La vita quotidiana della città che diviene arte, con i suoi manifesti che il tempo lacera, ulteriormente e intenzionalmente reinterpretati da un gruppo di artisti che hanno segnato in modo significativo l'evoluzione dell'arte dal dopoguerra agli anni '70. Sono gli Affichistes, ai quali Galleria Gruppo Credito Valtellinese dedica una coloratissima mostra dal titolo Gli "Affichistes" fra Milano e la Bretagna.
Di grande impatto dunque i lavori di questi artisti che utilizzano il supporto del manifesto lacerato per dare vita alla propria arte. Il movimento è nato a Milano nel 1960, all'interno del Nouveau Réalisme. Ed ecco dunque i celebri collages e décollages a raccontare il gesto rabbioso e la protesta sociale propria dell'arte degli Affichistes.
Un centinaio le opere esposte, che riuniscono artisti di grande calibro: François Dufrêne, Raymond Hains, Mimmo Rotella, Jacques Villeglé, Wolf Vostell, Gil J Wolman e Jorn.
Il pubblico può ammirare numerosi lavori di grande formato fra cui gli "Affiches Lacérées" di Villeglé del '49 che anticipano la tipologia propria degli Affichistes, preziose piccole opere del primo Rotella risalenti agli anni Cinquanta come "Mistico del '54" e sue due rare "Marilyn" del '63, oltre a importanti e selezionate opere di tutti i principali esponenti del movimento.
Molte opere provengono dai maggiori musei francesi, quali Le Centre Pompidou, il MAMAC di Nizza e il MAC di Marsiglia, da fondi museali regionali di arte contemporanea come il Frac Bretagne e da collezionisti privati francesi e italiani, tra cui la Fondazione Mudima.
La Bretagna ha un ruolo primario nella storia del Gruppo: bretoni erano Hains e Villeglé, e la Bretagna è anche la terra scelta dal fondatore del Noveau Réalisme Pierre Restany come sede del proprio archivio.
Un nucleo corposo di documenti, libri, lettere e fotografie consente al visitatore di scoprire i legami esistenti fra gli esponenti del movimento con gli altri artisti dell'epoca.
Presso il bookshop della mostra è possibile acquistare l'esauriente catalogo edito dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con tutte le fotografie delle opere esposte e numerosi testi di personalità di rilievo del mondo dell'arte, fra cui Alain Jouffroy, Pierre Restany e Dominique Stella, curatrice della mostra.