culturali permette concretamente di dare attuazione a questi valori. Questa mostra rappresenta un punto di particolare rilevanza in questo nostro impegno pluriennale: l'eccezionale grandezza di Ambrogio e Agostino segna infatti indelebilmente la storia della Chiesa e della nostra società civile. E' proprio grazie a questo progetto che possiamo incontrare e riscoprire queste due personalità e ritrovare le nostre radici umane e cristiane. E' senza dubbio un privilegio per noi - ha infine concluso Miro Fiordi - poter contribuire a questo evento di conoscenza e di riscoperta, ospitando una sezione speciale della Mostra nella nostra Galleria di Milano, dove dal 1986 organizziamo esposizioni d'arte che sono diventate un appuntamento per tutti gli appassionati".
Le aziende e gli enti sostenitori della mostra "387 d.c. ambrogio e agostino le sorgenti dell'europa"- di cui è parte integrante l'esposizione che si svolge alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese/Refettorio delle Stelline - sono: AEM (Elettricità Metano Cablaggio Illuminazione Servizi, Milano), Gruppo bancario Credito Valtellinese, Alleanza Assicurazioni, Fondazione Cariplo, SIA (Società Interbancaria per l'Automazione), Banca Popolare di Milano, Camera di Commercio di Milano, Comune di Milano - Cultura e Musei, Provincia di Milano, Corriere della Sera, FNME - Ferrovie Nord Milano Esercizio, SEA - Aeroporti di Milano, Eventi, IGP Decaux, Borghi International, Metha Hotel Group e Fondazione Banca del Monte di Lombardia.
L'esposizione costituisce un'accurata selezione di codici, libri e manoscritti rarissimi e preziosi - per un totale di 26 oggetti in mostra - che compongono un quadro vasto e articolato della produzione letteraria di S.Agostino, in un momento temporale collocato tra il Tardo Medioevo e l'inizio dell'Umanesimo di straordinaria importanza per la formazione dell'Europa moderna. E' in mostra una combinazione di manoscritti che, pur limitata numericamente, risulta essere rappresentativa dei codici più significativi sia dal punto di vista iconografico che da quello delle opere contenute, della qualità delle postille di commento registrate sui margini e dell'importanza dei possessori, tutte figure di grande spicco fra gli umanisti toscani. Di particolare rilevanza e interesse, tra i codici esposti, oltre ai capolavori filosofici del Vescovo di Ippona, quelli che accostano opere di Ambrogio e Agostino e i manoscritti attestanti un rapporto privilegiato con la cultura milanese.
La radicata persistenza di S. Agostino nella cultura europea è attestata in primo luogo dalla diffusione della sua opera, il cui fondamento è inesorabilmente legato a quelli che sono gli strumenti principali di tale diffusione: i libri. Teologo, filosofo, predicatore, sperimentatore di generi letterari e chiave d'accesso alla sfera mistica e spirituale, Agostino, o meglio tutto il complicato universo di testi che venivano manifestati sotto quel nome, esercita un'influenza permanente attraverso i secoli della storia d'Europa.
Protagonista primo del recupero della centralità di Agostino è il Petrarca che trovò nei Padri della Chiesa ed in particolare nel Vescovo di Ippona da una parte la percezione di una religiosità non razionalistica ma attenta all'interiorità umana e dall'altra il recupero della eloquentia classica, ovvero la capacità di trarre dalla frequentazione dei pensatori antichi un tesoro di sapientia, cioè uno strumento linguistico idoneo a comunicare la fede. Dal Petrarca questa attenzione previlegiata ad Agostino discende fino all'Umanesimo.
Fra i manoscritti più famosi presenti in mostra appaiono i codici provenienti dalla biblioteca di Coluccio Salutati, fedele discepolo del Petrarca e Cancelliere della Repubblica Fiorentina e due opere pseudo-agostiniane di spiritualità ascetica, oltre ad una peculiare raccolta di excerpta di impostazione ancora medievale. Sono anche presenti codici tipicamente umanistici, di piccolo formato, o vergati nella elegante littera antiqua elaborata da Niccolò Niccoli e Poggio Bracciolini, due dei più importanti esponenti del rinnovamento culturale e grafico umanistico, che spesso lavorarono insieme sui codici.
Da segnalare inoltre le caratteristiche estetiche dei vari codici selezionati, molti dei quali presentano miniature ed ornamenti di inimitabile raffinatezza a sottolineare un armonioso dialogo fra arte e cultura. Bordi in oro, fregi, capitoli rubricati su sfondo filigranato, lettere capitali gotiche inserite all'interno di sfondi dorati e riempiti da disegni floreali. Queste sono solo alcune tra le preziose decorazioni che caratterizzano le opere in esposizione e che immergono il visitatore in un'epoca pre-Gutemberg colma di riferimenti classici e di un mondo di simbolismi tipicamente medievale.