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 ZAMBUTO-FASULO
Sicilia. Forme colori a sud

COMUNICATO STAMPA

Sede: Porto Empedocle - auditorium di San Gerlando
 
Inaugurazione: venerdì 16 luglio alle ore 18.30
presso l'auditorium di San Gerlando a Porto Empedocle
 
Durata mostra: 17 luglio - 14 agosto
Orari: giorni feriali dalle 16.30 alle 20.00
Ingresso: libero
 
 
 
 
ZAMBUTO-FASULO a Morbegno
 
Manifesto Invito

 
 

Sicilia. Forme colori a sud

Dal 17 luglio al 14 agosto l'auditorium di San Gerlando, a Porto Empedocle, ospiterà la mostra degli artisti Zambuto e Fasulo "Sicilia. Forme colori a sud".
L'esposizione intende aprire gli orizzonti verso il sud, verso gli spazi aperti, il mare e verso gli altrove che, spesso, in valle si possono dimenticare.

Di seguito le parole di Oreste Muccio, curatore della mostra e assessore alla cultura del comune di Morbegno.

Ogni mostra che si rispetti induce il visitatore a guardare un altrove che, ancor prima che fuori è, in parte, dentro il sé, per evocazioni, associazioni di idee, nelle forme suscitate da educazione, cultura, esperienze. L'altrove cui questa mostra invita a volgere lo sguardo è il sud, le sue forme, i suoi colori; e questo sud identifica con il luogo che ne rappresenta un'idea compiuta, la Sicilia,...onde a terra se acaba e o mar começa, adattando il verso di L. de Camões.
Dove la terra finisce e il mare comincia, o a rovescio, è il regno di una materia che assume infinite forme, colori e odori, che occupano e riempiono ogni spazio: scogli, resti di caicchi, navi e relitti di tutto, la ruggine padrona, vulcani e pescatori. Terra e mare insieme.
Sta qui il senso; stanno in questo perimetro le suggestioni suscitate dalle opere di Franco Fasulo e Piero Zambuto, presentati e raccontati da Valeria Serra e Paolo Minacori.
Opere che riportano a storie antiche e di oggi, in fitta trama dialettica con il mito. Raccontano di legami intricati e vicende che hanno radici in luoghi e in un tempo dove dominano irrequietezza e cambiamento. Riflettono un retaggio ricevuto da chi ha cercato, visto, dominato e subito l'impensabile. E l'opera che i nostri occhi vedono, ridotta in minuscoli lampi d'energia, torna dal pensiero interpretata e trasformata. Forme pure, assolute, analogie e ricordi di altre vite, nel sostrato della soggettività
(ri)diventano dolori, odori, spiriti, "dialoghi del vento e del mare".
A questa mostra ci piace condurre l'attenzione dei nostri concittadini, figli di un territorio per tantissimi aspetti agli antipodi del primo; ma è nel reciproco guardarsi attraverso le espressioni artistiche, attraverso le espressioni dell'intelletto, nel reciproco studiarsi, che gli uomini riescono a dare e ricevere il meglio di se stessi.

 

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