Il Gruppo Credito Valtellinese presenta nella Galleria del Refettorio delle Stelline la mostra della Collezione Adami, 77 opere di cui 43 tele di grandi dimensioni e 34 disegni su carta, realizzati dall'artista a partire dal 1983. Le opere esposte rappresentano, insieme ai lavori di Mengs, Appiani, Mirò, Giacometti, Steinberg e altri non presenti in mostra, il Fondo, la garanzia economica, oltre che culturale, dell'Institut du Dessin Fondation Adami, la cui sede sarà aperta a Meina sul Lago Maggiore. Voluta dall'artista nell'agosto 1995 con una vocazione europea, ospiterà in forma permanente le opere del Fondo, che prima di trovare la loro collocazione stabile saranno esposte a Milano alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese e in seguito a Tel Aviv, Miami e Buenos Aires.
Anche se la pittura di Valerio Adami non si lascia facilmente chiudere in rigide categorie interpretative, le opere del Fondo, corrispondono a diversi orizzonti tematici: le Narrazioni mitologiche, con la Pentesilea del 1994, i Ritratti, con l'Autoritratto, che risale al 1983 e il Ritratto di Vittorio Alfieri del 1995, i Quadri Politici, e poi ancora quelli letterari, I paesaggi allegorici, i Quadri di un viaggiatore e infine i Capricci.
La Fondazione Adami è una Istituzione autonoma senza finalità di lucro dedicata alla pratica e alla teoria del disegno.
Insieme a un gruppo di amici, Lucien Frydlender, Dr. Markus Hasler, Guido Artom, Ralph Nash, Emilio Tadini, Gilberto Gabrielli, Giovanni Rubboli, Adami delinea un'identità culturale capace di rispondere, attraverso lo spazio della riflessione e della pratica, all'attuale situazione artistica sempre più messa in discussione sui più svariati fronti: culturale, economico, strutturale, organizzativo.
Tutti sappiamo che negli ultimi anni il sistema dell'arte è stato colpito non solo da una crisi economica, ma soprattutto da una crisi di identità. Tale crisi ha messo a rischio il pensiero che stava alla base dell'arte moderna, e spesso anche i sistemi di legittimazione che le opere d'arte moderna erano solite trovare nel Museo.
La difficoltà dell'arte oggi consiste soprattutto in questo: nella perdita di autonomia di un pensiero libero.
Ecco così che un artista come Valerio Adami costituisce una Fondazione non finalizzata all'autocelebrazione, ma strumentale a un progetto che corrisponde esattamente a ciò che maggiormente manca all'arte e alle sue Istituzioni: il luogo della ricerca e della riflessione.
La Fondazione è intesa da Adami non come Museo, quale luogo di pura conservazione delle opere e dei valori artistici, ma come luogo di studio attivo e teso a sottolineare la necessità del disegno come pratica e teoria, un disegno non solo inteso come rappresentazione delle arti figurative, ma come momento fondamentale del progetto di ogni sapere quali quelli economico, politico e scientifico.
La Fondazione si prefigge, attraverso esposizioni, seminari e scuole di disegno di "aprire uno spazio libero e indipendente, destinato a promuovere l'amore per il disegno e per il pensiero".
A tale proposito si sono raccolti intorno all'Istituto del Disegno, come Comitato scientifico, personalità internazionali quali Daniel Arasse, Luciano Berio, Guido Canella, Jaques Derrida, Jaques Dupin, Carlos Fuentes, Saul Steinberg, Emilio Tadini.
Questa mostra bene si inserisce nei programmi espositivi della Galleria Gruppo Credito Valtellinese che da dieci anni svolge un'attività no profit nel campo dell'arte contemporanea. Il tema delle fondazioni è particolarmente vivo a Milano ed è stato oggetto di una recente tavola rotonda ospitata nel contesto della mostra dedicata a Max Ernst.
Valerio Adami, nato a Bologna nel 1935, è uno dei pittori italiani più stimato nel panorama internazionale dell'arte. Inizia a dipingere a Venezia nel 1945 con il pittore Felice Carena. Nel 1951 incontra Kokoschka e nel medesimo anno si dedica allo studio del disegno con Achille Funi all'Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 1958 soggiorna per lunghi periodi in diversi paesi europei e compie numerosi viaggi in tutto il mondo.
Dopo aver vissuto per anni a Parigi e New York, nel 1990 Adami elegge a luogo di residenza estiva il Lago Maggiore.
La pittura di Adami si caratterizza attraverso un acceso cromatismo e soprattutto un segno, un disegno incisivo, necessario.
I lavori di Adami nascono come possibili montaggi che hanno come punto di partenza la memoria (il viaggio, i paesaggi, le esperienze, le immagini) e in quanto montaggi tendono a costruire un'opera che risponde alle esigenze della sensibilità e della cultura, alla sedimentazione dei dati reali e all'introiezione. In Adami il punto di forza sta proprio nell'aver saputo utilizzare tali elementi non in favore di un testo letterario, ma di un linguaggio pittorico.
La mostra è a cura di Loredana Parmesani.
Il catalogo è pubblicato da Skira Editore.
Per informazioni al pubblico Galleria Gruppo Credito Valtellinese: Tel. 0248.008.015
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Prossimi appuntamenti:
Settembre 1997 : si apre il "Giardino della Scultura" della Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Novembre 1997 : Kounellis