UGO ZOVETTI
Metamorfosi di una città
Milano 1958-2008
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| Sede: |
Centro Culturale di Milano,
Via Zebedia, 2
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| Inaugurazione: |
mercoledì 22 ottobre, ore 18,30 |
| Durata mostra: |
22 ottobre - 10 gennaio 2009 |
| Orari: |
da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 sabato e domenica dalle 15 alle 18
mercoledì giorno di chiusura
ingresso libero. |
| Info e prenotazioni: |
www.cmc.milano.it
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CARTELLA STAMPA
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| Con il patrocinio e il sostegno di: |
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| Con il contributo di: |
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| Con la partecipazione di: |
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| Manifesto |
Depliant |
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“Ugo Zovetti. Metamorfosi di una città, Milano 1958 – 2008”, una mostra per
raccontare quei fattori culturali e sociali racchiusi nel senso del nostro recente
passato, rintracciabili nella geografia umana della città. Un’occasione per
comprendere i sentimenti e le forme di cinquant’anni di storia di Milano, una storia
fatta di contrasti e sproporzioni ma anche di laboriosità, solidarietà e
internazionalità, caratteristiche che hanno da sempre acceso la vicenda artistica di
Zovetti.
Ugo Zovetti è una figura straordinaria nel panorama della fotografia d’autore slegata
dalla professione, la sua è una passione creativa libera da vincoli o committenze che ha
portato avanti parallelamente al suo vero lavoro. Zovetti è tra i pochi che documentano la
Milano di oggi utilizzando la Rolleiflex 6x6, arrivando a realizzare immagini che
trascendono immediatamente il luogo, per diventare icone simbolo della contemporaneità,
senza retorica alcuna.
L’obbiettivo di Zovetti nulla si lascia sfuggire –seppur con la discrezione tipica
dell’uomo colto d’educazione internazionale- la sua mente rielabora l’immagine un attimo
prima dello scatto come se già ne possedesse l’esito. E’ questa selezione mentale che
consente al suo lavoro di non cadere mai nel già visto, di non cedere al convenzionale, di
evitare la cronaca. Il lungo lavoro all’ingranditore determina sequenze di tagli che le prove
di stampa consentono di studiare e di modificare. Nella sua ricerca dell’energia
espressiva, Zovetti ama forzare i contrasti del bianco e del nero e ritagliare i dettagli, quei
particolari microcosmici che contengono il senso dell’universo.
Dal suo quartiere in fondo a via Stendhal Zovetti è entrato a grandi passi nel cuore
di Milano esplorandone di giorno in giorno tutti gli anfratti, le distese di selciati, le lesioni
insanabili, le fatue vetrine. Ogni giorno diversamente dall’altro la gente si è lasciata
sfuggire una scintilla del proprio esistere, facendo intravedere gesti e segreti, sfumature di
atteggiamenti e tracce di pensieri, concedendo a Zovetti un attimo tangente al proprio
spazio vitale.
Zovetti riserva un’attenzione curiosa e intelligente alla vicenda umana, che trova
testimonianza soprattutto sui visi, perché come afferma lui stesso: “l’uomo è il volto”. I
primi volti sono quelli del dopoguerra, “quelle facce che ora non trovi più”, intense di
dramma e speranza, vivide di semplicità e pietas. Gli anni passano ma le pietre sono le
stesse, le coppiette e gli amici che si siedono sul gradino del monumento a Vittorio
Emanuele trovano le stesse pietre che mezzo secolo prima Zovetti aveva fotografato con
coppiette e amici di un'altra storia, ma del medesimo mondo.
E’ significativo il fatto che ancora oggi, all’età di 92 anni, Zovetti continui a uscire
per strada con la macchina fotografica al collo, per cercare di sorprendere le
manifestazioni di una società che cambia, pur mantenendo le radici nella sua storia. Le
immagini che cerca sono spontanee, assolutamente vere, per questo usa ancora quei
vecchi trucchi per non guardare nel mirino e scattare senza che le persone se ne
accorgano, per questo segue i suoi passi nel cuore della metropoli affinché si incrocino
con scene di vita autentica.
Ugo Zovetti, (1916, Korcula – Dalmazia) è figlio di un grande artefice della Secessione viennese.
Trasferitosi a Milano ha iniziato a fotografare dagli anni Quaranta. Zovetti è “Excellence FIAP” dal
1958. È stato tra gli animatori del “Gruppo fotografico del Naviglio” e si è prodigato per la diffusione
della fotografia italiana in Europa. Ha collaborato alla rivista “Magnum” di Colonia. Insignito di
premi e apprezzato all’estero fin dagli anni Sessanta, ha trascorso una stagione di lavoro a Londra.
Ha pubblicato un volume dedicato alla Milano della ricostruzione: “Monte Stella”, edizioni
Fumagalli-Peccolo, con testo di Marco Meneguzzo. Tra 2002 e 2004 cospicui nuclei di sue
fotografie vintage sono stati acquisiti da collezioni museali statunitensi. Opere di Zovetti sono
apparse nel 2001 alla Keith De Lellis Gallery di New York nella mostra “View from abroad: world
capitals by postwar italian photographers”, nel 2004 in “Gli anni della Dolce vita” a Torino, nel 2005
in “Anni Cinquanta” a Palazzo Reale a Milano e dal 2006 le sue immagini continuano a girare per
l’Europa con la mostra collettiva “NeoRealismo. La nuova immagine in Italia 1932-1960”.
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