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spazio foto TROPPO
Fotografie di Stefania Beretta

Sede: SpazioFoto Credito Artigiano, Via De' Boni 1, angolo P.zza S. Maria Maggiore, Firenze
Inaugurazione: 19 settembre 2002, ore 18.00
Durata mostra: 20 settembre - 12 ottobre 2002
Orario: lunedì-sabato, ore 10 -12.30, 15-19
domenica chiuso. Ingresso libero
Catalogo Edizioni Dominique Gaessler
Per informazioni: tel. 055.218.641; 0248.008.015; 0280.637.357

Dopo la pausa estiva lo Spaziofoto di Firenze, in collaborazione con il Centro Culturale Svizzero, riprende l'attività espositiva con una personale della fotografa svizzera Stefania Beretta.

Il lavoro che la fotografa presenta è stato realizzato negli ultimi due anni. A differenza del precedente Rooms, 2000 -una serie di immagini scattate nelle camere d'hotel visitate durante i suoi viaggi all'estero, più intimista e autobiografico-, Troppo ha per soggetto un tema di interesse pubblico. 'Quando decisi di fotografare il riciclaggio dei rifiuti, feci un sopralluogo nei vari centri di smistamento sparsi nel Ticino. Mi impressionò scoprire questa realtà della nostra 'società degli eccessi'. Che sta tappezzando l'universo di rifiuti, prodotti, trasformati, riconsumati in nome della civilizzazione', spiega l'artista.

Nelle opere di Stefania Beretta, scrive nella presentazione della mostra Dominique Gaessler, come in una tela di Pollock, l'immagine nasce dal caos delle forme, dal caso che accosta oggetto a oggetto e dalla maestria assoluta del gesto fotografico. Un gesto che si concentra in una logica documentaria che cerca di testimoniare la situazione senza remore. In un troppo-pieno di colori, le fotografie si muovono in una specie di disordine organico, di elementi a prima vista indistinti, che, poco a poco, rivelano la loro vera natura: il rifiuto.

In mostra trenta fotografie a colori molto saturi, di grande formato (cm 70x100, 130x100, 80x250) ci sbattono nuovamente in faccia quegli oggetti di cui pensavamo con soddisfazione di esserci liberati. E ci fanno scoprire loro qualità insospettate. Persino la bellezza delle combinazioni che insieme riescono a creare. I cavi elettrici colorati, le bottiglie d'acqua di plastica, le lattine dei pelati con le tolle di benzina, vecchi giornali e stracci, formano quadri Pop. La Beretta li fotografa da vicinissimo e da lontano, sovrappone e accosta frammenti di immagini diverse, e gli oggetti perdono la loro riconoscibilità e diventano forma e colore allo stato puro.

BIOGRAFIA

Stefania Beretta, fotografa indipendente dal 1979, è nata a Vacallo (Svizzera) nel 1957. Specializzata in fotografia di architettura e di oggetti d'arte, conduce in parallelo una sua ricerca personale che le è valsa nel 1995 il Primo premio per la fotografia della Società ticinese di belle arti. Nel 1994 soggiorna sei mesi alla Cité internazionale des arts di Parigi grazie alla borsa di studio conferitale dalla SPSAS (Società pittori, scultori e architetti svizzeri): nasce da quell'esperienza la pubblicazione nel 1997 di Paris noir per le edizioni della rivista Pagine d'arte, Lugano-Milano. Nel 1998 è invitata dal Centro culturale Europos Parkas di Vilnius (Lituania) per svolgervi un lavoro personale. Nello stesso anno riceve una borsa di studio federale dalla Fondazione Gleyre (Svizzera). Dal 1980 effettua frequenti viaggi in Europa, Asia e America; Città d'Europa, edito da CGA&P di Lugano nel 1998, testimonia questo suo modo di essere.

Nel 2000 la casa editrice trans photographic press di Parigi le pubblica il libro rooms.

Dal 1985 espone regolarmente in Svizzera e Europa. Sue fotografie si trovano in numerose collezioni pubbliche (ad esempio la Bibliothèque nazionale di Parigi e la Fondazione svizzera per la fotografia) e private.

Vive e lavora a Giubiasco (Svizzera).

 


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