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Presentazione. Angela Dell'Oca | Raffaele Casciaro e Francesca Tasso
LEGNI SACRI E PREZIOSI. Scultura lignea in Valtellina e Valchiavenna tra Gotico e Rinascimento.
Dal 28 gennaio al 2 aprile 2005, in concomitanza con i Campionati Mondiali di sci, il Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio ospiterà la mostra Legni sacri e preziosi. Scultura lignea in Valtellina e Valchiavenna tra Gotico e Rinascimento.
Tale varietà di presenze e di modelli espressivi non è però nota al grande pubblico; il progetto intende offrire un primo spunto per conoscere ed apprezzare una espressione artistica - quella della scultura lignea dipinta e dorata - che in epoca rinascimentale ha dato vita ad alcune tra le realizzazioni più ricche e solenni che l'arte lombarda conosca.
Accanto alla Regione Lombardia, tra gli enti promotori figurano il Comune di Sondrio con il Museo valtellinese di storia e arte e il Comune di Milano che, attraverso la Civica Raccolta d'Arte Applicata del Castello Sforzesco, ha contribuito alla messa a fuoco dei contenuti scientifici della mostra. Altro importante contributo è venuto dagli organismi statali ed ecclesiastici di tutela, la Soprintendenza al Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico di Milano e la Diocesi di Como, nonché dagli enti territoriali (Provincia di Sondrio, Comunità Montane, B.IM.) e dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.
La mostra di Sondrio, anteprima di un'importante rassegna sulla scultura lignea lombarda del Rinascimento in programma per l'ottobre 2005 a Milano nelle sale del Castello Sforzesco, proporrà ai visitatori un percorso di visita attraverso quattordici opere significativamente provenienti da tutto il territorio; il progetto espositivo troverà il suo naturale completamento nei rimandi al territorio contenuti nel catalogo con la segnalazione, attraverso schede in dettaglio, di tutte le presenze più significative e una descrizione di circa quaranta ancone collocate nelle chiese d'origine.
La provincia di Sondrio possiede, infatti, un cospicuo patrimonio di scultura lignea: altari e altaroli, ma anche statue e piccoli rilievi concepiti talvolta come opere autonome o, più spesso, provenienti da ancone smembrate, a suggerire come quanto rimane sia solo una parte della ricca produzione che tra Quattro e Cinquecento impreziosì i grandi santuari e le chiese plebane, fino agli sperduti oratori di montagna. Fu quella una stagione particolarmente felice per l'arte locale; i magistri a lignamine operosi in Valtellina provenivano dai più aggiornati cantieri della Lombardia: quelli attivi in Valchiavenna e nel Bormiese, invece, dalle limitrofe aree di lingua tedesca.
Veri capolavori d'intaglio sono le ancone di Giacomo Del Maino a Ponte, di Pietro Bussolo a Grosio, dei Fratelli De Donati a Caspano, di Andrea da Saronno a Caiolo, di Giovan Angelo e Tiburzio Del Maino a Morbegno, Ardenno e Tirano.
La scelta delle opere è stata condotta in stretto accordo con la Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici e Etnoantropologici di Milano, per mettere in luce l'azione di tutela e di conservazione da essa svolta sul territorio negli anni passati..
Nel progetto della mostra particolare attenzione è stata rivolta alle tipologie dei manufatti, al loro valore devozionale, alla preziosità e, parimenti, alla delicatezza della materia, non dimenticando le questioni relative alla conservazione e alla tutela.
Valore aggiunto alla manifestazione verrà proprio dal recupero di alcune opere che, esposte al pubblico nelle loro attuali condizioni, saranno oggetto di un restauro e di una nuova presentazione al Museo nel prossimo autunno, in contemporanea con la mostra di Milano.
Angela Dell'Oca
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