Dopo la mostra di Massimo Siragusa sul circo, lo Spaziofoto di Firenze propone per settembre una collettiva a carattere storico.
La ricerca sul Neorealismo nella fotografia italiana è ancora agli inizi.
Enrica Viganò ha curato nel 1999 una mostra di 100 immagini portata in giro per l'Europa e gli Stati Uniti, dalla quale è tratta la selezione qui presentata.
La mostra si inserisce nel lavoro di riscoperta critica dei fotografi italiani che dal 1945 al 1960 hanno operato nella linea indicata da Alberto Lattuada, maestro di un'arte che cerca di tenere sempre vivo il rapporto dell'uomo con le cose. E' sua una delle prime opere del neorealismo italiano, un piccolo libro di 26 fotografie con il commento poetico di Ernesto Treccani. In quest'opera Lattuada anticipa temi e modi dei film e dei romanzi italiani che diventeranno nodo fondamentale nella cultura del secondo dopoguerra. 'Uomini per le strade, uomini al lavoro, uomini sospesi alla voce della poesia, uomini vinti, e dappertutto, in qualunque condizione, la tesa volontà di vivere e la necessità di amare e sperare'. In cinquanta immagini di nove dei più significativi fotografi della lunga stagione del neorealismo, la mostra cerca di rendere visibile la realtà seconda, quella delle minime cose, del quotidiano, degli stati d'animo considerati troppo comuni. Così nelle fotografie di questi nove autori, i luoghi e i personaggi di un paese povero e apparentemente arretrato diventano rivelazione della vera condizione dell'uomo in ogni luogo.
FOTOGRAFI E TEMI
Federico Patellani, le foto scattate nei giorni successivi alla Liberazione e i volti dei minatori sardi del 1950.
Tino Petrelli, il racconto di Africo, un paese calabro.
Piero Donzelli, la semplice umiltà dei gesti quotidiani che si misurano con l'enigmatica apertura del paesaggio padano.
Mario De Biasi, gli uomini dentro la folla e lo spazio delle grandi città.
Franco Pinna, l'epico mondo contadino del sud.
Enrico Pasquali, l'Odissea delle mondine e dei braccianti nella Bassa emiliana.
Nino Migliori, i piccoli paesi della provincia italiana.
Mario Giacomelli, le innovative, drammatiche sequenze di 'Scanno' e 'Verrà la morte e avrà i tuoi occhi'.
Enzo Sellerio, la Palermo degli anni Sessanta nella nuova stagione politica.