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spazio foto Sergio Caminata
HIMBA

Sede: SpazioFoto Credito Artigiano, Via De' Boni 1, angolo P.zza S. Maria Maggiore
Inaugurazione: 3 maggio 2001, ore 18.30
Durata mostra: 4 - 26 maggio 2001
Orario: lunedì-sabato, ore 10 -12.30, 15-19
Domenica chiuso
Catalogo: Federico Motta Editore
Per informazioni: tel. 055.218.641
Ingresso libero

Con sessanta stampe di grande formato (40x50cm), e un centinaio di piccole, formato cartolina, disposte una vicina all'altra a coprire un'intera parete, Sergio Caminata scopre e racconta la storia degli Himba, popolazione nomade che vive nella Namibia nordoccidentale, al confine con l'Angola.

Caminata ha vissuto con loro per un mese nel Kaokoland, una terra arida, rude e di una bellezza selvaggia, separata dal mare dalla costa desertica della Namibia, il Namib, il più antico deserto del mondo. E' stato proprio il Namib a proteggere per molti secoli gli Himba dal contatto con i bianchi. Nella loro terra inospitale, gli Himba hanno imparato a vivere in piccoli gruppi, tra le sorgenti disperse nel vasto territorio, e a spostarsi con il bestiame. Oggi gli Himba sono circa settemila e cercano di mantenere il loro nomadismo pastorale, nonostante la pressione dall'esterno di missionari e scuole, e l'invadenza del 'grande mercato'. Caminata li ha osservati, imparando a conoscerli, fino ad assimilarne le abitudini.

La bellezza degli Himba, quella che noi vediamo come bellezza, come aveva già intuito Levi Strauss per altri indigeni, è costituita dall'avere fatto del corpo una faccia. Il corpo è a tal punto il supporto, la carta su cui è scritto il testo di una cultura, da diventare essenziale, 'neutro' (o ocra) come un foglio. Per questo non è nudità, appunto come sarebbe assurdo pensare che una faccia sia nuda. Questa neutralità è anche asciuttezza, essenzialità di uno stile di vita in cui il corpo diventa tutt'uno con il paesaggio e gli animali. E' l'essenzialità della sussistenza, cioè di un regime di vita in cui le risorse contano direttamente. Gli Himba hanno una bellezza che ci stupisce, che ci coglie di sorpresa perché risponde a canoni così diversi dai nostri. A Caminata il difficile compito di individuarla e fissarla.

Non è stato facile avvicinare quel popolo sparso in piccoli gruppi nel deserto, senza un nucleo fisso, privo di un centro aggregatore; ottenerne la fiducia e riuscire a comunicare, dal momento che gli Himba non parlano ne l'Africans, né il dialetto della regione, ma hanno un linguaggio proprio.

Caminata ci è riuscito, affidandosi molto all'istinto. Lo ha fatto con discrezione, con la naturalezza di chi ha vissuto con loro, senza l'assillo dello scoop. Ha catturato il segreto della loro estetica, del sentirsi e sentire gli altri come attraenti, in un contesto dove la nudità è vestita come una faccia. E in mostra ce li racconta nella quotidianità e assolutezza dei loro gesti.

Nel catalogo Federico Motta Editore, 93 fotografie in bianco e nero, tutte di grande formato, documentano l'intero lavoro di Caminata.

Sergio Caminata

Nato a Milano nel 1955, dopo gli studi di fotografia all'istituto Rizzoli, e un'iniziale iscrizione alla Facoltà di Architettura di Milano, Caminata decide di dedicarsi esclusivamente alla fotografia.

Assistente nel 1976 e poi, nel 1980 fotografo nel campo della moda, collabora con le più prestigiose riviste nazionali e internazionali, Amica, Anna, Donna, Gioia, Grazia, Cosmopolitan, Elle, Freundin, Fur Sie, Harper's Bazar, Madame Figarò, MarieClaire. Partecipa, inoltre, alla realizzazione di campagne pubblicitarie, tra cui va ricordata quella per la Coca Cola. Altra tappa professionale importante, il suo incarico quale fotografo ufficiale per la campagna elettorale nazionale di François Mitterand. Segue anche la regia televisiva di spot pubblicitari e redazionali per la tv italiana ed estera. A metà degli anni Ottanta, in collaborazione con il centro Il Diaframma, presenta la 'Fotogalleria' con il tema 'Stilisti in primo piano'. Nel 1994 partecipa per Amnesty International alla collettiva 100 fotografi italiani. E' in questo periodo che inizia la serie dei suoi viaggi in Africa. Molte delle fotografie scattate nel Continente nero vengono utilizzate dalla Feltrinelli per copertine di romanzi, ad esempio, per Sorriso Africano di Doris Lessing o Ebano e Lapidarium di Ryszard Kapuscinski. Le foto più belle sono state raccolte nel volume Ndebele, pubblicato dalla Federico Motta Editore nel 1998. Foto scelte di Caminata compaiono anche in New notes on Kaoko, edito da Giorgio Miescher & Dag Henrichsen per la Basler Africa Bibliographien, pubblicazione ad alto interesse scientifico sugli abitanti del Kaokoland. Sempre nel 1998 Caminata partecipa a Torino alla mostra 'Identità e differenza' realizzata con il patrocinio del Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. L'anno dopo è invitato dalla repubblica di San Marino alla collettiva 'Dalla terra alle genti'.

 


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