Il primo numero di Life uscì nel novembre del 1936 con il motto, coniato dal suo fondatore Henry R. Luce, "vedere la vita; vedere il mondo".
E il mondo, allora, era quello dell'America della Depressione, dell'Europa di Hitler, della Spagna della Guerra civile....
Da allora il mondo è cambiato, la storica rivista ha chiuso, ma le immagini di Life restano a testimoniare la vita, con tutta la loro forza comunicativa e rappresentano la più formidabile documentazione del nostro tempo. La collezione è enorme: dagli avvenimenti storici del nostro secolo, alle immagini sorprendenti e irresistibili che testimoniano il gusto, la moda e i cambiamenti in atto nella società. Tutte le foto di Life mostrano un'attenzione costante, curiosa, divertita ma sempre rispettosa, per l'uomo. Non interessano solo la grande storia, i personaggi politici, i divi di Hollywood, ma anche i reportage sociali, che inaugurano un nuovo modo di fotografare e di guardare la realtà.
Il prossimo 22 febbraio alle ore 18 verrà inaugurata allo Spaziofoto di Firenze la mostra fotografica Life at its best - il meglio della fotografia di LIFE. Una mostra curata da Contrasto che ripercorre, con poche ma fortissime immagini, il filo e la storia del nostro modo di 'vedere il mondo' attraverso le fotografie più famose di grandi maestri del calibro di Alfred Eisenstaedt, Andreas Feininger, Margaret Bourke-White, Eugene Smith e Gjon Mili. In mostra verranno esposte una trentina di fotografie in bianco e nero, di medio e grande formato. Una sezione a parte sarà dedicata a Margaret Bourke-White, autrice della prima, storica, copertina della rivista, come anche di alcune delle immagini più significative del nostro tempo: dal ritratto di Gandhi vicino all'arcolaio nella sua stanza, alle visioni dell'America vista dall'alto, ai deportati di Buchenwald, ai minatori del SudAfrica. Della fotografa saranno presentate una ventina di foto di grande formato, tra cui alcuni inediti non esposti alla mostra che il Comune di Firenze le ha di recente dedicato, in Palazzo Vecchio, sponsorizzata anche dal nostro Istituto di credito (che si conclude il 17 febbraio).
Ora che Life non esiste più, il suo archivio fotografico è una incredibile miniera, un patrimonio di grande valore per documentare e ricordare il nostro tempo.